I guai della Germania. E quelli cinesi

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Carlo Freboudze

L'ANALISI. L'insuccesso dell'asta tedesca indica la fuga dall'Euro degli investitori internazionali. Ma i pericoli vengono anche dalla bolla immobiliare asiatica.

Qualcosa sta cambiando nel modo in cui i mercati finanziari guardano alla crisi del debito dei Paesi europei. Da un paio di settimane i titoli tedeschi non sono piùpercepiti come l'unico porto sicuro. Quando c'è una notizia negativa, non si assiste più a una rapida salita di prezzo dei "bund". Salgono sì, ma meno del solito e con meno convinzione. Chiaramente lo spirito non è più lo stesso. L'asta di titoli decennali tedeschi di stamattina è stata disastrosa.

Berlino salva l’euro, ma Atene protesta contro i nuovi tagli

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Tiziana Guerrisi

UNIONE EUROPEA. Il Parlamento tedesco approva l’aumento del Fondo salva Stati a 440 miliardi di dollari. Il testo oggi sarà al vaglio della Camera alta. Soddisfatta Bruxelles.

L'attesa approvazione del Bundestag tedesco sulla riforma del fondo salvastati, determinante per garantire ulteriori aiuti alla Grecia e scongiurarne il default, è arrivato ieri con una larga maggioranza proprio mentre ad Atene in migliaia erano in piazza per protestare contro l’ipotesi di nuovi pesantissimi tagli.

Com’era già “verde” il Cantico di Francesco

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Mimmo De Cillis

ANALISI. Chiesa e ambiente. Quella del papa in Germania è stata una “svolta ecologista”? Semmai il richiamo alla sua dottrina sulla “legge morale naturale”. Con un occhio a giovani e Grunen.

C'è la “teologia verde” di Francesco di Assisi; c’è il riconoscimento politico di un movimento, quello verde, oggi significativo sulla scena politica tedesca; c’è l’urgenza di parlare “la lingua dei giovani”; c’è la volontà precisa di coniugare i temi della pace e dello sviluppo a quelli, non meno pressanti, della salvaguardia dell’ambiente.

Benedetto XVI al Bundestag, cento parlamentari in rivolta

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Federico Tulli

GERMANIA. Accolto dalla vibrante protesta di Verdi e Linke, il Papa ha cominciato ieri il terzo viaggio apostolico nella sua terra natia. «Rispetto chi contesta, è normale in un Paese secolarizzato».

Il viaggio apostolico in Germania di Benedetto XVI è cominciato ieri catalizzando, come prevedibile, l’attenzione dei media, dell’opinione pubblica e della classe politica del suo Paese d’origine. Sebbene sia la terza visita da pontefice nei land tedeschi, già prima di partire si annunciava particolarmente complessa per via delle incognite su come Josef Ratzinger sarebbe stato accolto nel corso dei quattro giorni in programma, da una nazione fortemente secolarizzata.

Berlino si prepara al tandem rosso-verde

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Susan Dabbous

ELEZIONI. Dal voto amministrativo di domenica si conferma il trend positivo dei Grunen in Germania, nella città ottengono il 17,6 per cento delle preferenze. Riconfermato il sindaco socialdemocratico.

Nella metropoli più ecofriendly d’Europa era davvero difficile una vittoria secca dei Verdi. Non che tutte le aspirazioni ambientaliste della città fossero state già appagate, ma in tempi di crisi e di indignazione diffusa a preoccupare sono altre cose. I sondaggi fino a pochi mesi fa davano la Renate Kunast (verde storica già ministra dell’Agricoltura e della difesa dei Consumatori) come prossimo sindaco di Berlino al posto del socialdemocratico, Klaus Woweret, riconfermato domenica per il terzo mandato seppure in calo di consensi.

Dalla Germania alla Calabria, lotta anti-carbone

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Diego Carmignani

TERRITORIO. Saline Joniche minacciata dalla nuova centrale voluta dalla svizzera Repower. Un colpo mortale per un’area già gravemente inquinata.

