Guerriglia a Roma. Manifestazione rovinata

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Betta Salandra

15 OTTOBRE. Il grande e pacifico serpentone oscurato da scontri violenti tra “black bloc”, teppisti e forze dell’ordine. Auto in fiamme e vetrine sfasciate. Decine i feriti, ingenti danni.

«Ma che cazzo fate?»; «Fatti i cazzi tuoi. Quando dovevamo difendere la tua valle eravamo tutti insieme ora ti lamenti?». Roma, 15 ottobre via Cavour. La manifestazione è appena partita, subito dopo la testa del corteo ci sono i no Tav. Tra di loro si sono infilati almeno duecento black bloc e stanno bruciando auto e sfasciando vetrine poco prima che via Cavour incontri via dei Fori imperiali. Arriva una troupe televisiva e volano gli schiaffi. Meglio riporre la macchina fotografica, i giornalisti non sono popolari in questo breve tratto di corteo.

Bomba nel cuore di Oslo. L’ombra del terrorismo

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Salvo Secondini

NORVEGIA. La capitale del Nord Europa scioccata da un’esplosione che nel primo pomeriggio di ieri ha colpito il centro della città. Morti e feriti. Scene di panico nelle strade. Evacuato il centro.

Una forte esplosione ha devastato ieri nel primo pomeriggio il centro di Oslo uccidendo almeno due persone e ferendone una decina. Il dubbio che potesse essersi trattato di un attentato è durato solo qualche ora.

Scontri a piazza Tahrir. I feriti sono oltre mille

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Susan Dabbous

EGITTO. Sono continuati fino a ieri mattina gli incidenti tra polizia e manifestanti. All’origine delle violenze, il divieto di un sit in ai familiari delle vittime delle rivolte anti Mubarak.

Scorre di nuovo il sangue a piazza Tahrir: più di mille manifestanti sono stati feriti alle forze dell’ordine ordine con lacrimogeni e proiettili di gomma. Gli scontri sono iniziati martedì sera e si sono conclusi solo ieri in tarda mattinata. L’origine delle violenze, secondo al Jazeera, è da attribuirsi all’intervento della polizia durante un sit-in organizzato dalle famiglie delle persone uccise durante le rivolte di gennaio.

I feriti di Misurata a Roma: «Se posso torno a combattere»

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Enrico Campofreda

LIBIA. Da oltre tre settimane, gli uomini colpiti dalle forze di Gheddafi durante la rivolta libica vengono curati all’ospedale San Camillo. Nei racconti, il desiderio di libertà per il proprio popolo.

Mohammed, trent’anni, due figlie e, da fine aprile, le ferite sull’addome che l’hanno condotto dall’ospedale di Bengasi alle cure presso l’ospedale San Camillo di Roma. Aveva iniziato a manifestare il 17 febbraio, era con altri insegnanti come lui, a piazza Nasr, nella Medina di Misurata. Imitavano il luogo simbolo delle proteste nordafricane: Tahrir. Ce l’avevano con Gheddafi di cui dice «E’ diventato da tempo patrigno per il popolo libico, l’ha tradito per interessi personali».

La dinamica non torna

Anna Pellizzone ed Emanuele Bompan

MILANO. Due degli operai rimasti feriti nell’esplosione all’Eureco di Paderno Dugnano sono in pericolo di vita. La Cgil denuncia: «Tanti aspetti contradditori». I Verdi: «Il Piano regolatore non prevede impianti di quel tipo».

Restano in pericolo di vita due dei sette feriti a seguito dell’esplosione di una bombola di avvenuta giovedì all’Eureco di Paderno Dugnano (Milano). I medici dell’ospedale Niguarda, dove sono ricoverati, spiegano che Sergio Scapolan, 65 anni, ha riportato ustioni di terzo grado su circa il 95 per cento del corpo. Anche Salvatore Catalano, 55 anni, è in condizioni critiche. Avrebbe riportato ustioni superiori al 75. Sul fronte investigativo, le indagini sono in corso.

Scontro frontale tra due treni pendolari diretti a Bruxelles

Alessandro de Pascale

BELGIO. Uno dei due convogli era partito dalla zona fiamminga, l’altro da quella vallona. L’impatto alle 8:30 di ieri. Decine di morti, centinaia i feriti rimasti intrappolati tra le lamiere per ore. Sncb in tilt, sospesi i collegamenti con Londra e la Francia.

Stavolta non è il lavoro ad uccidere. Ma la collisione tra due treni carichi di pendolari. Almeno venti i morti, centinaia i feriti. Alcuni dei quali sarebbero in gravi condizioni. Molti quelli rimasti per ore intrappolati tra le lamiere, prima di essere salvati dai vigili del fuoco. Erano le 8:30 di ieri mattina quando due convogli regionali diretti a Bruxelles, in Belgio, si sono scontrati. Arrivati nella stazione di Buizingen, nel comune di Halle, circa venti chilometri a sud della capitale, per motivi ancora da chiarire, si sono trovati sullo stesso binario.

La polizia egiziana va all’assalto del convoglio umanitario.

Betta Salandra

ASSEDIO A GAZA. Decine di feriti, sette arresti. I camion di aiuti partiti un mese fa dall’Inghilterra vengono attaccati nel porto di El Arish. Portano scorte di medicinali e beni di prima necessità per i palestinesi isolati nella Striscia

Un assedio è un assedio è un assedio. Non ha tempo e non ha voce. E non è soltanto morire senza medicine al buio di una tenda, che un tempo era la tua casa, sperando che questa settimana aprano il confine per farti avere il tuo sacco di farina. Che poi è la misura della dignità a cui hanno ridotto la tua vita, le tue aspirazioni e i tuoi affetti. 
 

Autobomba nel nord del Paese. Il dito è puntato contro l’Eta

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Gloria Ravidà

SPAGNA Alle quattro del mattino di ieri notte un furgoncino imbottito d’esplosivo è saltato in aria vicino al quartier generale della Guardia civil a Burgos, causando oltre 50 feriti. Gli indipendentisti baschi sono i principali sospettati.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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