Turchia, un piede in due oleodotti per crescere

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Enrico Campofredda

ELEZIONI. Urne aperte nel Paese, Erdogan concorre al terzo mandato. Sul piatto c’è il varo della riforma energetica che, con l’abbandono del nucleare, guarda al gas iraniano e georgiano.

Nella battaglia dell’urna che si apre oggi in Turchia, un tema al quale ogni elettore presterà attenzione è il futuro legato al binomio energia-economia. Intrigante è comprendere quanto i programmi dei due schieramenti si differenzino realmente e quanto siano costretti a seguire vie comuni attorno al fabbisogno di gas e idrocarburi accresciuto dal boom produttivo. L’attuale Turchia industriale e artigiana dal Pil roboante (l’8,9% di crescita nel 2010) importa il 93% del petrolio e il 97% del gas che consuma.

Georgia, un dramma dimenticato da troppi

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Paolo Bergamaschi

REPORTAGE Il Paese è stretto da una crisi economica che il governo continua a nascondere. Ancora centinaia di migliaia i profughi causati dai vari conflitti. E agli osservatori è precluso oltrepassare i check point russi

 

Georgia, diario da un paese ancora in guerra

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Paolo Bergamaschi

REPORTAGE. Al cessate il fuoco mediato dal presidente francese Sarkozy nel 2008 non ha fatto seguito alcun accordo di pace. Georgiani e russi si incontrano periodicamente a Ginevra ma le trattative vanno a rilento.

Sakartvelo è una dei pochi vocaboli di lingua georgiana che riesco a captare quando ascolto i discorsi dei politici a Tbilisi. Sakartvelo è il nome originale del paese che noi chiamiamo Georgia forse per la devozione a San Giorgio manifestata secoli addietro dai suoi abitanti. A volte risuona nella mia testa come una parola magica facendo il paio con un alfabeto che sembra uscito dalle mani di un apprendista stregone.

Georgia un anno dopo. La pesante eredità degli sfollati

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Paolo Tosatti

CONFLITTI Decine di migliaia di "displaced people" attendono ancora di fare ritorno nelle proprie terre. Nell’anniversario delle ostilità scoppiate la notte fra il 7 e l’8 agosto del 2008 tra Mosca e Tbilisi, la denuncia in un rapporto di Amnesty.

Una ferita che continua a sanguinare, colorando di un macabro rossore il futuro del Nord del Caucaso e dei suoi abitanti. È trascorso un anno dalla guerra tra Mosca e Tbilisi e sono ancora decine di migliaia gli sfollati che attendono di far ritorno nelle proprie terre, mentre le autorità non sono riuscite a far luce sulle numerose violazioni del diritto internazionale commesse durante il conflitto.
 

Joe Biden l’equilibrista

Susan Dabbous

ALLEANZE Il vicepresidente americano vola in Ucraina e Georgia per ribadire il sostegno alle due repubbliche ex sovietiche e filo occidentali. E per chiedere di modernizzare la rete dei gasdotti, causa di conflitto tra Mosca e Kiev.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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