Un lungo coro di “no” corre dal Nord della Germania, e arriva fino a Saline Joniche, località in provincia di Reggio Calabria tristemente nota come cimitero industriale per i tanti insediamenti sorti nel corso degli anni. Ad aggiungersi alla sequenza potrebbe presto essere una nuova devastante centrale a carbone, che la multinazionale elvetica dell’energia Repower (socia di maggioranza della società Sei – Saline energie ioniche) è intenzionata costruire sulla costa calabrese, così come nella località tedesca di Brunsbattel.

Braccia e cervelli cercasi. Il governo recluta gli stranieri

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Bruno Picozzi

GERMANIA. Con l’invecchiamento della forza lavoro interna e l’esodo dei laureati, l’esecutivo Merkel cerca di attirare i giovani che in Grecia, Spagna e Portogallo annaspano tra le onde della crisi.

La locomotiva Germania rallenta ma già lavora per assicurarsi il futuro. In crisi di manodopera specializzata, Berlino strizza l’occhiolino alla crisi finanziaria che lascia fuori dal mercato migliaia di giovani lavoratori in tutta Europa. Secondo la Bundesagentur für Arbeit, l’Agenzia federale tedesca per l’impiego, al ritmo attuale il Paese potrebbe perdere in due decenni ben 5 milioni di lavoratori, per una buona metà qualificati.

Tregua sui mercati. Berlino più “italiana”

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Betta Salandra

FINANZA. Grazie al “rimbalzo” dei mercati Usa, l’Europa evita l’ennesimo collasso. Maglia nera ancora per la Germania, il cui merito di credito si avvicina inesorabilmente a quello medio dell’Ue.

Nonostante la disastrosa sessione notturna in Asia ieri i mercati hanno trovato un po’ di respiro. Nella mattinata di ieri si stava ripetendo il copione di lunedì, con i titoli industriali in picchiata e la borsa del cuore industriale dell’Ue, la Germania, che collassava (si è visto un -6%). Poi verso l’ora di pranzo si è capito che gli Usa non avevano intenzione di ripetere la performance del giorno precedente, e gli indici hanno invertito la rotta. L’Europa, alla fine, è riuscita a chiudere, essenzialmente, in terreno positivo.

La Bce salva l’euro. Usa verso la recessione

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Luca Bonaccorsi

FINANZA. Trichet (Bce) s’è desto: acquistati sul mercato ingenti quantità di titoli italiani e spagnoli. Collassano gli spread sulla Germania. Le borse di tutto il mondo invece soffrono per le conseguenze economiche del declassamento Usa.

Tanto tuonò, che piovve. L’avevamo accusata tutti (giustamente) di star lì a guardare mentre l’euro si scioglieva al sole di questa indimenticabile estate 2011. E invece la Bce ieri è intervenuta, facendo la cosa giusta: acquistando titoli di Stato di Italia e Spagna, e annunciando che continuerà a farlo massicciamente.

Investitori in fuga. Prosegue l’emorragia

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Luca Bonaccorsi

MERCATI. Milano -2,5%, banche -5%, spread sulla Germania verso i 400 pb. Napolitano incontra Draghi e Tremonti vola da Juncker. Ormai chiara la ricetta: intervento Bce e dimissioni del governo.

E' una emorragia che non si ferma quella che sta mettendo ko i mercati italiani. Anche ieri la borsa di Milano ha perso oltre il 2%, le grandi banche italiane quasi il 5% e, soprattutto, i titoli di Stato hanno segnato nuovi record negativi arrivando a toccare i 400 punti base sulla Germania, ben oltre il 6% di rendimento a 6,23. Ormai è allarme rosso. L’Italia, per le dimensioni del suo debito, può reggere tassi a questo livello per un periodo di tempo limitato, seppur non brevissimo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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