genitori

Violenza e cattivi maestri

Gianpaolo Silvestri
SENTENZE. Apre inediti scenari la sentenza del tribunale civile di Milano in merito alla vicenda di una ragazzina di 12 anni violentata ripetutamente dal 2001 al 2003. La causa civile, intentata dopo la conclusione del processo penale, è finita con la condanna dei genitori dei violentatori al pagamento di 450mila euro alla vittima.

Apre inediti scenari la sentenza del tribunale civile di Milano in merito alla vicenda di una ragazzina di 12 anni violentata ripetutamente dal 2001 al 2003. La causa civile, intentata dopo la conclusione del processo penale, è finita con la condanna dei genitori dei violentatori al pagamento di 450mila euro alla vittima.

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Padri (ir)responsabili

Federico Tulli
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GIUSTIZIA. I genitori dei ragazzi violentatori di una ragazzina di 12 anni sono stati condannati a pagare 450mila euro alla vittima. Il giudice del Tribunale civile di Milano: colpevoli di non aver educato ai sentimenti e alle emozioni.

«Una sentenza lungimirante, intelligente e profonda». Così la neonatologa e psicoterapeuta dell’Università di Siena, Maria Gabriella Gatti, commenta l’atto con cui il tribunale civile di Milano ha condannato i genitori di adolescenti che hanno ripetutamente violentato una ragazzina di 12 anni, al pagamento di 450mila euro alla vittima.
 

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Tra tormento ed estasi vita di donne con padri geniali

Orietta Possanza
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NARRATIVA. Un controverso rapporto con i rispettivi genitori, icone del Novecento letterario italiano, rende affini le storie di Lietta Pirandello e Anna Maria Sciascia. Lo racconta nel suo ultimo libro la figlia di Leonardo.

Sapevamo che un padre famoso e “ingombrante” potesse creare notevoli difficoltà, ma non avremmo mai creduto che essere figli d’arte potesse provocare veri e propri drammi. Anna Maria Sciascia, figlia di Leonardo, lo racconta nel libro Il gioco dei padri. Pirandello e Sciascia, Avagliano Editore. Non ci svela i retroscena della vita con suo padre, anche se lui è sempre lì sullo sfondo, ma quelli di Luigi Pirandello.

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Brutalità senza limiti

Nazareno Dinoi
GALLIPOLI Una coppia di 29enni è stata arrestata per ripetute violenze sul figlio di tre anni. La psicologa: «Le percosse scandalizzano solo quando rimbalzano sui giornali».

Cinghiate sulle natiche e la schiena, segni di strangolamento e bruciature ai piedi. Erano questi i segni visibili delle violenze lasciate su un bimbo di tre anni. I sospettati di tali atrocità, sono la mamma e il suo compagno, entrambi 29enni, arrestati ieri dai carabinieri di Gallipoli, in provincia di Lecce. L’accusa è di concorso in maltrattamenti in famiglia e lesioni personali gravissime.

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Dalla culla alla cella. Storie minori di reclusione forzata

Claudia Farallo
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INGIUSTIZIA — Guardare il mondo dalle grate di un carcere dovrebbe essere vietato ai piccini. Eppure il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria registra 43mila figli di detenuti. Di fatto “imprigionati” per restare con i genitori. —

Sono più di 43mila i figli che in Italia sono costretti ad entrare in carcere per stare con i propri genitori. È quanto emerge dai dati rilevati dal dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria a fine 2008. A fare le spese della condanna degli adulti sembrano essere in particolare anche i minori, non colpevoli, che si trovano separati forzatamente e per un periodo di tempo più o meno lungo da un genitore, se non da entrambi.

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