Cinque milioni di italiani a rischio frane e alluvioni

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Alice Morrosini

AMBIENTE. Secondo i dati di Legambiente e Protezione civile, l’85 per cento dei Comuni è colpito da dissesto idrogeologico. Nel 31 per cento delle aree si trovano abitazioni, nel 20 ospedali e scuole.

Frane, alluvioni e altre calamità costituiscono un rischio concreto per l’82 per cento dei Comuni italiani e coinvolgono circa cinque milioni di persone che vivono o lavorano in aree critiche. Il dissesto idrogeologico riguarda complessivamente il 10 per cento del territorio nazionale, con punte di allarme per Calabria, Molise, Basilicata, Umbria, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Trento, dove il 100 per cento dei Comuni è classificato a rischio.

Allagamenti a Sud, lotta contro il fango a Nord

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Michele Fiorito

MALTEMPO. Frane, alberi caduti e strade sommerse in Calabria e Sicilia. Giallo su un presunto crollo a Pompei. Liguria e Toscana, intanto, scavano.

La Calabria ha passato una brutta notte, temendo il peggio. Vento e nubifragi, dopo aver flagellato il Nord, ieri erano al Sud. La situazione sembra sotto controllo, nonostante i vigili del fuoco siano dovuti intervenire in tutta la regione per salvare automobilisti rimasti bloccati per le frane, gli alberi caduti o le strade allagate. In tutta la Calabria ha piovuto per quasi 20 ore consecutive. Record nel basso reggino, a Platì, con 112 millimetri d’acqua caduti dal cielo.

Settis: «Italia in overdose edilizia»

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Valerio Ceva Grimaldi

L'ACCUSA. Parla l’archeologo e storico dell’arte: «Siamo il territorio più franoso d’Europa ma continuiamo imperterriti a costruire».

«Il dramma in Liguria e Toscana è l’ennesima prova che l’abusivismo non è l’unico problema».
 

Frana a San Gregorio: «Ora più prevenzione»

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Franco Ortolani

DOSSIER. Dopo il dissesto in provincia di Salerno, che ha causato un ferito e costretto ad evacuare 200 persone, il geologo spiega: «Costruite sulle colline alcune strade senza irregimentare le acque».

Tra le ore 19 e le 24 del 7 ottobre scorso la parte occidentale del territorio comunale di San Gregorio Magno (Sa) è stata interessata da alcune colate detritiche e detritico-fangose che hanno invaso l’area pedemontana dove si trova l’agglomerato di Teglia. I flussi rapidi si sono incanalati nel Vallone Matruro e nel Vallone Vadurso che hanno un bacino imbrifero che interessa il rilievo di Monte Paratiello-Monte Ogna con spartiacque intorno ai 1200 metri di quota.

Frane, il 70 per cento dei Comuni è a rischio

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Marta Sauri

AMBIENTE. Presentato a Roma l’inventario dei fenomeni franosi nel Belpaese. Il bilancio è critico. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale lancia l’allarme.

Le frane in Italia sono all’ordine del giorno: nel giro di un anno se ne registrano quasi 500mila. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) torna a dare l’allarme. Secondo i dati emersi dal progetto Iffi, l’inventario dei fenomeno franosi in Italia, presentato ieri nell’ambito del secondo Forum mondiale sulle frane in corso alla Fao a Roma, oltre il 70 per cento dei Comuni è a rischio.

Atrani, a un anno dal dramma ancora troppi rischi per le frane

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Franco Ortolani

DOSSIER. Il 9 settembre 2010, dopo una violenta pioggia, la cittadina della costiera amalfitana fu travolta da un fiume di fango. Ma il territorio è tuttora indifeso: nessun sistema di allerta.

Esattamente un anno fa un evento piovoso eccezionale per brevità e quantità di acqua precipitata innescò un deflusso di acqua, detriti e migliaia di tronchi bruciacchiati nell’alveo del torrente Dragone.

Via al bando per il tunnel. «Così Ventotene muore»

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Valerio Ceva Grimaldi

IL CASO. Una galleria di 300 metri nel cuore dell’isola «per ridurre il rischio frane» e far circolare auto e camion «in sicurezza». Costo: 5 milioni di euro. Il geologo Caniparoli: «Scelta sbagliata».

L'idea di costruire un tunnel sotterraneo di trecento metri in un’isola lunga meno di 3 chilometri e con soli 700 abitanti, fragilissima perchè composta di tufo, già potrebbe sembrare un azzardo. Ma a Ventotene il progetto non solo è realtà, ma è anche prossimo alla fase esecutiva. Scoprire poi che il bando pubblicato il 22 agosto dal Comune prevede per l’opera una spesa di 4.825.148,56 euro di fondi trasferiti dalla Regione Lazio (delibera 815 del 22 ottobre 2009) lascia ancora più perplessi.

Caldo torrido e incendi dolosi. Ora il rischio è il “meteo killer”

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Franco Ortolani*

AMBIENTE Il combinato di siccità e fiamme provoca enormi danni all’equilibrio idrogeologico del territorio. Ancora più in pericolo a causa di fenomeni piovosi molto violenti e imprevedibili.

La stagione estiva che sta volgendo al termine si è caratterizzata per una scarsa piovosità in gran parte dell’Italia Centro meridionale e per una notevole estensione dei versanti boscati devastati dal fuoco appiccato, approfittando dei giorni ventosi, da vari tipi di delinquenti. Anche vaste parti di versanti potenzialmente interessati da fenomeni franosi rapidi e lenti incombenti su infrastrutture e aree abitate sono stati percorsi dai fuochi innescati da delinquenti professionisti e improvvisati, per motivi molto diversi.

Roma, parcheggi senza sicurezza

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Emanuele Rigitano (Terra Lazio)

IL CASO. Continuano le proteste dei comitati contro il Pup. L’allarme del geologo Manelli per il progetto di viale da Vinci: «Rischio frane».

Tornano in azione i comitati No Pup. Il Piano urbano parcheggi di Roma è contestato non solo perché - secondo i comitati - non risolverebbe la questione dei parcheggi in città, ma perché starebbe creando problemi per la sicurezza degli edifici. Così il 23 giugno il Comitato Viale Leonardo da Vinci, insieme ai Comitati No Pup, ha manifestato sotto l’assessorato alla Mobilità.

Sud, ancora emergenza. Non c’è difesa del suolo

Alessio Nannini

MALTEMPO Difficile la situazione nel messinese, dove frane e smottamenti hanno costretto alla chiusura di alcune strade. Un allarme acuito dai continui tagli ai fondi contro il dissesto

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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