Arrivano gli operai Fiom e il lavoro torna al centro

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Enrico Campofreda

PIAZZA DEL POPOLO. In migliaia sono venuti nella capitale dagli stabilimenti Fiat e Fincantieri. Per restituire la parola a Roma dopo gli scontri del 15 ottobre. E per rimettere al centro il tema del lavoro e della politica industriale. Che non c’è.

I metalmeccanici d’Italia in migliaia si sono ritrovati ieri a Piazza del Popolo, arrivandoci a gruppi e anche con un mini corteo che ha attraversato Villa Borghese. La piazza operaia ha parlato chiaro: diritto al lavoro e diritto a manifestare contro i piani padronali e di certa politica. Dal palco, dove si sono susseguite voci risolute e dignitose di un tessuto produttivo che rivendica con orgoglio il proprio ruolo, le testimonianze dell’unità d’intenti. Eccole.

Cgil “verde”: «Insieme ambiente e lavoro»

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Dina Galano

L'INTERVENTO. La segretaria Camusso contro il governo: «Nessuna idea su dove ci sta portando». La green economy, invece, «è una strada importante». La Fiat? «Ottocentesca».

«La Fiat torna a ricette ottocentesche». Sintentica ma eloquente, ecco la risposta che il segretario generale della Cgil Susanna Camusso inoltra all’indomani dell’uscita di Marchionne da Confindustria. «Continuiamo a non capire cosa vuole produrre in Italia perché Fabbrica Italia, il famoso piano annunciato, sembra sempre più una chimera». Di sicuro, l’azienda ripropone da tempo il lancio di un fantomatico Suv quando «molti produttori nel mondo investono nell’auto elettrica considerandola l’unica prospettiva».

Operai Fiat sfilano in corteo. Alemanno tenta di bloccarli

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Eloisa Covelli

TERMINI IMERESE. Ieri il vertice al ministero dello Sviluppo economico. Allo studio i prepensionamenti. I sindacati incontreranno Dr Motor il 5 ottobre: si parlerà del piano aziendale.

Si apre con un battibecco con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la lunga giornata degli operai di Termini Imerese. Venuti lunedì sera a Roma per manifestare la loro presenza nella Capitale, si scontrano ieri mattina con il primo cittadino. Le tute blu hanno infatti bloccato il traffico del centro tra le 10 e le 11 manifestando contro la chiusura dello stabilimento Fiat, poche ore prima che si tenesse il vertice tra sindacati, governo, Regione Sicilia e Invitalia sul futuro della più grande fabbrica dell’isola.

Marchionne sogna ma la Fiat taglia. Tute blu in guerra

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Eloisa Covelli

LAVORO. Gli operai di Termini Imerese hanno strappato al governatore Lombardo la promessa di fiancheggiare la loro lotta. Irisbus senza speranza.

I sindacati hanno stretto il governatore siciliano Raffaele Lombardo per portarlo dalla loro parte sulla questione dell’uscita della Fiat da Termini Imerese. Nell’incontro programmato per ieri, per parlare di crisi e lavoro, Cisl e Uil non si sono presentati in modo da dare largo spazio ai metalmeccanici. Il gruppo di Marchionne ha deciso infatti di uscire dallo stabilimento siciliano alla fine di dicembre. Il governo, assieme a Invitalia, ha già trovato cinque gruppi che dovranno farsi carico dei 2200 lavoratori, in modo da garantire la continuità occupazionale.

Irisbus chiude. Tute blu in guerra a Termini Imerese

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Eloisa Covelli

FIAT. Addio allo stabilimento che produceva autobus ad Avellino. Gli operai siciliani temono di fare la stessa fine. Continuano le proteste.

Sergio Marchionne presenta il nuovo gioiellino della Maserati a Francoforte, mentre una nota ufficiale annuncia la chiusura della Irisbus di Valle Ufita (Avellino). L’unico a mostrarsi interessato allo stabilimento che produce autobus era infatti l’imprenditore molisano Massimo Di Risio della Dr Motor, che due giorni fa aveva rinunciato alla corsa. Così i 700 dipendenti del gruppo Fiat, assieme a circa 300 lavoratori dell’indotto, rimangono a spasso.

