L’Aquila, quando la Protezione è poco civile

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Valerio Ceva Grimaldi

BUROCRAZIA. Filomena attende da 6 anni una casa popolare. Non può firmare un contratto d’affitto, pena la decadenza dalla graduatoria. Ospitata in una caserma, da stasera rischia di andare per strada. Per la legge è una senza fissa dimora.

A Roma continua la bufera sui vertici della Protezione civile. Appalti sospetti, intercettazioni imbarazzanti, squallide risatine. Intanto, però, a L’Aquila si continua a vivere la realtà del difficile ritorno alla normalità. Difficoltà che, nel caso della signora Filomena, ultrasessantenne, nel silenzio delle istituzioni, in queste ore si stanno trasformando in vero e proprio dramma.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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