«Seguire Marchionne che errore fatale»

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Luca Bonaccorsi

L'INTERVISTA. Parla Maurizio Landini, leader di Cgil-Fiom: «Chiudiamo le fabbriche di bus mentre l’Europa ci multa perché i nostri sono vecchi».

Quale bilancio fa della manifestazione?
Assolutamente positivo. Intanto per le adesioni allo sciopero a Fiat e Fincantieri. E poi per il fatto che dopo tutte le discussioni sulle violenze del 15 ottobre, siano stati proprio i metalmeccanici a riprendere la piazza, rimettendo al centro del dibattito, contemporaneamente, la questione del lavoro e quella della democrazia.
 

Arrivano gli operai Fiom e il lavoro torna al centro

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Enrico Campofreda

PIAZZA DEL POPOLO. In migliaia sono venuti nella capitale dagli stabilimenti Fiat e Fincantieri. Per restituire la parola a Roma dopo gli scontri del 15 ottobre. E per rimettere al centro il tema del lavoro e della politica industriale. Che non c’è.

I metalmeccanici d’Italia in migliaia si sono ritrovati ieri a Piazza del Popolo, arrivandoci a gruppi e anche con un mini corteo che ha attraversato Villa Borghese. La piazza operaia ha parlato chiaro: diritto al lavoro e diritto a manifestare contro i piani padronali e di certa politica. Dal palco, dove si sono susseguite voci risolute e dignitose di un tessuto produttivo che rivendica con orgoglio il proprio ruolo, le testimonianze dell’unità d’intenti. Eccole.

Tutti in piazza con la Fiom, a volto scoperto

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Enrico Campofreda

OPPOSIZIONE. I metalmeccanici scelgono di manifestare scatenando l’entusiasmo di chi vuole recuperare la delusione del 15 Ottobre.

La Fiom in piazza ci va comunque. Superando i divieti del sindaco Alemanno, i fulmini e gli allagamenti di Roma e promette una grande affluenza, non solo di operai Fiat e di Fincantieri. Nella tre giorni di “tira e molla” con le autorità che, dopo gli scontri di sabato, imponevano la blindatura della capitale, il segretario Landini aveva fermamente ribadito che era impossibile cancellare una manifestazione nazionale del maggior sindacato italiano di categoria con alle spalle una storia centenaria e mani dedite al lavoro, non alle violenze.

Camusso va dalla Fiom in piena ventata di crisi

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Eloisa Covelli

ECONOMIA. Mentre le Borse chiudono in rosso e le stime di crescita del Pil vengono riviste al ribasso, la leader della Cgil si presenta davanti ai metalmeccanici critici sull’accordo del 28 giugno.

Nel pieno della bufera economica, la segretaria del principale sindacato italiano, Susanna Camusso, si presenta davanti alla platea dei metalmeccanici all’indomani della convalida dell’accordo del 28 giugno, che modifica per sempre le relazioni industriali nel nostro Paese. Mentre la leader Cgil attende il suo intervento, le notizie che arrivano dalla Borsa fanno tremare. Milano chiude con -4,52%, Parigi con -5,25%, Londra - 4,67%, Francoforte -4,96%.

Crisi Fincantieri, ora riparte la mobilitazione

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Nello Trocchia

LAVORO. Sono 2mila i lavoratori in cassa integrazione. La Cgil: «Serve un piano industriale credibile». La Fiom contro il silenzio del governo.

La visita di Benedetto XVI, domenica scorsa, è stata l’ultima occasione per rivendicare una stagione di lotta e il diritto al lavoro. Gli operai di Fincantieri, ad Ancona, hanno ascoltato le parole del Pontefice in visita nelle Marche: «La Chiesa è molto vicina al mondo del lavoro, non dimenticatelo mai». I delegati hanno pranzato con il Papa, i vescovi e le altre rappresentanze sindacali, presente anche una delegazione di operai della Merloni, altre 2300 persone a rischio.

«Mandiamoli a casa»

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Giuliano Rosciarelli

L'INTERVISTA. Una giornata attesa da un anno. A colloquio con Maurizio Landini, leader della Fiom-Cgil: «Colpire la green economy ora significa non avere una idea di politica industriale».

Oggi, in 100 piazze italiane il popolo della Cgil, e non solo, si ritroverà per rispondere all’appello lanciato dalla segretaria Susanna Camusso. Pensionati, lavoratori, uomini e donne, precari del lavoro incroceranno le braccia per dire no “alla cancellazione dell’art.18, alla riforma delle pensioni, all’aumento delle tasse”. Una giornata che la Fiom, di Maurizio Landini aspettava da più di un anno. A cosa serve scioperare oggi?

«Convinceremo la Cgil a modificare l’accordo»

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Giuliano Rosciarelli

INTERVISTA. A due giorni dalla firma dell’accordo tra Confindustria e i tre sindacati, la Fiom ribadisce la propria contrarietà e lancia un appello alla Camusso: «Coerenza con quanto si è detto».

«Coerenza con quanto si è detto e quanto poi si vuole fare». è quanto ha chiesto ieri dal segretario della Fiom Maurizio Landini ai vertici della Cgil che martedì sera hanno firmato, insieme con Cisl, Uil e Confindustria, un’intesa di accordo sulla contrattazione e la rappresentanza. Una bocciatura su tutta la linea da parte degli stati maggiore delle tute blu della Cgil. Che si sono riuniti ieri per chiedere una sospensione degli accordi, almeno fino a quando gli operai delle categorie interessate non avranno espresso la propria opinione.

Un secolo di lotte per i diritti

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Giuliano Rosciarelli

INTERVISTA. A colloquio con Maurizio Landini, segretario dell’organizzazione che a Bologna sta festeggiando l’anniversario dei suoi centodieci anni di storia a fianco dei lavoratori.

«C’è bisogno di cambiamento ma nessuna cambiale in bianco, chi si candida alla guida di questo Paese deve dire prima come e cosa vuole fare». Maurizio Landini segretario della Fiom, a pochi giorni dalle amministrative lancia messaggi chiari e lo fa quando la “sua” organizzazione sta festeggiando a Bologna i 110 anni di storia.

Fincantieri fa dietrofront. Ma non si canta vittoria

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Giorgio Mottola

LAVORO. L’ad Giuseppe Bono ieri ha ritirato il piano industriale che prevedeva 2500 esuberi e la chiusura di Castellammare e Sestri Ponente. Per il rilancio servono, però, oltre 500 milioni di euro.

 

«Così rischia di morire la cantieristica italiana»

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Giorgio Mottola

INTERVISTA. Promette battaglia Maurizio Landini, segretario generale della Fiom: «È un piano completamente sbagliato. La risposta alla crisi sta in nuovi investimenti e nuove produzioni».

Solo licenziamenti e nessun rilancio. Così Maurizio Landini bolla le misure presentate da Fincantieri.
 
A parte i licenziamenti, cosa c’è che non la convince in quel piano?
È un piano completamente sbagliato. Io comprendo che la società e il settore sono in crisi, ma questo è il modo più errato di rispondere. Sarebbero necessari nuovi investimenti, l’allargamento della produzione ad altri segmenti del settore, tanto per cominciare.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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