ARTE. Le trincee di guerra e quelle scavate tra uomo e donna; le frontiere delle terre di conquista e quelle tra lecito e proibito, Bene e Male che la Legge o la Fede tracciano. A 20 anni dalla caduta del muro di Berlino tre mostre riflettono sul significato di limes: è una linea chiusa o un varco aperto? Divide o unisce? È fisso o mobile? Impenetrabile o aggirabile? Alla ricerca delle frontiere dell’odierno mondo globalizzato, in cui i limiti della scienza, della tecnologia e del possibile tendono a spostarsi sempre un po’ più in là, affidandosi al divenire del tempo e della cultura.
I confini designano spazi fisici, geografici, linguistici e sociali aperti alla protesta, quanto alla proposizione di nuove logiche e interpretazioni. Sono fatti di segni, a volte sottili altre tangibili, ancora più evidenti e pieni di significato quando entrano nell’immagine di una città o di un territorio, divenendo parte del suo vissuto quotidiano e quindi della sua memoria, individuale e collettiva.