Vittoria della cultura. Reintegrati i fondi

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Alessia Mazzenga

POLITICA. L’annuncio del sottosegretario Gianni Letta al termine del Consiglio dei ministri. Arrivano 236 milioni per lo spettacolo e il patrimonio storico. Rifinanziato il tax credit del cinema.

Mentre il mondo della cultura ieri si preparava ai tre giorni di protesta, previsti a partire da sabato prossimo, per informare e sensibilizzare i cittadini sul drammatico stato della cultura e dello spettacolo nel nostro Paese in seguito ai tagli previsti dal governo, è arrivato l’annuncio da parte di Gianni Letta al termine del Consiglio dei ministri dell’approvazione di un decreto legge che assegna al ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali 236 milioni di euro, cosi’ ripartiti: 149 milioni di euro al Fondo unico per lo spettacolo, 80 milioni di euro a

Cultura, ciak si chiude

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Alessia Mazzenga

PROTESTA. Il mondo dello spettacolo si è mobilitato in tutta Italia per protestare contro i tagli alla cultura nella prossima finanziaria. Per un’intera giornata chiusi cinema, teatri, set televisivi e cinematografici.

«Brunetta ha detto una  stupidaggine. Piuttosto che pontificare su cosa è o cosa non è la cultura si occupasse dei posti di lavoro degli operatori dello spettacolo. Intanto faccia questo. Il dovere di un ministro è di occuparsi  dei posti di lavoro che si perdono e delle famiglie che sono in difficoltà. Poi ad altri livelli su cosa è o non è la cultura faremo dei convegni e lo inviteremo».

Caro teatro antico, al via un cartellone effervescente da Trieste a Napoli

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Marcantonio Lucidi

TEATRO. La stagione 2009-2010 si apre sotto la ghigliottina dei tagli al Fondo unico dello spettacolo decisi dal governo: 130 milioni in meno rispetto al 2008. Solo 370 milioni quindi per quest’anno, più qualche reintegrazione, prebenda, elemosina dell’ultima ora. Ma la creatività non si ferma e cerca nuove vie per esprimersi. Del resto di crisi delle rappresentazioni teatrali si parla fin dai tempi di Aristofane, ogni volta sono state però smentite le profezie delle Cassandre.

Viva la crisi del teatro. C’è pure la crisi del Teatro stabile sloveno di Trieste (slovensko stalno gledališce) a cui il Comune, la Provincia e la Regione Friuli Venezia Giulia da tempo non versano le somme previste dalla legge. Viva anche lo stabile di Roma - e gli altri sedici della penisola - che riesce ad andare avanti malgrado lo Stato non gli abbia ancora dato i soldi del 2009.

Chi ha paura del grande schermo

Diego Carmignani

POLEMICHE Rivolgendosi al ministro della cultura Bondi, Brunetta ha gridato «Ti dico, Sandro, di chiudere quel rubinetto del Fus, facciamolo al più presto», offendendo pesantemente Michele Placido per il suo film sul ’68 e con lui i tanti colleghi dello spettacolo che si sono indignati e hanno replicato in massa.

La politica materialista del nostro governo è tutta nella sequenza di esternazioni rilasciate dal ministro della Funzione pubblica nell’ultima settimana. A proposito della scomparsa di Mike Bongiorno, ha affermato: «È stato certamente un grande intellettuale popolare che, contrariamente a tanti altri intellettuali con molte sottolineature e virgolette, è stato utile al suo Paese. Purtroppo la stragrande maggioranza degli intellettuali è infatti del tutto inutile».

I giovani leoni vanno a Venezia

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Alessia Mazzenga

CINEMA Non solo colossal o grandi autori. La 66esima Mostra del Cinema si apre alle nuove leve come Valerio Mieli al Lido con "Dieci Inverni". Sulle loro spalle però incombe il duro colpo dei tagli ai fondi per lo spettacolo.

Quest’anno Venezia oltre ai colossal tipo Baaria di Tornatore si scopre anche il festival dei giovani. investire soldi pubblici sulle nuove leve. Le nostre opere sono belle e costano molto meno dei film di Tornatore», afferma Velerio Mieli che venerdì aprirà la sezione “Controcampo italiano” con il suo film Dieci inverni.

«Il mio cinema "contro" per resistere ai tagli»

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Alessia Mazzenga

INTERVISTA Il regista Daniele Ciprì spiega come in Italia il problema dello spettacolo sia la mancanza di un sistema che crei una vera e propria industria. E racconta perché i suoi film hanno sempre dato molto fastidio.

 

Venezia, vecchie volpi e giovani leoni

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Diego Carmignani

CREATIVITA' Presentata la prossima edizione della Mostra del cinema. Quattro italiani in concorso, insieme a film americani e francesi di alta qualità. Michael Moore e Soderbergh tra i più attesi. Novità digitale.

Molto italiana, parecchio americana, ma con gusto, e sorprendentemente rock. La prossima edizione
della Mostra del cinema di Venezia, la numero 66, è stata presentata ufficialmente ieri a Roma, con il direttore Marco Müller e il presidente della Biennale Paolo Baratta a fare gli onori di casa. A tenere banco, oltre alle proteste per i tagli al Fus e ai tanti volti noti dello spettacolo presenti, soprattutto la cinematografia nostrana. Sarà quella di Tornatore la pellicola d’apertura della rassegna.

Fus, la protesta approda al Lido

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Alessia Mazzenga

IL CASO Continua la rivolta contro il taglio al Fondo per lo spettacolo. Ieri accese dimostrazioni durante la conferenza stampa del Festival. Gli operatori del settore annunciano: «Sostituiremo il tappeto rosso con uno nero per la morte della cultura».

Venti minuti di ritardo per l’inizio della Conferenza Stampa di presentazione della 66 Mostra del cinema di Venezia. Così Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Giorgio Pasotti, Alessandro Haber e molti altri celebri rappresentanti del mondo dello spettacolo, con in testa Sergio Castellitto e Carlo Verdone, hanno protestato ieri mattina all’Hotel Excelsior di Roma per solidarietà ai giornalisti e agli operatori anche stranieri che si sono ribellati ai tagli al Fondo unico per lo spettacolo.

«Il mio “Puccini e la fanciulla” appena prima dei tagli»

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Alessia Mazzenga

INTERVISTA A colloquio con il regista Paolo Benvenuti sul cinema italiano, il ridimensionamento dei fondi allo spettacolo deciso dal governo e il suo ultimo film che non uscirà nelle grandi sale ma solo in un circuito minore.

 

Tagli, la protesta corre in sala

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Alessia Mazzenga

LA POLEMICA
— Il ministro Tremonti disattende le promesse fatte da Bondi. Sparisce il Fondo unico per lo spettacolo. Cinema, teatro, lirica e danza restano senza finanziamenti e l’intero settore rischia ora la paralisi. —

L’Agis, l’Anica, l’Anac e i Centoautori, insieme all’intero mondo dello spettacolo sono in agitazione da giorni. Da quando lo scorso 26 giugno l’ultimo decreto Economia ha disatteso gli impegni presi dal Ministro Bondi, non reintegrando il Fondo unico per lo spettacolo (Fus). Teatri, festival e imprese ancora non sanno a quanto ammonterà il loro contributo e molte produzioni di cinema rischiano di fermarsi. Si teme la paralisi dell’intero settore dello spettacolo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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