Fini-Lega, rissa poco onorevole

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Mariachiara Ricciuti

POLITICA. Scontro in Aula dopo le parole del leader Fli sulla moglie di Bossi «baby pensionata». I deputati del Carroccio chiedono le dimissioni.

Chi pensava che la riforma delle pensioni potesse scatenare una rissa all’interno del governo, si sbagliava. La rissa c’è stata sì, ma in Parlamento. E se tutto si è concluso solo con minacce e spintoni e nulla di più, è stato grazie all’intervento dei solerti commessi della Camera, accorsi a separare i deputati che stavano per darsela di santa ragione.

Fini difende la votazione: «Tutto regolare in Aula»

Valerio Ceva Grimaldi

POLEMICA. Il giorno dopo il voto sul parlamentare, il Pdl all’attacco: «Tutto da rifare, non è stato segreto». Ma il presidente della Camera chiude il caso e illustra i tagli da 151 milioni di Montecitorio.

«Ogni deputato ha il diritto di veder tutelato il suo voto, in caso di segretezza stabilita dall’Aula. Ma ha anche la piena facoltà di far conoscere come ha votato. Lo stesso onorevole Cicchitto è perfettamente consapevole della legittimità di quanto accaduto ieri».

Fiducia numero 41. Pdl-Fini, scontro furioso

Giorgio Frasca Polara

POLITICA. Ieri la Camera ha approvato il decreto milleproroghe corretto dopo le indicazioni del capo dello Stato. Oggi tocca al Senato. Intanto, è bagarre in Aula con il capogruppo Cicchitto.

Quarantesima e quarantunesima fiducia! Malgrado il vergognoso mercato per rafforzare un precario centrodestra, il governo è ricorso di nuovo alla tagliola del voto per appello nominale per imporre ieri alla Camera e oggi al Senato l’approvazione del “mille proroghe” su cui si erano appuntate severe critiche del capo dello Stato. La cosiddetta maggioranza s’è fermata a 309 voti (assenti 11 deputati berlusconiani) ed è ancora scesa a 300 tondi in sede di voto della conversione in legge del decreto.

Prove generali di sfiducia

Giorgio Frasca Polara

POLITICA. Ieri l’ennesima sfida di Fini a Berlusconi: rispondendo a uno studente, il presidente della Camera invita il premier «ad essere più umile». Riforma elettorale, si apre uno spiraglio.

ll posto dei deputati ha fatto ieri il suo ingresso nell’aula di Montecitorio uno splendido piano a coda Steinway. Già perché se i parlamentari sono stati messi in vacanza forzata dal centrodestra sino al fatidico 14, quando Berlusconi si giocherà tutto, allora tanto vale che, al posto del confronto rinviato, ci sia – oggi – un anticipo del Natale (che, politicamente, sarà certo  tempestoso) con un concerto di voci bianche dell’Accademia di S. Cecilia.

Il monito di Napolitano

Valerio Ceva Grimaldi

SCUOLA Il Capo dello Stato, ospite del Giffoni Film Festival, lancia un accorato appello alle forze di governo:«Investire di più nella cultura, nell’educazione e nella ricerca». Plaudono Fini e l’opposizione, silenzio dal Pdl

Risorse, qualità, merito. Sono queste le parole chiave pronunciate e ribadite ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rispondendo ai giovani del Giffoni Film Festival alla cittadella del Cinema in provincia di Salerno. Il Capo dello Stato ha lanciato alla politica un messaggio chiarissimo: «Bisogna investire di più sulla scuola». Un appello accorato e, insieme, una critica severa: «Spesso», ha denunciato, «le forze politiche sono miopi, questa è la verità.

Il furore del premier

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Aldo Garzia

POLITICA La tentazione per Berlusconi è grande: mostrare i muscoli e forzare i tempi per ottenere l’approvazione della norma sulle intercettazioni. Reagendo così alle indagini giudiziarie sulla P3

 

Casini e la corte di Silvio

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Augusto Romano

POLITICA Il premier prende le distanze da chi è coinvolto nelle inchieste. Gli serve tempo per poi procedere ad un ampio rimpasto. E strizza l’occhio all’Udc e al suo leader. Così potrebbe estromettere Fini

Nessuna indulgenza e impunità per chi ha sbagliato». Un inedito Silvio Berlusconi affronta di petto, con toni quasi da dipietrista, la questione dei grandi appalti che sta squassando il governo e i vertici dello Stato. «Se ci saranno uno, due, tre casi di comportamenti illegittimi – ha detto il premier - saranno i magistrati ad accertarlo. E in questa ipotesi ci sarà severità di giudizio e di decisione nei confronti di chi fa politica ed ha responsabilità pubbliche».

Tra Fini e Pdl la guerra è aperta Web e cortei, dietrofront di Maroni

Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Approvata la finanziaria col voto di fiducia, non si placano le tensioni nella maggioranza. Intanto il governo pensa di estendere le normative contro la violenza negli stadi alle manifestazioni politiche. Salvo poi ripensarci.

Il governo ottiene alla Camera la fiducia sulla finanziaria. È la ventisettesima dall’inizio della legislatura: 307 sì, 271 no, 2 astenuti. Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, vince così il braccio di ferro con le componenti della maggioranza che avrebbero preferito continuare la trattativa sui contenuti della manovra economica anche in Aula. Ma la vera notizia resta il malessere di Gianfranco Fini che potrebbe sfociare prima di quanto non si creda in un gesto clamoroso.

Fini all’attacco del Pdl

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Giorgio Frasca Polara

FINANZIARIA. Il governo ricorre alla fiducia. Una decisione che la terza carica dello Stato ha giudicato «deprecabile e non giustificata dal momento che le opposizioni non hanno fatto ostruzionismo». E scoppia una polemica durissima.

Il presidente della Camera, dopo aver rotto con Berlusconi, ora rompe con tutto il governo: all’annuncio del ministro per i rapporti con il Parlamento della decisione di apporre la fiducia sulla Finanziaria - la 47esima in un anno e mezzo - Gianfranco Fini ha infatti reagito in aula con una clamorosa denuncia che non ha precedenti: «La fiducia è una deprecabile decisione, non giustificata, dal momento che le opposizioni non hanno fatto ostruzionismo e che i tempi dell’esame della legge erano contingentati», e

Il leone in gabbia

Aldo Garzia

IN FONDO. Berlusconi da solo contro tutti. Contro Napolitano, contro Fini e forse anche contro la Lega.

Come un leone ferito in gabbia, Berlusconi ripete i suoi attacchi a sistema politico, giudici e Quirinale ma non può fare quello che vorrebbe: la via verso le elezioni anticipate è disagevole. L’altro giorno ha fatto spallucce, quando gli hanno chiesto un parere sull’irritazione del presidente Napolitano per il discorso che aveva tenuto a Bonn: «C’è una situazione di violenza solo nei miei confronti».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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