Angelino Alfano guida il Pdl: un sogno da jingle

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POLITICA. Eletto con un applauso l’avvocato siciliano e ministro della Giustizia, che dichiara: «Chi se lo immaginava». Ma in platea Frattini, Alemanno, Scajola e Formigoni non ridono.

Silvio Berlusconi non si arrende. Varata la manovra economica, approvata la delega per la riforma fiscale nel Consiglio dei ministri di giovedì, ottenuta dalla riunione dei capigruppo di Montecitorio la messa in calendario della riforma delle intercettazioni a fine luglio, il premier conclude una affannosa settimana rilanciando il Pdl con l’elezione a leader di Angelino Alfano. L’appuntamento era alle 10 presso l’Auditorium di via della Conciliazione, lo stesso dove Gianfranco Fini pronunciò la famosa frase rivolta al premier «Che fai?

Napolitano: Giustizia, si è toccato il limite

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Alessandro De Pascale

POLITICA. Il Capo dello Stato scrive al vice presidente del Csm: «Ignobile provocazione» il manifesto sulle Br in Procura. La Giornata vittime del terrorismo dedicata ai servitori dello Stato.
 

Dopo i manifesti comparsi a Milano con la scritta “Via le Br dalle procure” e le ultime accuse rivolte dal premier Berlusconi alle toghe, il Capo dello Stato scrive al vice presidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm) Michele Vietti. Nella lettera, resa pubblica dal Quirinale, il presidente Giorgio Napolitano annuncia che dedicherà la Giornata delle vittime del terrorismo e delle stragi, in programma il 9 maggio prossimo, «ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni».

Fini fa gli auguri e un regalo a Berlusconi

Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. È un Gianfranco Fini febbricitante quello che incontra i giornalisti di Montecitorio per gli auguri di fine anno. Il primo punto su cui si sofferma è la riforma della legge elettorale: «Se la legislatura proseguirà, come è stato detto, e per certi aspetti ci sono le condizioni che ciò accada, bisognerà affrontarla».

È un Gianfranco Fini febbricitante quello che incontra i giornalisti di Montecitorio per gli auguri di fine anno. Il primo punto su cui si sofferma è la riforma della legge elettorale: «Se la legislatura proseguirà, come è stato detto, e per certi aspetti ci sono le condizioni che ciò accada, bisognerà affrontarla».

Fini sdogana l’eutanasia

Federico Tulli

FINE VITA. Nel Terzo polo, strappo del presidente della Camera sui temi cruciali della bioetica. «Certe questioni vanno demandate alla coscienza di ogni cittadino» dice a una platea di studenti.

Sui temi dell’eutanasia e del fine vita «la politica deve fare non uno, ma tre passi indietro» perché si tratta di «questioni che vanno demandate alla coscienza di ogni cittadino. Non tutto può essere codificato da una legge, quando si intrecciano etica e scienza la legge è l’anello debole». Nel Paese in cui la Consulta ha stabilito 21 anni fa che la laicità è un principio supremo dell’ordinamento costituzionale (sentenza 203/89), una frase del genere non dovrebbe far notizia.

Fini disarciona il Cavaliere

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Giorgio Frasca Polara

POLITICA. Gli esponenti di Futuro e libertà ieri hanno rassegnato le dimissioni dal governo. Il Capo dello Stato convoca nel pomeriggio i presidenti di Camera e Senato. Mentre in Aula continua la “compravendita” dei voti.

Gli esponenti di Futuro e libertà hanno rassegnato ieri, come annunciato, le dimissioni dal governo, aprendo di fatto la crisi. Prevedibile e durissima la risposta dal Pdl: «Traditori». è in questo clima che si inserisce l’intervento del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano: l’opportunità di evitare un pericoloso conflitto istituzionale tra Camera e Senato ha suggerito al presidente della Repubblica di convocare per questo pomeriggio al Quirinale i presidenti dei due rami del Parlamento, Gianfranco Fini e Renato Schifani.

Crisi in cerca di un “pilota”

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Aldo Garzia

POLITICA. L’atteso vertice tra Bossi e Fini si conclude con un nulla di fatto. Il leader di Futuro e libertà vuole le dimissioni di Berlusconi. Il premier lancia la sfida: «Io resto, mi sfiduci». E nella maggioranza è sempre caos.

Un buco nell’acqua. I riflettori erano puntati sull’esito dell’incontro tra Bossi e Fini, ultimo tentativo di scongiurare la morte del governo più volte annunciata. Il leader della Lega è arrivato nella stanza del presidente della Camera alle 11,30 accompagnato dai ministri Maroni e Calderoli. Dopo un’ora di colloquio, Fini si è intrattenuto per altri sessanta minuti con alcuni dei suoi più stretti collaboratori.

«Noi, ormai lontani dal Pdl»

Valerio Ceva Grimaldi

INTERVISTA. Oggi inizia la due giorni dei finiani a Perugia. Cresce l’attesa per le parole di Fini. Il deputato Fli Benedetto Della Vedova: «Berlusconi dice che siamo come l’umidità? Un’affermazione che qualifica chi la dice».

Parte oggi a Perugia la due giorni di Futuro e libertà. C’è grande attesa per le parole che pronuncerà domani il leader della nuova forza politica, Gianfranco Fini, nata dopo la scissione all’interno del Pdl.

Prove di disgelo con Fini

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Nel discorso alla direzione del partito, il Premier tende la mano a Futuro e libertà ma minaccia di andare alle urne in caso di mancato accordo. E accusa l’opposizione di fare congiure di Palazzo.

Dopo giornate di dure polemiche tra Pdl e Fli, il barometro di Montecitorio segnala un clima più disteso all’interno della maggioranza. Il caso ha voluto che Fini e Berlusconi si stringessero addirittura la mano e parlottassero tra loro in attesa che all’Altare della patria giungesse anche il presidente Napolitano per il rituale omaggio nella giornata dedicata alle Forze armate. Non è la sola novità di ieri.
 

Giustizia, l’affondo di Fini

Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. «Sarebbe grave tornare alla soggezione dei pm all’esecutivo, com’era nel fascismo». Nuovo scontro tra il presidente della Camera e il premier. Sempre più lontano l’accordo tra Pdl e Fli.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini lo aveva detto proprio qualche giorno fa: «Mi auguro che sul tema giustizia non ci siano questioni insormontabili e che non ne scaturisca una crisi di governo». Ieri ha insistito sul tema, intervenendo in un convegno a Bari: «Sarebbe grave tornare alla soggezione dei pubblici ministeri all’esecutivo, com’era nel fascismo».

Lodo, passa la linea di Fini

Aldo Garzia

POLITICA. La reiterabilità non è più ritenuta essenziale dalla maggioranza. Il guardasigilli Alfano sgombera così il campo da un altro intralcio che il presidente della Camera aveva posto sulla via dell’immunità.

Da Montecitorio sembra di dover scrivere ogni giorno un bollettino meteorologico. Avant’ieri il barometro indicava possibile crisi di governo sul Lodo giacente al Senato, causa il perentorio annuncio di Fini che la crisi dell’esecutivo poteva scoppiare sui temi della giustizia. Ieri lo stesso barometro indicava schiarita e niente nubi all’orizzonte per la stabilità di Berlusconi. La situazione si è infatti di nuovo impantanata.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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