Onu: peacekeeping verde contro i conflitti ambientali

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Paolo Tosatti

GEOPOLITICA. Presentata al Consiglio di sicurezza una proposta per istituire operazioni di mantenimento della pace in scenari di guerra per il controllo delle risorse naturali.

In inglese si chiama environmental peacekeeping. Nonostante nella comunità internazionale se ne parli già da qualche anno, nessuno si è mai preso la briga di tradurre questa espressione, che nella nostra lingua potrebbe suonare come peacekeeping verde: operazioni delle Nazioni unite per il mantenimento della pace in situazioni di conflitto ambientale tra Stati o all’interno di singoli Paesi.

Espo, l’oleodotto destinato a cambiare la geopolitica

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Gioia Clanufilo da Shangai

ENERGIA. Con i suoi 4.700 chilometri, è la più grande infrastruttura petrolifera del mondo. Collegherà la regione russa di Irkutsk a Kozmino sul Pacifico. Ma, attraverso uno “sperone”, arriverà sino alla Cina.

Mao lo aveva detto nel 1960: «Gongyè xué Dàqìng», bisogna seguire l’esempio di Daqing. La città della Cina nord-orientale era stata fondata appena un anno prima per consentire lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi scoperti nella zona. Nel giro di appena 12 mesi, grazie agli immensi sforzi sopportati dai lavoratori e dai cittadini, era riuscita a trasformarsi in un centro industriale che, secondo il Grande Timoniere, tutto il Paese avrebbe dovuto prendere a modello.
 

Obama e l’Iraq

Paolo Tosatti

L'INTERVISTA. A colloquio con Maurizio Martellini, esperto di geopolitica: «Il presidente Usa ha la capacità di porsi come nuovo interlocutore in Medio Oriente».

ll Professor Maurizio Martellini è il segretario generale del think tank internazionale Landau Network Centro Volta e membro del consiglio scientifico della rivista Limes. Con lui parliamo dei possibili scenari che il ritiro americano dall’Iraq apre nel Paese e nella regione mediorientale.

Il variopinto oggetto del desiderio

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Costanza Barbarossa

IN LIBRERIA Il corrispondente di guerra, Peter Laufer, firma per Sironi editore La battaglia delle farfalle. Un avvincente reportage sul gigantesco traffico illecito delle “creature” più fragili e più ricercate del pianeta

 

La geopolitica del petrolio

Erasmo Venosi

ENERGIA. Il maggior produttore di oro nero al mondo è l’Arabia Saudita: 10 milioni di barili al giorno. Ma è vicina al suo massimo. L’Iran ne estrae 4, ma può arrivare a 7. E qui le majors americane non possono operare.

Il petrolio resta un prodotto strategico, al centro della lotta geopolitica, con problemi che riguardano il controllo, fisico e politico delle risorse e quello strategico delle vie di trasporto. Il World Energy Outlook 2009 dell’Agenzia Internazionale per l’Energia quantifica la domanda di petrolio, in 105 milioni di barili il giorno (mbl/g) nel 2030 (85 mbl/g nel 2008). Il settore dei trasporti sarà responsabile del 97% dell’aumento di consumo di petrolio.

India-Pakistan, riprendono i colloqui tra le due potenze

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Paolo Tosatti

GEOPOLITICA. Gli alti funzionari dei ministeri degli Esteri di Nuova Delhi e Islamabad si incontrano a Mumbai per cercare di riavviare un dialogo interrotto 16 mesi fa. Al centro del confronto la questione del Kashmir e la lotta al terrorismo.

Dopo 16 mesi di interruzione i rappresentati di India e Pakistan tornano oggi a sedersi intorno a un tavolo per tentare di riavviare un dialogo pacifico tra i rispettivi governi. Sebbene non sia stata presentata un’agenda ufficiale, il vertice ha in programma incontri su tutte le questioni più importanti per le due potenze asiatiche: dalla sovranità sul Kashmir, storicamente conteso tra i due Paesi, alla stabilizzazione della regione, dal futuro dell’Afghanistan alla lotta al terrorismo.

Ankara-Yerevan, prove di dialogo per sbarrare la strada a Mosca

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Bruno Picozzi

GEOPOLITICA Al via le trattative tra Turchia e Armenia per stabilire relazioni diplomatiche per la prima volta nella storia. Dietro il tentativo di riconciliazione, l’obiettivo di mettere le mani sul Caucaso, bloccando l’avanzata del Cremlino.

La Turchia potrebbe riaprire la frontiera con l’Armenia entro la fine dell’anno, secondo quanto dichiarato da Ahmet Davutoglu, ministro degli Esteri di Ankara. E nelle prossime settimane andranno avanti trattative tra le due capitali per stabilire normali relazioni diplomatiche, per la prima volta nella storia.

Dialogo strategico-economico, prove di un asse Stati Uniti-Cina

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Paolo Tosatti

VERTICE Il 27 e il 28 luglio, nella capitale americana, Pechino e Washington si incontrano per parlare di tassi di cambio, geopolitica e strategia. Ma lo sviluppo e il consolidamento del G2 devono fare i conti con gli irrisolti attriti tra i colossi.

 

«Lasciate stare l’Iran».Allarme in Medio Oriente

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Annalena Di Giovanni da Beirut

GEOPOLITICA
— Mentre nella capitale, nonostante la repressione, continua la protesta pacifica contro la Repubblica islamica, Siria e Arabia Saudita, Hamas e Hezbollah frenano. —

Sempre più capillare la rete di sicurezza che a partire da questa settimana - in seguito al richiamo all’ordine proclamato dalla Guida suprema Ali Khamenei nei giorni scorsi stringe i centri urbani della Repubblica islamica in una morsa di poliziotti, soldati, pasdaran e volontari del basij in motocicletta.

Le mani di Pechino sull’Oceano Pacifico

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Alessio Postiglione

GEOPOLITICA
La Cina mira a espandere il suo potere sulle acque costiere, riscrivendo il Diritto del mare. Molte le isole e gli atolli contesi a Giappone, Taiwan e Vietnam.

Quella dell’inizio del mese fra alcune navi militari cinesi e l’incrociatore americano Impeccable, al largo dell’isola di Hainan, nel Mar Cinese, è solo l’ultima di una serie di “battaglie” che Pechino ha ingaggiato con la comunità internazionale sul Diritto del mare e sulla titolarità di alcune isole del Pacifico.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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