La furia del tifone mette Mindanao in ginocchio

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Sonny Evangelista

FILIPPINE. Decine di migliaia di alluvionati e sfollati in 13 province. Polemiche sulla mancanza di sistemi di allerta urgente e sulle fosse comuni dove si ammucchiano cadaveri senza nome.

Le vittime sono ufficialmente oltre mille e la nazione è in “stato di calamità”. La forza del tifone Sendong, abbattutosi nottetempo nell’area Nordovest dell’isola di Mindanao (nelle Filippine Sud) non ha lasciato scampo: per 338mila alluvionati e 43mila profughi, ora accampati in grandi centri di evacuazione, il tifone è stata una vera furia. Una furia che ha spazzato via vite e speranze in 43 municipalità di 13 province, soprattutto nelle città di Cagayan de Oro e Iligan.

Chi ha ucciso il prete green

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Paolo Affatato

FILIPPINE. L’autopsia avvalora la tesi che a giustiziare padre Tentorio siano stati alcuni professionisti. L’ombra di un controverso progetto contestato dai locali e dal “missionario verde”.

Un killer ha sparato con perizia, con un’arma di precisione. E c’è stato, probabilmente, un “piano ben organizzato” per eliminare il missionario italiano padre Fausto Tentorio, ucciso quattro giorni fa nelle Filippine Sud. I risultati dell’autopsia, conclusa ieri, spingono gli inquirenti della task force incaricata di indagare verso un “omicidio su commissione, compiuto da professionisti del crimine”. Si avvalora, dunque, la tesi di un personaggio che ha pestato i pedi a qualcuno ed è stato, perciò, eliminato.

Filippine: la storia a lieto fine dello squalo balena di Donsol

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Bruno Picozzi da Donsol

ECOTURISMO Messa al bando la sua cattura, il pesce più grande di tutti i mari è diventato una forte attrattiva per i turisti. Che affollano un piccolo villaggio di pescatori nell’isola di Luzon

Benvenuti nella capitale del paese dei balocchi

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Bruno Picozzi da Manila

MANILA. Viaggio in uno dei più grandi centri commerciali del mondo: 800mila visitatori al giorno. Così il consumismo occidentale ha conquistato le Filippine. E le multinazionali fanno affari d’oro.

Il Paese dei balocchi per la classe media di Manila si chiama Megamall. 346mila metri quadri di spazi multifunzionali, attrazioni e servizi distribuiti su sei piani con 600 negozi, 200 ristoranti e un numero imprecisato di bancarelle di ogni genere. Nel rapporto annuale 2007 la SM Prime Holdings del miliardario cinese Henry Sy, che detiene proprietà e gestione della struttura, la classificò al settimo posto tra i più grandi centri commerciali al mondo.

Si respira aria pesante sui monti delle Filippine

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Bruno Picozzi da Banaue

REPORTAGE. Smog a Baguio, 1.500 metri sul livello del mare, come a Manila. Strade sconnesse
e caos fino a Banaue. Ma basta alzare lo sguardo per scoprire le bellezze della cordigliera di Luzon.

Non basta lasciare Manila per liberarsi dalla morsa del traffico, dall’incubo dell’ingorgo e dall’aria satura di smog. Fuori dalla capitale delle Filippine, infatti, non si può dire che la situazione migliori. Anzitutto perché il parco auto private è composto da mezzi estremamente inquinanti, siano vecchie carrette o Suv da esposizione. Incide poi il limitato sviluppo delle autostrade in un Paese in cui le ferrovie coprono poche centinaia di chilometri.
 

La giovane primavera di Manila

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Bruno Picozzi da Taipei

MONDO. Radiografia di un Paese dalle forti contraddizioni che ora spera nella rinascita dopo l’elezione a presidente di Noynoy Aquino, figlio di Cory e Ninoy Aquino, due icone della lotta democratica nelle Filippine. I lasciti negativi della storia sono però innumerevoli: dalla presenza militare statunitense alla lotta secessionista di una parte della popolazione, dalla guerriglia maoista alle speranze deluse del passaggio alla democrazia del 1986 che ha voltato pagina rispetto alla dittatura della famiglia Marcos ma non ha arrestato il flusso di una emigrazione da record.

