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Torna la paura in Calabria e Sicilia. Messina, crolla il tetto dell'ospedale

Enzo Romeo da Cosenza
MALTEMPO. Le abbondanti piogge stanno mettendo a dura prova i fragili territori della Locride e dell’Aspromonte, già interessati da numerose frane. Il sindaco di San Luca da un mese chiedeva massima attenzione ai pericoli di smottamenti.

Ci risiamo. Arrivano le piogge e Calabria e Sicilia tornano a fare i conti con frane e smottamenti d’ogni tipo. Territorio ormai allo stremo dopo due giorni di precipitazioni abbondanti e continue, tanto che l’elenco della tensione e della paura è lungo e ricco di novità. La cronaca di queste ultime ore è ricca di aggiornamenti dai vari angoli del territorio delle due regioni dell’estremo Meridione.

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Calabria, è ancora allarme rosso. Solo ora sbloccati i fondi del 2009

Enzo Romeo da Catanzaro
FRANE. Ieri sopralluogo del capo della protezione civile nelle zone colpite da smottamenti. A Maierato alcune famiglie potranno tornare nelle proprie case. Ma è previsto ancora maltempo. «Si è costruito su piedi d’argilla», accusa Bertolaso.

Una due giorni fitta per Guido Bertolaso in Calabria. Sopralluoghi, incontri con le autorità regionali, confronti con le popolazioni delle varie province colpite dal dissesto idrogeologico. Maierato, il piccolo paese in provincia di Vibo, dove una settimana fa una frana di enormi proporzioni ha fatto scattare l’allarme rosso, imponendo l’evacuazione, è solo la punta dell’iceberg. La Calabria, al di là di ogni tentazione di catastrofismo, sta cadendo a pezzi.

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La Calabria che frana

Enzo Romeo
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DISSESTO. A Maierato arriva Bertolaso e da lunedì alcuni cittadini potrebbero rientrare in casa. I rischi sono contenuti ma il dissesto colpisce tutta la regione. Servono soldi e mezzi per contrastare chi provoca danni irreparabili al territorio.

Nuova ricognizione di Guido Bertolaso oggi in Calabria. Prima tappa obbligata Maierato, il piccolo centro alle porte di Vibo Valentia, colpito da una frana di paurose proporzioni. Una tragedia solo sfiorata per fortuna. A distanza di cinque giorni esatti dal mezzo disastro, le autorità locali e nazionali sono in piena attività per restituire un minimo di normalità al paese.

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Lo sciopero dei Nebrodi

Dina Galano
FRANE. I cittadini del messinese, guidati da oltre 40 sindaci, invadono le strade di Capo d’Orlando. Chiedono fondi, «non passerelle». E il governo convalida lo stato d’emergenza.

Le saracinesche dei negozi di Capo d’Orlando, ieri, sono rimaste abbassate. È il giorno della protesta, dopo che nelle ultime settimane le frane dei costoni dei monti Nebrodi hanno messo in pericolo il territorio e l’incolumità degli abitanti, culminando nel disastro di San Fratello.

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Un paese fantasma, immagine del dissesto

Enzo Romeo da Vibo Valentia
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EMERGENZE. Il centro di Maierato resta evacuato. La montagna che si sbriciola e viene giù è negli occhi di tutti. Il sindaco: «Aspettiamo di avere la certezza che non si corrano rischi».

Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso ha promesso massimo impegno per la Calabria. «Ci dedicheremo anima e corpo» ha spiegato ai cronisti durante il sopralluogo nelle zone colpite dalle violenti piogge. Ma soprattutto, dopo aver sorvolato in elicottero il territorio di Maierato, il piccolo centro alle porte di Vibo, segnato dalla frana che ha provocato giorni fa lo scivolamento a valle di un’intera montagna.

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Maierato, ancora paura

Vincenzo Mulè
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DISSESTI. Nuovi scivolamenti a valle del costone da cui ha avuto origine la frana che ha costretto all’evacuazione degli abitanti. Il geologo Franco Ortolani: «Edifici e strade hanno contribuito a rendere ancora più fragile l’intero territorio».

Maierato si è svegliato ancora con la paura. Nuovi scivolamenti a valle del costone dal cui si è staccata la prima frana si sono registrati durante la notte. Secondo il prefetto di Vibo Valentia Luisa Latella, si tratterebbe di movimenti di assestamento, ma la situazione nel paese calabrese è ancora tutta in evoluzione. Quello che maggiormente preoccupano sono le condizioni meteo. Le previsioni della protezione civile indicano ancora pioggia.

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Suolo e legalità

Elisabetta Zamparutti (Deputata Radicale-Pd)
TERRITORIO. Le frane che colpiscono il nostro Paese, tanto dal punto di vista idrogeologico quanto da quello ideologico, sono frutto di un dissesto che attiene essenzialmente all’assenza di legalità.

Le frane che colpiscono il nostro Paese, tanto dal punto di vista idrogeologico quanto da quello ideologico, sono frutto di un dissesto che attiene essenzialmente all’assenza di legalità.

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Calabria, è emergenza

Vincenzo Mulè
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DISSESTO. In un territorio dal precario equilibrio idrogeologico continuano a moltiplicarsi le frane. E il costone che si è staccato dalla collina a Maierato fa ancora paura. Loiero: «Sta crollando l’intera regione». Chiesto lo stato di calamità.

Dopo San Fratello, Maierato. Dalla Sicilia alla Calabria, il fronte franoso conseguenza delle abbondanti piogge di questi giorni continua ad allargarsi. Ad oggi, rimane poco dei due piccoli centri, travolti dal fango e dall’incuria dell’uomo. In Calabria, tonnellate e tonnellate di terra coprono quella che fino a ieri era una vallata. Lo spettacolo è impressionante.

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Pozzi petroliferi in Adriatico «Rischio frane nei fondali»

Valerio Ceva Grimaldi
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INTERVISTA. Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Enzo Boschi illustra i potenziali pericoli legati alle operazioni di ricerca sottomarina degli idrocarburi. «Alcune aree sono state soggette a fenomeni franosi».

Rischio trivellazioni petrolifere al largo del basso Adriatico, zona in cui alcune multinazionali petrolifere stanno effettuando apposite indagini sottomarine. Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, a colloquio con Terra, spiega: «In zona il rischio sismico è basso, ma man mano che ci si avvicina alla costa albanese i pericoli aumentano».

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Contro le frane basta la natura

Maurizio Fraissinet
BUONE PRATICHE. Il caso di uno speciale intervento di ingegneria naturalistica messo in opera nel Parco del Vesuvio per proteggere il territorio da nuovi dissesti. Senza ricorrere a materiali impattanti e spendendo meno.

Nel periodo in cui sono stato presidente del Parco nazionale del Vesuvio, tra il 1997 e il 2001, abbiamo messo in atto un grosso progetto di ingegneria naturalistica, utilizzando una buona parte della mano d’opera derivante dagli oltre 180 lavoratori socialmente utili (Lsu) messi a disposizione dal Governo. C’è stato un momento in cui nel Parco erano attivi oltre 15 cantieri in contemporanea e gli Lsu si sono dimostrati degli ottimi operai specializzati in questo tipo di opera.

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