Shalit libero dopo cinque anni: «Hamas mi ha trattato bene»

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Torna in libertà il soldato israeliano rapito nel giugno 2006 da un commando islamista al confine con Gaza. In cambio già liberati la metà dei mille prigionieri palestinesi.

Il caporale Shalit è fuori dalla sua prigione. Lo sono dalle loro (Ketziot, Katsiout, HaSharon) i primi 477 detenuti palestinesi, cui ne seguiranno altri 550 fra alcune settimane. È il lieto fine d’una trattativa molte volte data per conclusa e poi naufragata. Sull’accordo, deciso da giorni, nulla hanno potuto le petizioni rivolte all’Alta Corte Suprema da alcune famiglie israeliane colpite dalla morte dei propri congiunti che contestavano il rilascio di alcuni militanti palestinesi.

Aperto a Gaza il processo sulla morte di Vik Arrigoni

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Lettera22

GIUSTIZIA. Tutti ex agenti i responsabili dell’omicidio dell’attivista italiano. Che sostengono di aver ucciso solo per errore. Rischiano la pena capitale. Prossima udienza il 22 settembre.

Il processo contro i presunti responsabili del sequestro e dellassassinio di Vittorio Arrigoni si è aperto ieri in una corte militare di Gaza City. Il giudice Abu Omar Atallah ha esaminato la costituzione delle parti e alcuni elementi di prova, poi ha rinviato tutto al 22 settembre. Il giudice ha escluso dalle parti lavvocato Eyal al-Alami, responsabile dellufficio legale del Palestinian centre for human rights, che avrebbe dovuto rappresentare la famiglia Arrigoni, dopo che l’avvocato Gilberto Pagani è rimasto bloccato al valico di Rafah, quello con l’Egitto.

La Freedom Flottilla non parte. Sabotaggi alle navi pro Gaza

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Si moltiplicano i danni alle imbarcazioni di aiuti per i palestinesi della Striscia. Da 22 ne sono rimaste una decina, molte delle quali ferme in Grecia senza autorizzazione.

La flottiglia vuole arrivare a Gaza nonostante tutto: ostacoli diplomatici, divieti e minacce. Da ventidue, prospettate a maggio, le imbarcazioni pro palestinesi pronte ad attraversare il Mediterraneo, restano una decina. Numerosi i sabotaggi. Nei giorni scorsi la nave greco-svedese “Juliano” ha subìto seri danneggiamenti all’elica e all’albero motore, poi s’è scoperta la manomissione dell’imbarcazione irlandese “Saoirse” ormeggiata sulle coste anatoliche.

La Freedom Flottilla è pronta. Crescono tensioni e accuse

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Enrico Campofreda

MEDIO ORIENTE. Ad Atene l’ultima conferenza stampa degli organizzatori della carovana di navi solidali per Gaza. Israele promette: «Provocatori, li fermeremo». L’Onu prende le distanze.

Domani all’Esiea Hall di Atene l’ultima conferenza di Freedom Flotilla2 ribadirà ciò che gli organizzatori ripetono da tempo: «Salperemo per Gaza col nostro carico di umanità».

Con Vik nel cuore, attivi come sempre per Gaza

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Enrico Campofreda

PALESTINA. A colloquio con tre attivisti dell’International solidarity movement nel giorno in cui il corpo di Vittorio Arrigoni torna in Italia: «Continuiamo le pratiche nonviolente, in suo onore».

Mentre è atteso per mercoledì sera lo sbarco nell’aeroporto di Fiumicino della salma dell’attivista italiano Vittorio Arrigoni, sul cui tragico assassinio indaga, pur fra crescente imbarazzo, il governo di Hamas, l’International Solidarity Movement s’interroga sulle strategie della propria presenza nella Striscia di Gaza.
 

I violenti fanatici della jihad globale

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Annalena Di Giovanni da Beirut

SALAFITI Non vogliono liberare la Palestina, vedono Hamas come un branco di eretici che ha tradito la religione. è questo il fenomeno salafita che, ancora una volta, confonde l’Occidente

 

Disegnare Gaza, dove la storia è ferma al 1956

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Linda Chiaramonte

L'INTERVISTA. Due stragi dimenticate avvenute a metà anni ‘50 nell’attuale striscia di Gaza. Centinaia di civili palestinesi uccisi dall’esercito di Tel Aviv. Joe Sacco le ha riportate alla memoria con uno struggente graphic novel.

Gaza 1956, in libreria per Mondadori, è il nuovo reportage a fumetti di Joe Sacco, giornalista grafico di origini maltesi che da anni vive negli Stati Uniti. È il racconto drammatico di due violenti episodi avvenuti negli anni ’50 a Rafah e Khan Younis, cittadine nella Striscia di Gaza, ad opera di soldati israeliani e costato la vita a centinaia di civili palestinesi. Fatti che Sacco indaga e riporta alla luce attraverso i sopravvissuti, uomini e donne che quelle stragi le hanno viste con i loro occhi.

I pacifisti di Viva Palestina entrano a Gaza con gli aiuti

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Viola Cremaschi

MEDIO ORIENTE. Dopo mesi di impedimenti l’Egitto consente al convoglio “VivaPalestina 5” di fare ingresso nel territorio sotto embargo. I 370 attivisti, partiti da Londra, trasportano cibo e medicine.

Alla fine ce l’anno fatta e, contrariamente a tutte le aspettative, hanno rotto l’assedio. Ieri mattina il convoglio Viva Palestina 5, coi suoi 150 mezzi, 370 attivisti da tutto il mondo, e cinque milioni di dollari in aiuti quasi tutti medici, è finalmente entrato nella Striscia di Gaza, in mezzo alla folla in festa che lo aspettava al valico egizio-palestinese di Rafah. Eppure, nonostante l’esultanza, le ombre su questa vicenda non mancano.

Usa, 400 milioni di dollari per l’elemosina ai palestinesi

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Obama consegna un assegno ad Abu Mazen. Oltre la metà della cifra (240 milioni) andrà in agevolazioni ai mutui per l’acquisto di case in Cisgiordania. Solo 30 milioni destinati a Gaza.

«L'importante è mantenere gli occhi fissi verso l’orizzonte». Con queste parole, dopo aver firmato un assegno da 400 milioni di dollari «per le sofferenze dei palestinesi», il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha congedato il leader dell’Autorità palestinese, l’Anp, Mahmoud Abbas.

L’autodafè mediorientale

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Annalena Di Giovanni

ISRAELE. Parole pesanti in Parlamento, politici minacciati di morte e intanto Hamas rifiuta gli aiuti. Tel Aviv non si è ancora ripresa dai postumi della Flottiglia. Ma il blocco non è messo in discussione.

«Trentotto anni e ancora zitella? Forse la Striscia di Gaza è il posto che fa per te». È questa l’ultima  stoccata da bar venuta fuori dal Parlamento israeliano, che da giorni sta vivendo ore di autentico tumulto. Che i parlamenti siano luogo di scontro fisico, pianismo, insulti e bassezze di ogni genere non è una novità, dall’Ungheria all’Italia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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