Se non sei mai stato a Manila, sappi che è una città di matti, sporca e inquinata da far paura. Se pensavi di passarci un po’ di tempo, farai molto meglio a trascorrere i tuoi giorni in qualsiasi altra parte delle Filippine». Shervin vive a Baguio, una località molto apprezzata dai turisti circa 170 chilometri a nord della capitale. Contattato spesso da stranieri in vacanza, a tutti lancia lo stesso avvertimento: fuggite da Manila e godetevi il resto dell’arcipelago!

Brisbane è una zona di guerra. A pezzi Sri Lanka e Filippine

Paolo Tosatti

SUDEST ASIATICO. Sale ad almeno 19 il numero dei decessi nel Queensland, con 12mila case alluvionate. Decine di migliaia di sfollati nell’ex Ceylon e nell’arcipelago a sud di Taiwan.

«Uno scenario di guerra». È stato questo il primo commento di Anna Bligh, la premier del Queensland, all’alba di ieri, quando la luce del sole ha iniziato a illuminare le zone del Paese colpite dall’onda di piena del Fiume Brisbane e dalle piogge incessanti. «Guardando la capitale e tre quarti del mio Stato, capisco che per la ricostruzione dovremo affrontare uno sforzo paragonabile a quello postbellico».

“Noynoy” verso la vittoria. Una speranza per le Filippine

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Bruno Picozzi

ELEZIONI. Lunedì prossimo in 50 milioni saranno chiamati alle urne per eleggere 18mila governi locali, rinnovare il Parlamento e scegliere il capo dello Stato. Sono tre gli sfidanti per la carica più importante.

Largamente in testa nei sondaggi a pochi giorni dalle elezioni, il prossimo presidente delle Filippine sarà con tutta probabilità il senatore 50enne Benigno “Noynoy” Aquino III, figlio della beneamata ex presidente “Cory” Aquino, defunta eroina della rivoluzione democratica, e del senatore Benigno “Ninoy” Aquino Jr., assassinato all’aeroporto di Manila nel 1983 per ordine dell’allora dittatore Marcos.

Gli oscuri legami tra il potere centrale e i signori della guerra

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Paolo Tosatti

FILIPPINE. Alcuni testimoni accusano Andal Ampatuan Junior di essere il responsabile della strage costata la vita a 46 persone. Il suo è un clan tra i più potenti del Paese, entrato in politica parallelamente all’ascesa del presidente Gloria Arroyo.

Stato di emergenza a tempo indeterminato, ordine d’arresto per i responsabili della strage, checkpoint per controllare le strade e forze di sicurezza che battono a tappeto l’intero territorio della provincia di Maguindanao. Più una promessa.

Appunti di viaggio nel cuore islamico delle Filippine

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Luciano Del Sette

REPORTAGE. Sul mare delle isole Sulu, dove i Badjao trascorrono tutta la loro vita. La presenza dei militari, lasciando il porto e inoltrandosi nella città, diviene una costante. In questi luoghi si svolge da anni uno dei tanti conflitti dimenticati. Qui il 26 dicembre 2004 arrivò l’onda impazzita dello tsunami che sconvolse Thailandia, Indonesia, Sri Lanka.

 A Manila, il giorno del Signore non cade il venerdì. A Manila, come a Baguio, Cebu City, Panay, Puerto Galera, si prega la domenica, recitando «Padre nostro che sei nei cieli» inginocchiati sui banchi di una chiesa che profuma di incenso ed esibisce il crocifisso e le immagini dei santi. Si prega, si fa la comunione, si esce sul sagrato, congedati dal suono delle campane.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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