Così Singapore uccide un paradiso tropicale

large_110820-185445_to200811est_03203.jpg
Sonny Evangelista

CAMBOGIA. La sabbia dei fiumi locali diventa cemento per i grattacieli della città-Stato. Protestano le Ong preoccupate per l’impatto negativo sull’ambiente e sul turismo ecosostenibile.

Il rumore di sottofondo è insopportabile. Anche perché è ininterrotto: notte e giorno, turba il silenzio del fiume o sovrasta i delicati strepiti della natura. Le comunità indigene sono disperate: dalle colline della giungla spunta una flotta di imbarcazioni che, da ormai cinque mesi, dragano il fondali e prelevano sabbia. La accumulano su chiatte che fanno la spola fra l’interno della Cambogia e l’Oceano indiano. Dirette dove? Ai cantieri edili di Singapore. E così un idillio tropicale si trasforma improvvisamente in un incubo industriale.

Sotto l’Amazzonia un fiume nascosto di 7.000 chilometri

amazon_river.jpg
Alessio Nannini

SUDAMERICA E' stato scoperto per caso durante gli scavi per trovare petrolio. Scorre a 4 km sottoterra e dalle Ande in Perù arriva all’oceano.

La discussione sul fiume più lungo del mondo è stata per lungo tempo una questione non priva di fascino, perché i tre corsi d’acqua che si sono contesi il primato, ossia Nilo, Mississipi e Rio delle Amazzoni, recavano con sé anche le tradizioni delle terre da loro attraversate. Così quel record era ed è l’orgoglio dei popoli e delle civiltà sorte lungo di essi.
 

Difficile come bere un bicchiere d’acqua

flickr-Guido Romanelli-4576073606_35da65d6a4_o.jpg
Roberta Ribera

IL CASO. In Italia tutto ciò che è potabile proviene in prevalenza da fonti sotterranee, meno contaminate rispetto a fiumi e laghi. La depurazione però rende necessari numerosi controlli.

In Italia, a differenza del resto d’Europa, le acque per uso potabile provengono prevalentemente (85 per cento circa) da fonti sotterranee, meno interessate da fenomeni di contaminazione rispetto alle acque superficiali (fiumi, laghi e invasi artificiali). Per avere sulla nostra tavola un prodotto garantito per qualità e costanza di controlli, sono però necessari diversi interventi sulla filiera idrica.

Allarme per laghi e fiumi a rischio una specie su tre

pesca gatto Mekong.jpg
Pierpaolo De Lauro

BIODIVERSITA'. L’Unione internazionale per la conservazione della natura conferma lo scenario di alcuni scienziati britannici: in acqua dolce intere famiglie di pesci stanno sparendo. Per sempre.

Nomii come la Pastinaca del Laos oppure il Salmerino nano non attivano campagne mondiali oppure lo sdegno di attori e opinionisti. Eppure sono tra le specie più a rischio di estinzione, insieme a centinaia di pesci d’acqua dolce.

Le ragioni dell'anfibio

acqua bassa.jpg
Diego Carmignani

SCAFFALE. In Diario d’acqua lo scrittore ambientalista Roger Deakin racconta il Regno Unito dal punto di vista più libero e autentico: nuotando lungo fiumi, laghi, canali e ruscelli.

E' datato 1999 uno dei casi letterari britannici più significativi degli ultimi anni, in grado non solo di conquistare i lettori del Paese, ma anche di risvegliare le loro coscienze.

Quei veleni invisibili che scorrono nei nostri fiumi

AP100801063874.jpg
Diego Carmignani

DOSSIER. Greenpeace pubblica il rapporto “Danni sommersi” sulle conseguenze dell’inquinamento industriale nei corsi d’acqua dell’emisfero Nord. Un campanello d’allarme per i Paesi in via di sviluppo.

Osservare i disastri ambientali esistenti per mettere in guardia l’umanità, evitando che certe “cattive abitudini” si ripetano. Questo lo scopo della nuova campagna organizzata da Greenpeace e mirata a porre l’attenzione, auspicando opportuni rimedi, al grave inquinamento che interessa sempre più fiumi del pianeta, massimamente quelli che scorrono nei Paesi dell’emisfero Nord, ben più industrializzati.

Così i fiumi tornano alla natura

09.jpg
Fausto Pardolesi (Terra Emilia Romagna)

TERRITORIO. Gli interventi lungo il fiume Montone, in provincia di Forlì. Niente esondazioni grazie al recupero delle aree golenali.

Nel territorio della pianura romagnola l’antropizzazione sempre più intensa ha portato ad una perdita quasi completa di naturalità. Il tessuto ecologico è frammentato e impoverito, le antiche foreste e le paludi sono quasi del tutto scomparse ed i letti fluviali sono stati  semplificati ed in parte canalizzati.

Più traffico di barche, meno plancton in acqua

13.jpg
Alessio Nannini

AMBIENTE. Uno studio americano ha evidenziato come le turbolenze causate dai motori a elica uccidano grandi quantità di piccoli crostacei, con effetti potenzialmente dannosi per l'ecosistema.

Le vibrazioni generate dai motori a elica delle barche possono uccidere una significativa quantità di plancton. Lo ha dimostrato un esperimento fatto sui copepodi, dei minuscoli crostacei di lunghezza inferiore ai due millimetri che vivono galleggiando sulla superficie del mare, i cui dettagli sono stati pubblicati sul Journal of Experimental Marine Biology and Ecology.

I cattivi fiumi d’Italia. Solo 4 in buona salute

06.jpg
Diego Carmignani

AMBIENTE. Il Wwf ha presentato il censimento sui corsi d’acqua, drammatica mappa dell’impatto umano sui tratti fluviali. A discariche e dissesto idrogeologico si risponde con le buone pratiche.

Dalla Basilicata, nel cuore del Parco dell’Appennino lucano, arriva una buona notizia: sono state avvistate tre rarissime lontre sguazzare in un laghetto a poche centinaia di metri dal fiume Agri, tra i corsi d’acqua più maltrattati del Paese, con 51 depositi abusivi di rifiuti mappati e 91 tra sbarramenti e traverse che ne interrompono la continuità.

Farmaci ed effetto serra. L’acqua dolce si fa amara

10.jpg
Alessio Nannini

NATURA. Gli ecosistemi di fiumi e laghi sono a rischio. Due studi evidenziano la mutazione dei microrganismi causata dal surriscaldamento globale e dalle sostanze attive dei medicinali che, attraverso le fogne, si disperdono negli ambienti acquatici.

L'ecosistema delle acque dolci potrebbe subire dei cambiamenti pericolosi e indotti direttamente e indirettamente dalle attività dell’uomo. Lo affermano due diversi studi, il primo dell’università Queen Mary di Londra e pubblicato sulla rivista Global Change Biology, il secondo realizzato dall’università di Goteborg, in Svezia, che hanno analizzato lo stato dell’ambiente idrografico da due punti di vista.
 

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29