Marocco, la spina migratoria dell'Europa mediterranea

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Bruno Picozzi

MONDO. Il regime di Rabat usa la sua collocazione geografica di ponte tra Africa e vecchio continente per ricattare i Paesi europei: se non chiudono entrambi gli occhi su repressione delle libertà e torture, le frontiere potrebbero tornare a diventare una gruviera come nei primi anni Duemila. Ne sa qualcosa il premier spagnolo Zapatero, costretto alla politica di buon vicinato.

Margini, confini, soglie, limiti al di qua e al di là delle linee, materiali o immaginarie, che disegnano lo spazio del noi e quello dell’io.

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Francesca Franco

ARTE. Le trincee di guerra e quelle scavate tra uomo e donna; le frontiere delle terre di conquista e quelle tra lecito e proibito, Bene e Male che la Legge o la Fede tracciano. A 20 anni dalla caduta del muro di Berlino tre mostre riflettono sul significato di limes: è una linea chiusa o un varco aperto? Divide o unisce? È fisso o mobile? Impenetrabile o aggirabile? Alla ricerca delle frontiere dell’odierno mondo globalizzato, in cui i limiti della scienza, della tecnologia e del possibile tendono a spostarsi sempre un po’ più in là, affidandosi al divenire del tempo e della cultura.

I confini designano spazi fisici, geografici, linguistici e sociali aperti alla protesta, quanto alla proposizione di nuove logiche e interpretazioni. Sono fatti di segni, a volte sottili altre tangibili, ancora più evidenti e pieni di significato quando entrano nell’immagine di una città o di un territorio, divenendo parte del suo vissuto quotidiano e quindi della sua memoria, individuale e collettiva.

Non chiudete la frontiera

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Dina Galano

IMMIGRAZIONE Alla conferenza milanese il dibattito istituzionale richiama le responsabilità europee. Gli enti locali, invece, chiedono «maggiori capacità di gestione». Perché il fenomeno è in crescita e l’integrazione si fa sul territorio.

Il nostro Paese dimostra di possedere una “doppia vocazione”: è sempre stato porta di accesso dei flussi diretti in Centro Europa, ma è diventato anche una destinazione finale. Lo straniero oramai si ferma da noi, nonostante norme sull’immigrazione sempre più restrittive. La presa di consapevolezza viene dal congresso nazionale in corso a Milano, dove l’istituto Nomisma ha presentato i dati aggiornati al primo gennaio 2009: sono 3 milioni e 900mila gli stranieri in Italia, la maggior parte stanziata al Nord.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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