Lagarde: «Ispettori Fmi in Italia entro il mese»

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Susan Dabbous

G20. La direttrice del Fondo monetario internazionale giudica positivamente la nostra richiesta di aiuto tecnico e dichiara: «Il vero problema non sono le misure annunciate ma la credibilità».

«Il problema dell’Italia è la mancanza di credibilità sulle misure annunciate nei giorni scorsi dal governo». A fine giornata svuota il sacco la neo direttrice del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, che assisterà tecnicamente il nostro Paese ad attuare le riforme necessarie per la riduzione del debito pubblico, come «volontariamente» richiesto dal governo Berlusconi.

Il default di Atene fa tremare ancora i mercati europei

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Betta Salandra

FINANZA. L’incertezza sulla tranche di aiuti da 8 miliardi, che permetterebbero al governo greco di arrivare a fine anno, affossa le Borse.

Otto miliardi di euro. Sembra minuscola la somma che ha riportato la paura nei mercati ieri. Si tratta della tranche del prestito che Ue, e Fmi devono erogare entro metà ottobre e che pagherebbe i conti della macchina pubblica greca fino a Natale. L’esborso è però condizionato a determinati obiettivi di finanza pubblica e Atene, afflitta da una recessione drammatica (si prevede che il Pil diminuisca di oltre il 5% quest’anno e oltre il 3% l’anno prossimo) sta facendo chiaramente fatica a raggiungerli.

Portogallo, un Paese al bivio: «La politica ci ruba il futuro»

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Bruno Picozzi da Oporto

VERSO IL VOTO. In vista delle elezioni legislative di domenica, l’uscente Jose Socrates, socialista, prova a tirare la volata al suo partito. Ma tra i cittadini c’è grande inquietudine. Previsti nuovi tagli.

Defender Portugal. «Difendere il Portogallo». Questo a Lisbona è lo slogan che da mesi anima l’azione politica del Partido Socialista al governo. Ed è anche il nome dato al giornale creato per accompagnare la socialdemocrazia lusitana nella campagna verso le elezioni legislative del prossimo 5 giugno. Il primo ministro José Sócrates è un concentrato di energia e ottimismo.

Atene, migliaia in piazza per dire no ai nuovi tagli

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Susan Dabbous

GRECIA. Decimo sciopero generale in un anno. I cittadini si oppongono alla privatizzazione dell’energia e dell’acqua. Ue e Fmi discutono di altri aiuti, che costeranno al Paese 15 miliardi. Nel Paese avanza la destra neonazista.

A un anno dalla manifestazione in cui persero la vita tre persone, ad Atene si torna a protestare contro le misure di austerità volute dal governo. A metà aprile il governo ha annunciato un ulteriore taglio di 15 miliardi di euro alla spesa pubblica e ieri è arrivata la risposta dei sindacati: sciopero generale con adesione di massa. A incrociare le braccia sono stati medici, impiegati pubblici e privati, studenti, insegnanti assistenti di volo e persino i giornalisti.

Al via il vertice di Davos. Fmi: la ripresa resta incerta

Paolo Tosatti

FORUM. Le maggiori economie si riuniscono in Svizzera da oggi a domenica per tentare di trovare una soluzione alla crisi globale. Il Fondo mette in guardia dai rischi di una crescita a due velocità.

Sono le preoccupazioni per gli squilibri nella crescita globale a fare da sfondo alla 41esima edizione del Forum economico mondiale che si apre oggi a Davos.

L’Europa ritrovata

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Luca Bonaccorsi

MERCATI. L’Unione europea trova il coraggio per varare un maxi piano di salvataggio e restituisce agli investitori la fiducia nel sistema. Insieme al Fmi garantirà un fondo di emergenza per 750 miliardi di euro.

Altro che tedesca. È tutta italiana questa Europa, che dà il meglio di sé solo quando messa con le spalle al muro e il sedere a terra.

L’Fmi allunga le mani

Emanuele Bompan

FINANZA. Sarà il Fondo internazionale monetario insieme alla Banca mondiale a gestire i soldi promessi a Copenaghen per combattere il global warming. I Paesi in via di sviluppo, sottorappresentati, si oppongono.

Cento miliardi di dollari all’anno entro il 2020. Questa la cifra che si stabilirà al tavolo tecnico dell’alta finanza internazionale del prossimo 31 marzo. Si tratta di soldi destinati a progetti per l’adattamento e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.  Una marea di denaro non facile da gestire e che deve essere fatto fruttare per attrarre investitori privati e consolidare l’impegno dei Paesi donatori.
 

Islanda, un referendum per non pagare i debiti delle banche

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Paolo Tosatti

ECONOMIA. Oggi i 230mila elettori dell’isola sono chiamati a decidere se approvare la legge del Parlamento per il rimborso ai risparmiatori britannici e olandesi rovinati dal crac dell’istituto Icesave. In ballo gli aiuti del Fmi e l’ingresso nella Ue.

Urne aperte in Islanda per il referendum sulla legge Icesave. Un voto popolare che affida ai 230mila elettori (su una popolazione di 320mila abitanti) la decisione di “collettivizzare la colpa” delle banche, in buona parte responsabili del crac finanziario che ha investito l’isola nel 2008.

Di Pil, Fmi e altre amenità

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. La notizia economica del giorno è che il Fondo monetario internazionale ha rivisto all’insù le previsioni per la crescita mondiale. La ripresa, dice il Fondo, è arrivata prima ed è più vivace di quanto ci si aspettasse. Ma è fragile e incerta. Il motivo è che non siamo frazioni di Pil. E che con il Pil non ci si compra da mangiare.

«Siamo frazioni di Pil. Funzioniamo a petrolio». Scriveva il buon Corrias nel pieno della crisi economica del 2008. La notizia economica del giorno è che il Fondo monetario internazionale ha rivisto all’insù le previsioni per la crescita mondiale. Nel 2010 l’Italia dovrebbe crescere dell’1% invece dello 0,2%. E nel 2011 dell’1,3% invece dello 0,5%. Frazioni di Pil, appunto.

Cina, il Pil è cresciuto dell’8,7. Sviluppo a due cifre nel 2010

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Paolo Tosatti

ECONOMIA. L’anno prossimo Pechino potrebbe sottrarre a Tokyo il secondo gradino della classifica dei Paesi più ricchi. Le sfide da affrontare sono rappresentate dalla carenza di acqua, aria pulita, energia e materie prime a basso costo.

Una crescita complessiva dell’8,7 per cento contro un target ufficiale dell’8. Quello trascorso è stato senza dubbio l’anno più difficile del nuovo secolo per l’economia cinese, e nonostante tutto il Pil del colosso asiatico è andato oltre le più rosee aspettative, facendo registrare il maggior sviluppo da oltre due anni. Dal 6,2 per cento nel primo trimestre si è passati al 7,9 del secondo e al 9,1 del terzo, fino al 10,7 dell’ultimo. Un valore complessivo di 33.540 miliardi di yuan, pari a 4.912 miliardi di dollari.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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