Ottimiste e anticamorra, due donne raccontano

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Eliana Iuorio (Inserto domenicale)

BUONA POLITICA. Si è conclusa ieri la IV edizione del Festival dell’Impegno civile, l’unico evento che ha come location i beni confiscati alla camorra promosso dall’Associazione Libera, coordinamento di Caserta, e dal Comitato don Peppe Diana. Abbiamo intervistato le protagoniste di questa iniziativa.

Quell’11 giugno del 1997 Alessandra Clemente era affacciata al balcone di casa e mentre il fuoco della camorra, a Napoli, spegneva il sorriso di sua madre, uccisa in strada, da un proiettile vagante esploso nel corso di un conflitto a fuoco tra clan avversari, quella bambina di dieci anni diventava donna. Alessandra, però, non è rimasta al balcone, dal quale ha assistito al tragico evento, e oggi con fierezza e decisione affronta la vita nel nome di sua madre, Silvia Ruotolo, in memoria della quale è anche nata una Fondazione.

«Cara Napoli, ti amo ma come ti hanno ridotto»

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Pietro Nardiello

INTERVISTA Il fallimento della politica, l’abbandono degli artisti al loro destino, l’amore per una città e la sua cultura. Intervista al musicista e teatrante Peppe Barra, a partire dal suo ultimo cd presentato in anteprima al Festival dell’Impegno civile. In dodici brani, con testi e ricerche sonore, l’artista racconta la predilezione per le identità e le proprie radici da non smarrire. Con un occhio attento all’ambiente e ai “diversi” che incutono false paure.

 

Casal di Principe, il buon uso dei beni confiscati ai boss

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Pietro Orsatti

SOCIETA' CIVILE
— Nel feudo dei Casalesi, tre giorni di feste e dibattiti per il Festival dell’impegno civile. Riusare quello che era di proprietà della camorra è un segnale preciso. I media dovrebbero parlare di più di ville, masserie, appartamenti, terre che sono sottratti ai comorristi e restituiti ai cittadini. Come dovrebbero raccontare le esperienze che su questi luoghi crescono, come quella delle cooperative che fanno uno sberleffo alla criminalità. —

A volte ci sono coincidenze che ti lasciano senza parole. Soprattutto nel comprensorio di Casal di Principe, in terra di camorra, nel regno dei Casalesi. Ci si può ritrovare a partecipare a un dibattito sull’economia etica, libera dalle mafie, in un appartamento a Casapesenna, sequestrato al boss Zagaria.

«Vogliono colpire la libertà d’informazione»

Pietro Orsatti

L’INTERVISTA
— Don Luigi Ciotti: «Le mafie sono un problema nazionale, non solo di alcune regioni». —

«Oggi è un giorno di festa, ma non voglio ringraziare nessuno. Perché non c’è nessuno da ringraziare. Qui ci sono solo persone che hanno fatto la loro parte. Ecco, basterebbe che ciascuno di noi facesse il proprio dovere e basta ». Luigi Ciotti ha inaugurato ieri il Festival dell’impegno civile “Le terre di don Peppe Diana”, e anche se è evidente la soddisfazione di aver avviato un nuovo progetto di riscatto sui terreni confiscati alla camorra, l’attenzione e la verve polemica non sono certo acquietate.

Il Festival dell’impegno civile. Contro l’antistato dei Casalesi

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Pietro Orsatti

DIRITTI
— Tre giorni di iniziative organizzate da Libera a Cancello e Arnone nel casertano, dove spadroneggia il più sanguinario clan della camorra. All’insegna dello slogan “Non abbiamo paura”, nel ricordo commosso di don Diana. —

Il camion avanza veloce sotto un sole africano. Nel cassone saranno almeno dodici uomini, sballottati, africani appunto. Braccia per l’agricoltura a nero che se non è di camorra di certo, almeno, è illegale. Caporalato. Al limite della schiavitù. In pieno giorno, tranquillamente, evidente a tutti comprese le forze dell’ordine che dovrebbero presidiare il territorio. E lo fanno, ma quando passano camion di umanità forzata come questa fanno finta di niente, voltando lo sguardo da un’altra parte.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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