Filippine

“Noynoy” verso la vittoria. Una speranza per le Filippine

Bruno Picozzi
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ELEZIONI. Lunedì prossimo in 50 milioni saranno chiamati alle urne per eleggere 18mila governi locali, rinnovare il Parlamento e scegliere il capo dello Stato. Sono tre gli sfidanti per la carica più importante.

Largamente in testa nei sondaggi a pochi giorni dalle elezioni, il prossimo presidente delle Filippine sarà con tutta probabilità il senatore 50enne Benigno “Noynoy” Aquino III, figlio della beneamata ex presidente “Cory” Aquino, defunta eroina della rivoluzione democratica, e del senatore Benigno “Ninoy” Aquino Jr., assassinato all’aeroporto di Manila nel 1983 per ordine dell’allora dittatore Marcos.

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Gli oscuri legami tra il potere centrale e i signori della guerra

Paolo Tosatti
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FILIPPINE. Alcuni testimoni accusano Andal Ampatuan Junior di essere il responsabile della strage costata la vita a 46 persone. Il suo è un clan tra i più potenti del Paese, entrato in politica parallelamente all’ascesa del presidente Gloria Arroyo.

Stato di emergenza a tempo indeterminato, ordine d’arresto per i responsabili della strage, checkpoint per controllare le strade e forze di sicurezza che battono a tappeto l’intero territorio della provincia di Maguindanao. Più una promessa.

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Appunti di viaggio nel cuore islamico delle Filippine

Luciano Del Sette
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REPORTAGE. Sul mare delle isole Sulu, dove i Badjao trascorrono tutta la loro vita. La presenza dei militari, lasciando il porto e inoltrandosi nella città, diviene una costante. In questi luoghi si svolge da anni uno dei tanti conflitti dimenticati. Qui il 26 dicembre 2004 arrivò l’onda impazzita dello tsunami che sconvolse Thailandia, Indonesia, Sri Lanka.

 A Manila, il giorno del Signore non cade il venerdì. A Manila, come a Baguio, Cebu City, Panay, Puerto Galera, si prega la domenica, recitando «Padre nostro che sei nei cieli» inginocchiati sui banchi di una chiesa che profuma di incenso ed esibisce il crocifisso e le immagini dei santi. Si prega, si fa la comunione, si esce sul sagrato, congedati dal suono delle campane.

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Ketsana continua a imperversare. Aumenta la paura in tutta l’Asia

Gloria Ravidà
CALAMITÀ La tempesta tropicale che ha messo in ginocchio le Filippine si è trasformata in tifone, colpendo il Vietnam. Nei giorni della conferenza di Bangkok, a quasi due mesi da Copenaghen, è sempre più impellente un accordo sul clima.

Ketsana, la tempesta tropicale che ha messo in ginocchio le Filippine, causando almeno 246 morti e quasi due milioni di sinistrati, è diventata un tifone, raggiungendo il Vietnam, dove il bilancio provvisorio è di 23 decessi. Il ciclone ha già messo in fuga molti abitanti di Hué, l’ex capitale imperiale, e sta avanzando verso Danang, la quarta città del Paese, e la vicina provincia di Quang Nam: le autorità locali hanno evacuato 170mila persone.

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Un terzo dell’evasione alimenta lo sporco business dei paradisi

Vincenzo Mulè
FISCO Il rapporto della Guardia di finanza sui primi sette mesi di attività nel 2009 rivela che da gennaio ammontano a oltre 3 miliardi di euro i redditi non dichiarati dagli italiani. L’Agenzia delle entrate: «Azione a trecentosessanta gradi»

 

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I nuovi schiavi,merce in liquidazione

Bruno Picozzi
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LE RECESSIONI DEGLI ALTRI — Il traffico di esseri umani nelle Filippine è un problema in preoccupante aumento, dovuto alla cronica mancanza di lavoro e alla connivenza tra autorità e reti illegali di migrazione. —

Da tempo l’Ufficio nazionale di investigazione delle Filippine ha lanciato l’allarme sul possibile aumento del traffico di esseri umani a causa della crisi economica globale. La crescente disoccupazione si sta traducendo in povertà per migliaia di famiglie e molti non hanno altra scelta che andare alla ricerca di soluzioni disperate, come venire a patti con le organizzazioni criminali che comprano e vendono lavoratori da impiegare clandestinamente all’estero in regime di semischiavitù.

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