Gli scatti della crisi da Scampia a Teheran

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Costanza Barbarossa

L'EVENTO. Diario dai punti caldi del mondo. Dal 21 gennaio alle Officine Fotografiche di Roma, le testimonianze di 19 fotoreporter tra cui un premio Pulitzer e diversi vincitori del World Press Photo.

E' notte a Teheran. Tre donne urlano dal tetto di una casa. Si accende la luce dietro qualche finestra. Sotto, per strada, monta la protesta contro le elezioni che il 12 giugno 2009 hanno consegnato per la seconda volta l’Iran nelle mani di Mahmoud Ahmadinejad. I canti notturni sono un simbolo del “movimento verde”: il grido “Allah o Akbar” (Dio è grande) e “Morte al dittatore”, è lo stesso intonato nel corso della rivoluzione del 1979.

Il veleno e una donna

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Adele Parrillo

MEMORIA. Margareth Moth è l’ultima vittima dell’uranio impoverito. Una fotoreporter di lunga data della Cnn. Dal Golfo, dalla Serbia, dall’Iraq raccontava, anche a costo della propria vita, le guerre che detestava.

Ci sono persone per le quali non potresti immaginare un’altra vita, se non quella che hanno vissuto. Margaret è una di loro. Dopo essere sopravvissuta alle rivolte seguite all’assassinio di Indira Gandhi, alla Guerra del Golfo, alla guerra civile di Tbilisi in Georgia, alle guerre in Sarajevo, Bosnia e Afghanistan, Margaret Moth muore di cancro il 21 marzo di quest’anno a 59 anni.
 

La seconda guerra di Tanovic

Diego Carmignani

CINEMA Il festival di Roma si apre con il nuovo film del regista bosniaco sui traumi di un fotoreporter di guerra. Sulla riuscita della messa in scena prevale l'urgenza del messaggio.

Il film scelto per aprire la quarta edizione del Festival di Roma è la sintesi ovvia della doppia anima della manifestazione, che da un lato stende il tappeto rosso alle star, dall’altro volge uno sguardo doveroso ai temi impegnati, anche se in questo caso dovremmo dire tormentati.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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