Cina, dietro ai fumi la battaglia ecologista

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Cristiano Salvi

AMBIENTE
— Lontano dal solito Paese nero di carbone e con i fiumi che muoiono prima di arrivare alla foce, esiste un movimento “verde” sempre più consistente guidato dalle Ong. —

Anche quest’ultimo G8 si è concluso senza nessun passo avanti dal punto di vista dell’emergenza climatica, se non l’oramai noto richiamo a Pechino e Nuova Delhi per il rispetto degli impegni presi riguardo al taglio delle emissioni. Ma lontano dalla solita Cina nera di carbone e con i fiumi che muoiono prima di arrivare alla foce esiste un sempre più consistente movimento ecologico capitanato dalle Ong.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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