Svarioni e gaffes nel Festival degli orrori

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Simone Arminio

FESTIVAL. L’Unità d’Italia vista dalla kermesse: la conturbante argentina rilancia la monarchia («Spero che ci sia di nuovo un solo re») e Morandi omaggia «i 150 anni della Repubblica».

Splenderà mai il sole su questo 61° Festival di Sanremo martoriato dalla pioggia battente? Una domanda alla quale i sanremologi, abituati a sondare l’andamento della kermesse canora proprio sulla quantità di pioggia che ogni anno puntuale si abbatte sull’Ariston, mai come quest’anno non si sentono di rispondere. Di per certo, però, si sa che dopo la parentesi patriottica di ieri sera, da oggi tornerà in voga l’attualità. Archiviando, insieme ai poveri esclusi, anche le solite critiche sul cachet di Benigni.

Il segretario del Pd va all’Ariston. Metafora di un partito che resta a metà del guado anche nella musica

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Nicola Mirenzi

ATTUALITA’. Pierluigi Bersani e sua figlia sono andati a Sanremo per assistere alla finale del Festival. Perché questa scelta del leader piddino, famoso per amare Vasco Rossi, Led Zeppelin e l’hard rock dei Metallica? Forse anche i gusti musicali indicano che il Partito democratico cerca ancora identità e leadership. Il quotidiano Europa difende intanto la scelta del leader e assicura che non si tratta di una “veltronata”, mentre la tv yuodem ha addirittura organizzato il “Dopofestival” che non trasmette più la Rai.

Alla fine è arrivato anche Pierluigi Bersani al Festival di Sanremo. E non di certo per apprezzare la musica leggera italiana, visto che il segretario del Partito democratico ha gusti musicali tosti, altroché.

Jessica Brando, pasticciaccio brutto in Riviera

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Simone Arminio

FESTIVAL. Al centro del ciclone è stato, per tutta la giornata di ieri, il caso Jessica Brando. Una quindicenne che tutti, da queste parti, hanno trattato come una donna adulta, una consumata artista, salvo poi accorgersi intorno alla mezzanotte e un minuto di giovedì che, per legge, vista la giovane età, non sarebbe andata in onda.

Dannata italica sfortuna. Con tutto il tempo che hanno avuto gli artisti internazionali per sbarcare sul palco di Sanremo, non dovevano arrivarci nel bel mezzo di una bufera? Al centro del ciclone è stato, per tutta la giornata di ieri, ancora il caso Jessica Brando. Una quindicenne che tutti, da queste parti, hanno trattato come una donna adulta, una consumata artista, salvo poi accorgersi intorno alla mezzanotte e un minuto di giovedì che, per legge, vista la giovane età, non sarebbe andata in onda.
 

A Sanremo vince la contraddizione

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Simone Arminio

FESTIVAL. Nello show che celebra l’italianità i migliori sono l’italo-marocchina Malika Ayane e la band La fame di Camilla, il cui cantante è albanese. Ma la vera regina è la novantaquattrenne Nilla Pizzi.

Prosegue a gonfie vele la kermesse sanremese, arrivata quasi illesa al suo penultimo giorno. E se svaniscono lentamente le polemiche grazie ai buoni ascolti televisivi (ma nessun accenno, dai vertici della Rai, alla salvifica pax imposta da Mediaset), c’è chi giura che la breve tregua metereologica di ieri sia stata un omaggio esclusivo della Riviera dei fiori alla sua regina indiscussa.

L’insostenibile disagio del Festival

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Pierpaolo De Lauro

MUSICA. Ecco cosa ci hanno riservato i big al Festival di Sanremo.

Tutti sul carro del vincitore, com’è logico che sia. Dopo i primi dati sugli ascolti grande entusiasmo e sorrisi. Mauro Mazza, direttore di RaiUno, ha voluto dire che il «Festival di quest’an no tende a somigliare all’Italia di oggi». E questo, sinceramente, non può che preoccupare.

Tv, soldi e doppie morali: le disavventure di Morgan

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Nicola Mirenzi

MUSICA. Qualche ingenua dichiarazione sul suo rapporto con la cocaina fa cadere un bravissimo e trasgressivo musicista nella tela dell’ingranaggio televisivo e del Festival di Sanremo che lui stesso aveva sfidato. E così l’ex cantante, bassista e tastierista dei Bluvertigo da essere sabotatore dei meccanismi televisivi diventa carne macellata nell’auditel di “Porta a Porta”. È la fine del mito che lui stesso aveva alimentato: l’idea che sia possibile far penetrare l’artigianato musicale di raffinata fattura nei canali consueti dello show business più rapace.

Partiamo dal concetto che l’esclusione da San Remo è una cosetta piccina piccina di cui, volendo, ci si potrebbe anche rallegrare. E di cui probabilmente si fregerebbero, sfoggiandola come un trofeo, artisti a vario titolo passati alla semidivinità come Jim Morrison, Sid Vicious, Janis Joplin e compagnia bella (sempre che dalle parti loro uno sceneggiato musicale tal fatto sia immaginabile).

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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