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Quante ombre sul fotovoltaico

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Massimo Montanari (Terra Emilia Romagna)

IL CASO. Nella regione è boom per gli impianti di energia elettrica da fonti rinnovabili. I Verdi: «Quanti sono su suolo agricolo?».

In Emilia-Romagna negli ultimi mesi c’è stato un boom degli impianti fotovoltaici. Ma molti di questi sono stati realizzati su terreni fertili. Secondo quanto emerge da un comunicato di Enel, in Emilia-Romagna nei primi otto mesi di quest’anno l’azienda elettrica ha connesso alla rete più di 10mila nuovi impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Una cifra consistente che, se paragonata ai 6.650 già connessi nel 2010, fa registrare una crescita esponenziale, per una potenza complessiva di 634 MW nel 2011.

Il fotovoltaico made in China alla ricerca di nuovi mercati

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Andrea Pira

ENERGIA. Conquista africana: nuovi progetti per 70 miliardi di euro in quaranta Paesi del continente sono stati approvati da Pechino. Che cerca sbocchi per un’industria che tira.

Foraggiato da miliardi in prestiti governativi, il settore del fotovoltaico cinese, in continua espansione, cerca nuovi sbocchi. E l’Africa rappresenta quello ideale. Le aziende cinesi sono ormai il primo investitore nell’industria di settore. Pannelli fotovoltaici “made in China” alimentano l’illuminazione per le strade del Sudan, montati sui tetti di scuole e ospedali, o addirittura nei campi profughi dell’Onu. Progetti per oltre 70 milioni di euro in 40 nazioni africane sono stati approvati a giugno.

A Genova i Gruppi di acquisto solare

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Federica Seneghini (Terra Liguria)

ENERGIA. Grazie a un’intesa tra Comune e Legambiente al via sportelli informativi per i cittadini sulle opportunità del fotovoltaico.

Promuovere e incentivare la creazione di Gruppi di Acquisto Solari (Gas): è questo l’oggetto di un’intesa tra il Comune di Genova e Legambiente, una delle 80 azioni previste dal Seap, il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile. «La creazione di gruppi di acquisto solari è una delle prime e più importanti azioni del Seap», commenta Luca Dallorto, consigliere comunale verde di Genova.

Sole e pannelli, l’Italia è in vetta alle classifiche

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Marta Sauri

AMBIENTE. Secondo il nuovo Rapporto diffuso ieri dall’Ufficio per l’Energia della Commissione europea, la produzione di impianti fotovoltaici nel nostro Paese è raddoppiata rispetto al 2009.

Diminuiscono i costi e aumenta l’efficenza: il mercato del fotovoltaico è decollato. Negli ultimi dieci anni la produzione mondiale di pannelli solari è raddoppiata con un tasso di crescita annuale tra il 40 e il 90 per cento. È quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Ufficio per l’Energia della Commissione europea che vede nell’energia del sole un volano per lo sviluppo sostenibile. «Il fotovoltaico è una scelta tecnologia chiave per arrivare ad un approvvigionamento energetico alternativo al carbone», si legge nel documento.

«C’è poca trasparenza, così richio di chiudere»

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Giorgio Mottola

LA TESTIMONIANZA. Vito Catauro, giovane imprenditore nel settore delle rinnovabili, è stato escluso dal Registro del gestore dei servizi elettrici: «Viene incentivato chi non ne ha diritto».
 

Quando gli è venuto in mente di costruire una centrale a energia solare, Vito Catauro aveva in tasca una laurea in ingegneria, appena conseguita, e tanta fiducia nelle sorti della Green economy. A soli 27 anni, in un piccolo paese della Campania, ha messo in piedi un’impresa nel settore del fotovoltaico, la Iws projects srl. Ma dopo appena un anno e diverse decine di migliaia di euro investite, rischia di dover già chiudere i battenti.

Gli incentivi del solare agli impianti fantasma

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Giorgio Mottola

INCHIESTA. I pochi soldi che il governo mette a disposizione del fotovoltaico potrebbero andare a centrali mai costruite. È quanto emerge dalle graduatorie del Gse. In Puglia l’80 per cento dei fondi. 

I soldi degli incentivi per il solare potrebbero finire a impianti che non esistono. Lo scorso 15 luglio il Gestore dei servizi energetici ha pubblicato l’elenco delle aziende che avranno accesso ai 300 milioni di euro messi a disposizione dal governo nel quarto conto energia (decurtando i fondi quasi del 50 per cento rispetto allo scorso anno). Nella graduatoria compaiono impianti che, sebbene abbiano ottenuto le autorizzazioni diversi anni fa, non sono stati mai costruiti.

A Lanuvio il fotovoltaico che non impatta

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Francesco Del Conte

BUONE PRATICHE. Il progetto, nella provincia romana, dimostra che un impianto di grandi dimensioni può convivere con l’ecosistema agricolo.

L'impegno sociale e l’energia sono spesso due mondi separati, vista anche la contrapposizione in essere tra produzione energetica da fonti fossili, clima e le polemiche che sempre più spesso si innescano sul fotovoltaico e sull’eolico in funzione di un presunto “attentato al paesaggio” che queste fonti produrrebbero con la loro installazione sul territorio. Logica che spesso tralascia i vantaggi occupazionali e sociali delle rinnovabili diffuse.

Google finanzia il futuro delle energie rinnovabili

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Pierpaolo De Lauro

WEB. Big G investe 280 milioni di dollari in SolarCity, società che offre sistemi fotovoltaici per le abitazioni. Una cifra record che si somma ai 350 stanziati per megacentrali eoliche in Usa.

Dopo aver cambiato il mondo del Web, Google è pronta a cambiare il futuro energetico del nostro Pianeta. Forte dei suoi conti in attivo e dei miliardi di dollari che girano grazie alla pubblicità online, Big G ha deciso di investire sulle energie rinnovabili. E non si tratta di pochi spiccioli, ma di milioni di dollari utili per incentivare lo sviluppo di centrali sempre più potenti e green. All’inizio Google ha puntato sulle buone pratiche interne utilizzando energia pulita per i propri data center e le sedi sparse in tutto il mondo.

Dodici piccole centrali idro. L’Arno torna a fornire energia

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Alessandro De Pascale

PROGETTI Le briglie sul fiume produrranno oltre 65,1 milioni di kilowattora l’anno di elettricità da fonte pulita. Progetto del 2007, consentirà una risparmio di almeno 45.602 tonnellate di CO2

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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