Da un collegio di gesuiti alla rivoluzione

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Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MONDO. La biografia di Fidel Castro è quella di un leader politico che ha attraversato oltre cinquant’anni di storia. Ha rotto con Washington nel 1960 e con Mosca nel 1989, riuscendo a far sopravvivere la rivoluzione cubana anche dopo il crollo del Muro di Berlino. Ora che non ha più incarichi pubblici, consegna ai suoi eredi politici un’isola che guarda con interesse al modello del socialismo cinese sospeso a metà strada tra Stato e mercato.

Martedì 19 aprile, L’Avana. FidelCastro fa capolino in modo inaspettato tra i delegati nell’ultima giornata del Congresso del Partito comunista cubano (Pcc), il sesto della sua storia, il primo dal 1997. Indossa la giacca blu di una tuta. Fa fatica a camminare. Le condizioni di salute si sono aggravate nuovamente, dopo il miracoloso recupero dell’ultimo anno quando è tornato a parlare in pubblico e a presenziare in qualche iniziativa politica.

«Raccontare la vita di Guevara e le sue idee»

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Floriana Mastandrea (Inserto domenicale)

INTERVSTA. Presentato in anteprima a Celle Ligure il film Che, un hombre nuevo del regista argentino Tristan Bauer. Ospite d’onore Camilo, uno dei figli del guerrigliero argentino, che a L’Avana presiede il Centro studi dedicato al padre. Un’occasione per parlare delle tante iniziative guevariste in cantiere a Cuba e in giro per il mondo.

Che, un hombre nuevo è il titolo di un film documentario di oltre un’ora e mezza del regista argentino Tristan Bauer presentato nei giorni scorsi in anteprima a Celle Ligure presso il Centro sociale Mezzalunga con la presenza di Camilo Guevara March, figlio del Che, presidente del Centro studi dedicato al padre, fondato da sua madre Aleida March e situato a L’Avana nella casa abitata nel quartiere del Nuevo Vedado dal rivoluzionario argentino fino al 1965, allorquando partì per il Congo.

La ricomparsa di Fidel e le riforme di Raúl

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Aldo Garzia

MONDO. Il leader storico della rivoluzione cubana ha partecipato ieri alla seduta straordinaria del Parlamento dell’Avana dedicata alla politica estera. Dopo una assenza di quattro anni dovuta a una grave malattia, le sue riapparizioni in pubblico si sono fatte numerose. «Sono completamente ristabilito», annuncia. Suo fratello, eletto presidente nel 2008, vara nel frattempo alcuni provvedimenti economici: «Non possiamo essere l’unico Paese del mondo in cui si può vivere senza lavorare». La scarcerazione di decine di detenuti riapre intanto il dialogo tra l’isola e la diplomazia internazionale.

Con un colpo di scena degno di un film di Hitchcock, Fidel Castro è tornato a passeggiare nelle strade dell’Avana e a partecipare ad alcuni incontri pubblici.

1991, quando Nelson ringraziò Cuba e Fidel

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Aldo Garzia

MONDO. Il grazie di Mandela a Cuba durante le manifestazioni per l'anniversario dell’avvio della rivoluzione cubana con l’assalto alla caserma Moncada di Santiago.

Nel 1998 il presidente americano Bill Clinton fece un viaggio ufficiale in Sudafrica. Nelson Mandela gli fece visitare la cella dov’era stato recluso per 27 anni, un tempo infinito. E colse l’occasione per manifestare all’inquilino della Casa Bianca la sua contrarietà nei confronti del blocco economico imposto dagli Stati Uniti a Cuba fin dal lontano 1962.

Ritratto di un non allineato, eretico e teologo marxista

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Antonio Di Nozzo

PERSONAGGI. Frei Betto: frate domenicano, politico, giornalista, scrittore. Figura storica della lotta contro la dittatura militare brasiliana, vero e proprio “motore” del movimento di Porto Alegre e dei Forum sociali, autore con Fidel Castro del best seller “Fidel e la religione”. Il suo spirito critico è indomito. Non accetta neppure la moderazione del suo amico, il presidente Lula: «Abbiamo bisogno di politiche di governo, non della politica del governo».

 

La strategia del francobollo tra Washington e L’Avana

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Aldo Garzia

MONDO Stati Uniti e Cuba trattano per riportare alla normalità le relazioni postali interrotte nel 1963. È un altro segnale di disgelo, mentre dall’isola giungono varie notizie: un concerto per la pace promosso dal cantante colombiano Juanes e dallo spagnolo Miguel Bosé, la riapparizione di un Fidel in buona forma, la polemica contro la burocrazia inefficiente, la visita di Miguel D’Escoto (presidente dell’Assemblea generale dell’Onu) e del numero due del Partito comunista cinese.

Le ultime notizie da L’Avana parlano di una “strategia del francobollo” nel dialogo a distanza con gli Stati Uniti, di un concerto per la pace promosso dal colombiano Juanes (quello di “La camisa negra”) e dallo spagnolo Miguel Bosé a Cuba che sta facendo inviperire gli anticastristi di Miami, di un Fidel Castro tornato in buona salute che parla in televisione e in modo inaspettato solidarizza con Barack Obama, di un articolo molto critico verso la burocrazia cubana apparso sul

Dopo Lula è donna il futuro del Brasile

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Pietro Orsatti

BRASILE Manca un anno alle elezioni presidenziali del Paese strategicamente più importante dell’America Latina (si voterà il 3 ottobre 2010). Ed è già tempo di bilanci sui due mandati del “presidente sindacalista”, fatti di luci e di ombre ma che di sicuro hanno cambiato economicamente e politicamente in meglio la realtà brasiliana. Marina Osmarina da Silva e Dilma Rousseff sono già in campo. I pro e i contro di queste due candidature del fronte progressista.

C’è un luogo in Brasile che rappresenta, da decenni, il cambiamento. Già dagli anni della dittatura militare e poi, dopo, della democrazia élitaria un po’ destra populista e un po’ socialdemocrazia imprenditoriale, che ha preceduto la prima vittoria di Lula alla presidenza della Repubblica nel 2002. Il luogo è l’Abc, la grande area industriale di São Paulo, principalmente metalmeccanica, metropoli a ridosso della megalopoli dell’altipiano.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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