La Freedom Flottilla non parte. Sabotaggi alle navi pro Gaza

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Si moltiplicano i danni alle imbarcazioni di aiuti per i palestinesi della Striscia. Da 22 ne sono rimaste una decina, molte delle quali ferme in Grecia senza autorizzazione.

La flottiglia vuole arrivare a Gaza nonostante tutto: ostacoli diplomatici, divieti e minacce. Da ventidue, prospettate a maggio, le imbarcazioni pro palestinesi pronte ad attraversare il Mediterraneo, restano una decina. Numerosi i sabotaggi. Nei giorni scorsi la nave greco-svedese “Juliano” ha subìto seri danneggiamenti all’elica e all’albero motore, poi s’è scoperta la manomissione dell’imbarcazione irlandese “Saoirse” ormeggiata sulle coste anatoliche.

La Freedom Flottilla è pronta. Crescono tensioni e accuse

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Ad Atene l’ultima conferenza stampa degli organizzatori della carovana di navi solidali per Gaza. Israele promette: «Provocatori, li fermeremo». L’Onu prende le distanze.

Domani all’Esiea Hall di Atene l’ultima conferenza di Freedom Flotilla2 ribadirà ciò che gli organizzatori ripetono da tempo: «Salperemo per Gaza col nostro carico di umanità».

Inchiesta Flotilla, Israele cerca un capro espiatorio

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. La Commissione Turkel è al lavoro dal 10 agosto. I membri del gabinetto Netanyahu, noto come il gruppo di sette, hanno votato a partecipare all’indagine dopo due mesi di pressione internazionale.

Non c’erano, non si ricordano, non e’ colpa loro. E comunque, non riescono a mettersi d’accordo sulla versione dei fatti. E’ stata una settimana di deposizioni, in Israele, di confutazioni febbrili fra diverse testimonianze, e di disappunto. 
 

Israele, inchiesta interna sui morti della nave pacifista

Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Sull’assalto alla Freedom flotilla diretta verso Gaza via libera di Netanyahu all’indagine di Stato. L’Ue: «La Commissione sia credibile». Gli Usa: «Soddisfatti». Ankara invece esprime scetticismo.

Una commissione interna e non indipendente. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu farà da sé. I fatti del 31 maggio, quando un commando israeliano ha assaltato le sei navi della Freedom Flotilla mentre si trovavano in acque internazionali per consegnare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, verranno verificati. Lo ha annunciato ieri il premier Israeliano Netanyahu dopo la discussione finale nella Knesset, il parlamento israeliano, e il voto unanime a favore della commissione interna.
 

A Roma contro i crimini israeliani

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Rossella Anitori

MOBILITAZIONE. Parte domani alle 17 da piazza della Repubblica la manifestazione nazionale a fianco della Freedom Flotilla.

«Contro l’arroganza e la violenza militare israeliana e contro l’atteggiamento di una comunità internazionale che continua a rendersi complice garantendo l’impunità ai crimini di un Paese ancora una volta immune da atti concreti di condanna delle sue politiche», la Rete romana di solidarietà con il popolo palestinese ha convocato per domani una manifestazione nazionale a Roma.

Free Gaza pronta a ripartire

Annalena Di Giovanni

SOLIDARIETA'. La nave Rachel Corrie, insieme ad altre due imbarcazioni, è sfuggita all’attacco israeliano. L’organizzatrice di Freedom Flotilla: «Subito una nuova missione». Israele: «Pronti a colpire di nuovo».

«E adesso siamo pronti alla prossima missione», ha dichiarato a Terra da Cipro l’incrollabile Greta Berlin, organizzatrice di Free Gaza, una delle associazioni che componevano la Freedom Flotilla. La nave Rachel Corrie infatti, insieme ad altre due imbarcazioni, è rimasta indietro al momento dello scontro con l’esercito israeliano. E quindi in perfetto stato per una nuova missione.

La strage contro i pacifisti

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Annalena Di Giovanni

LA CRONACA. Un commando israeliano attacca nella notte la flottiglia di solidarietà a Gaza, con le sue dieci tonnellate di aiuti e i 700 attivisti. Diciannove le vittime accertate. Presi in ostaggio passeggeri e navi.

«Ciao sono Qweeva, del Free Gaza Movement. Se state guardando questo video, significa che la nostra flotilla è stata attaccata». Qweeva ha una kufiyya palestinese al collo e gli occhi tranquilli, mentre nel suo ultimo comunicato, prima che la sua barca venga attaccata e inghiottita dal vuoto di notizie, lancia a tutti il suo appello: «Se è così, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti voi.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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