Gerusalemme

La pace si fa a Damasco

Susan Dabbous
DIPLOMAZIA. Il presidente Napolitano, durante la sua visita in Siria, ha espresso «preoccupazione per i nuovi insediamenti a Gerusalemme Est». Difficile riprendere i negoziati se Israele non restituisce il Golan.

«Siamo molto preoccupati per i nuovi insediamenti a Gerusalemme Est e per le conseguenze che possono scaturire». Con queste parole il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ieri ha abbandonato le questioni di politica interna per entrare nel vivo della sua visita a Damasco.  Stretta fra il Libano e la Turchia, la Siria non conta come Israele e non fa notizia come l’Iraq.  Cosa è andato a fare, quindi, Napolitano a Damasco?
 

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Gerusalemme, guerriglia urbana contro le colonie

Annelena Di Giovanni
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MEDIO ORIENTE. È battaglia nella Città Santa nella giornata della rabbia, che rievoca una strage antimusulmana. Violenti scontri sono scoppiati dopo la sassaiola dei giovani palestinesi contro i poliziotti nel quartiere arabo.

Questa non è la Terza Intifada», ha subito chiarito il commissario di polizia israeliano David Cohen dopo una prima ispezione, ieri, della città vecchia di Gerusalemme a qualche ora dagli scontri della «giornata della rabbia»; ed è probabile che la più grave crisi fra israeliani, palestinesi e Stati uniti del decennio si  sia già chiusa con le parole del commissario Cohen.

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Sulle onde del Mediterraneo

Diego Carmignani
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MUSICA. Dalla Puglia a Gerusalemme, il nuovo viaggio musicale e multiculturale dei Radiodervish. Tra balene, marinai e miti biblici, l'essenzialità e la molteplicità convivono in Beyond the sea

Come nasce questo fortunato approdo in Terra santa?

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Palestina, il ruolo dell’Europa nel difficile cammino verso la pace

Ilaria De Bonis da Gerusalemme
MEDIO ORIENTE. In occasione della marcia di 400 italiani per la ripresa del dialogo, da Gerusalemme si rilancia l’idea di uno Stato, due popoli e tre religioni. I partecipanti: «È necessario fare pressioni sulla parte più forte, ossia su Israele».

«Se volete veramente aiutare palestinesi e israeliani a raggiungere la pace, è necessario che facciate pressione sul più forte, ossia su Israele, senza temere accuse di antisemitismo, usando le armi del diritto e se serve anche quelle del boicottaggio». A parlare, sintetizzando il pensiero di molti dei partecipanti alla marcia della Pace dei 400 a Gerusalemme, è il Patriarca latino della Città Santa, Michel Sabbah, intervenuto alla conferenza sulle responsabilità dell’Europa in Medio Oriente.

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