Irisbus, i lavoratori si prendono la fabbrica

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Nello Trocchia

VERTENZE. La Fiat vuole cedere, ma Dr Motor rinuncia all’acquisto. Gli operai, 700 a rischio, aspettano un nuovo incontro con il governo. «Resteremo fino alla convocazione del tavolo».

L'autunno caldo alla Irisbus-Iveco è già cominciato. I lavoratori, ieri sera, hanno occupato la fabbrica mentre la Dr, nelle stesse ore, rinunciava all’acquisto. La Fiat voleva cedere l’impianto alla Itala Spa, società dei fratelli Di Risio, titolari della Dr Motor, azienda molisana impegnata nella costruzione di suv. Una soluzione respinta dai lavoratori che chiedevano una diversa exit strategy del Lingotto e avversavano la proposta Dr perché prevedeva il reimpiego di soli 250 lavoratori.

Inutile la mediazione. L’azienda tira dritto

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Nello Trocchia

IRISBUS Per lo stabilimento campano la Fiat conferma la decisione di cedere l’attività. Il governo incontra le parti sociali e propone una sospensione di un mese. Ma i lavoratori la bocciano.

«Ci hanno tolto il lavoro, la dignità – racconta un operaio - ma continuiamo la nostra lotta». Vestono tutti in maglietta blu, dietro lo stemma del delfino e la scritta Irisbus: la loro fabbrica. Dopo due mesi di mobilitazione i lavoratori dello stabilimento di Flumeri, in provincia di Avellino, sono arrivati a Roma, due giorni di sit-in davanti alla Camera dei Deputati, in attesa dell’incontro, che si è svolto ieri, tra governo parti sociali e azienda. Un incontro senza esito.

Potrebbe essere verde la futura Termini Imerese

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Giuliano Rosciarelli

ECONOMIA. Un impianto per la produzione di energia dal solare termodinamico, è l’idea nata da Enea e Università di Palermo. Mentre si avvicina la chiusura della Fiat si studiano alternative.

Un impianto innovativo che sfrutta l’energia solare in qualsiasi condizione climatica e anche di notte. Si tratta di una nuova tecnologia, a emissioni zero, che, grazie all’accumulo termico a sali fusi, è in grado di produrre energia elettrica e acqua calda o fredda per la climatizzazione degli ambienti. è questo il progetto su cui stanno lavorando Enea e Università di Palermo e che potrebbe rappresentare il futuro prossimo venturo per lo stabilimento di Termini Imerese.

No ai ricatti sì al futuro

(Rete della conoscenza)

MOVIMENTI. I lavoratori e le lavoratrici dello stabilimento Fiat di Mirafiori sono sottoposti in queste settimane a un ricatto senza precedenti, mettendo sul piatto della bilancia il posto di lavoro di migliaia di persone, che nella nostra società significa la possibilità di accedere a un reddito per sé e per i propri familiari, a un sistema di diritti e tutele, a condizioni di vita dignitose.

I lavoratori e le lavoratrici dello stabilimento Fiat di Mirafiori sono sottoposti in queste settimane a un ricatto senza precedenti, mettendo sul piatto della bilancia il posto di lavoro di migliaia di persone, che nella nostra società significa la possibilità di accedere a un reddito per sé e per i propri familiari, a un sistema di diritti e tutele, a condizioni di vita dignitose.
 

Contratti aziendali, è scontro

FIAT. I contratti aziendali dovranno in alcuni casi sostituire quello nazionale. E' la proposta avanzata da Federmeccanica per accelerare «il processo di flessibilizzazione e decentramento delle relazioni contrattuali, avviato con l’Accordo Interconfederale del 2009.

I contratti aziendali dovranno in alcuni casi sostituire quello nazionale. è la proposta avanzata da Federmeccanica per accelerare «il processo di flessibilizzazione e decentramento delle relazioni contrattuali, avviato con l’Accordo Interconfederale del 2009 e sviluppato con il contratto nazionale di categoria».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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