Alle radici dell’afro-beat

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Diego Carmignani

MUSICA. Arriva in Italia il tour europeo di Ebo Taylor, leggenda della musica ghanese. Domani sera appuntamento al Circolo degli Artisti di Roma per poi proseguire a Novara e Torino

Classe 1936, Ebo Taylor è una di quelle vecchie querce, o forse meglio baobab, che nel Continente africano sembrano crescere rigogliosi ogni anno che passa. Infaticabile nella sua attività di chitarrista, bandleader e produttore, è la figura centrale della scena ghanese e una delle più importanti di quella africana degli ultimi sessant’anni. Attivo già nei ‘50, fu nel 1962 che arrivò la svolta: giunto Londra conobbe la leggenda vivente Fela Kuti, con cui iniziò a collaborare e a prodigarsi per la «seconda indipendenza sonora della musica africana».

Tradizione o futuro. Il bivio mondiale

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Alessio Nannini

CALCIO. L’Uruguay prova a rinverdire la sua grande tradizione calcistica contro la Corea del Sud, astro nascente. Chi vince avrà di fronte Ghana o Usa per uno storico traguardo.

Iniziano gli ottavi di finale, oggi andranno in campo due partite inattese: Uruguay e Corea del sud, e Stati Uniti contro Ghana. Le vincenti si incontreranno in un quarto di finale inedito, che darà all’edizione iridata un’ulteriore connotazione di sorpresa perché una fra le quattro semifinaliste uscirà proprio da queste sfide.

Le Nazioni unite bacchettano l’Italia: «Troppi diritti negati»

Dina Galano

IMMIGRAZIONE. Il ministro Maroni in Africa stipula accordi bilaterali con Ghana e Niger. Ma l’Onu attacca.

Bisognerà attendere fino a domani prima di conoscere il responso definitivo delle Nazioni unite circa il rispetto dei diritti umani in Italia. Nelle more del giudizio, l’esame periodico cui sono sottoposti tutti gli Stati membri e che quest’anno riguarda il nostro Paese ha già fatto trasparire qualche perplessità sulla gestione italiana di immigrazione e minoranze, anche per la presenza di diffuse inclinazioni razziste e xenofobe.

Corsi, ricorsi e record della Coppa d’Africa

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Alessio Nannini

EVENTI. La 27esima edizione si è chiusa con il trionfo dell’Egitto sul Ghana, che dà seguito ai successi del 2006 e del 2008. Ma sulla festa rimangono le ombre dell’attentato al Togo.

La Coppa d’Africa, più che ogni altro torneo continentale per nazioni, vive di cicli. Questa edizione, chiusasi nel pomeriggio di domenica, non ha fatto eccezione: hanno vinto gli egiziani per la terza volta consecutiva, in finale contro il Ghana. Decisivo, ancora una volta, il guizzo di Mohamed Nagy detto Geddo, uno che ha vissuto la curiosa circostanza di essere una riserva fissa ma al contempo il miglior marcatore della competizione. Cinque reti in 160 minuti giocati, meglio di Eto’o e di Drogba.

Alla scoperta dell’oro del Ghana

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Jean-Marc Caimi da Tarkwa

AFRICA.Multinazionali, governo locale, proprietari terrieri, speculatori d’ogni sorta, contadini con paghe da fame, investimenti stranieri che aumentano. Nel Paese africano l’estrazione del metallo è un business che coinvolge molti personaggi, spesso senza scrupoli. Un viaggio in una realtà in cui verità parziali, connivenze e affari illegali si fondono in un unico obiettivo: la pietra preziosa.

L’oro del Ghana attira una quantità crescente di investitori e speculatori stranieri. Questa ondata di colonialismo imprenditoriale, iniziata nel 1986 quando fu varata la legge anticrisi, è oggi gestita in accordo con il governo.

Disoccupato e vincente. La curiosa via di Appiah

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Alessio Nannini

STORIE L’atleta ghanese, capitano della sua nazionale, ha festeggiato domenica sera la qualificazione al mondiale. Ma è senza squadra e si nasconde per non pagare i debiti.

Chi ha buona memoria lega il primo ricordo di Stephan Appiah alla maglia dell’Udinese, con cui esordì nel 1997 a diciassette anni. Gli emissari di Pozzo lo avevano pescato negli Hearts of Oak di Accra, capitale del Ghana. Ambidestro, dotato di buona corsa e visione di gioco, si impose anche nel campionato italiano, tanto da passare al Parma e finire alla Juventus. Ma i suoi calci migliori li diede a Brescia, dove Mazzone lo inserì nella linea di centrocampo fra Baggio e Guardiola: trentadue partite e sette reti. Poi il passaggio a Torino, due anni, e la cessione ai turchi del Fenerbahce.

Il green deal di Barack per il riscatto dell’Africa

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Gloria Ravidà

GHANA
— Ieri il presidente degli Stati Uniti ha parlato al Parlamento di Accra. Una visita storica tra democrazia, lotta a terrorismo e corruzione, sviluppo e energia pulita. —

«Nelle mie vene scorre il sangue dell’Africa, la storia della mia famiglia comprende sia le tragedie sia i più grandi successi della storia africana». Barack Obama torna alle sue radici. E lo fa in Ghana, ad Accra, accolto da una folla sventolante striscioni di benvenuto. «Il futuro dell’Africa appartiene agli africani che devono attenersi alle loro responsabilità e combattere la corruzione per sbloccare il loro potenziale di ricchezza e di sviluppo».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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