Armi, guerre e pace: il paradigma Taiwan

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Bruno Picozzi da Taipei (Inserto domenicale)

ESTERI. E se si proibisse su scala internazionale la vendita di armamenti? È una buona utopia per evitare interventi armati contro gli ex alleati di ieri. Il caso della storia dell’isola di Formosa, ora diventata un ostacolo per avere fecondi rapporti con la Cina, è esemplare.

Per evitare la guerra dobbiamo smettere di vendere armi?”. Charles Glaser, autorevole professore di scienze politiche alla George Washington University, scrive un articolo in materia sulla rivista Foreign Affairs e il Wall Street Journal si pone la domanda in modo più che serio. Oggetto della discussione è la questione taiwanese ma di sicuro domande e risposte potrebbero essere ugualmente applicate a buona parte dei conflitti nel mondo.

Quando il miglior amico dell’uomo era la volpe

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Alessio Nannini

ANIMALI. In un complesso funerario in Giordania è stata ritrovata una tomba con ossa umane e del piccolo canide. Per gli archeologi sarebbe la prova della domesticazione riuscita dell’animale, precedente a quella del cane di almeno 4000 anni.

Il miglior amico dell’uomo è il cane, ma molti millenni fa questo ruolo fu di un animale tradizionalmente noto per la sua furbizia: la volpe. Questa curiosità ci viene da una scoperta fatta dai ricercatori dell’Università di Cambridge, i cui dettagli sono stati pubblicati sulla rivista PLoS One.

Piovono razzi sul Mar Rosso. Un morto e 4 feriti ad Aqaba

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Susan Dabbous

MEDIO ORIENTE. Lanciati o dal Sinai o dalla stessa Giordania, 4 missili di fabbricazione russa hanno seminato il panico nella città araba e nel porto di Eliat (Israele). La vittima è un tassista giordano di 51 anni.

Per chi vive al confine tra Israele e Giordania morire con un razzo che ti piove in testa alle sette del mattino non è, purtroppo, una cosa così inusuale. La vittima però stavolta si chiamava Subhi Yousef al-Alawneh, tassista, giordano di 51 anni, investito dalla misteriosa cascata di missili vicino l’Hotel Intercontinetal ad Aqaba. Aveva in mente solo l’apertura della stagione turistica.

Giordania, tecnici italiani scoprono un Palazzo reale

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Maria Luna Moltedo

ARCHEOLOGIA. Dopo l’attività di scavo a cui ha partecipato una équipe dell’Università di Roma, riemerge nel sito di al-Batrawi una parte della città fortificata già nel III millennio a.C. ed eretta ai bordi del deserto. Molte le sorprese per gli studiosi. Si confermano ancora una volta la competenza e l’ottima tradizione dei nostri archeologi che pur in mancanza di adeguati finanziamenti e sostegno sono tra i primi al mondo nel loro campo.

Capace di raccontare molte cose nuove sulla storia affascinante e misteriosa di quelle terre e la vita delle prime città del mondo, torna alla luce, in Giordania, nel sito di al-Batrawi, l’imponente Palazzo Reale della città fortificata che già nel III millennio a.C. fu eretta ai bordi del deserto. E con il Palazzo, distrutto insieme alla città nel 2300 a C.

Amicizia tra turchi e arabi, la questione armena è tabù

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Annalena Di Giovanni da Istanbul

DIPLOMAZIA. Relazioni più strette tra Turchia, Siria, Giordania e Libano. Niente dazi né visti negli scambi commerciali che toccano i 30 miliardi di dollari l’anno. Ma è vietato dare spazio ai profughi della diaspora.

«Non me lo sarei mai aspettato. Sono libanese, noi armeni siamo cittadini libanesi. E poi insomma, non ho detto assolutamente niente contro la Turchia nella mia canzone». Eileen Katchadourian, cantante rock più volte premiata a livello internazionale, non riesce ancora a crederci.

Sarkozy fa il piazzista

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Bruno Picozzi

NUCLEARE. Il Marocco dispone di uno dei potenziali eolici e solari più elevati al mondo. Ma il presidente francese cerca proseliti per vendere la “sua” tecnologia atomica anche a Egitto, Emirati Arabi e Giordania. E persino in Arabia Saudita

In occasione delle vacanze di fine anno il presidente francese Sarkozy e la sua sposa italiana sono partiti alla volta del Marocco. La coppia è stata ospite del re Mohammed VI per quella che è stata definita una “cena di lavoro”. Con straordinario tempismo, il 29 dicembre scorso il quotidiano marocchino Libération titolava in prima pagina: “Il reame non può che impegnarsi sulla via del nucleare per rispondere all’aumento dei suoi consumi”. Quando si dice la coincidenza.

La frontiera di Shawbak

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Simona Maggiorelli

ARCHEOLOGIA
— A 25 km a nord di Petra, in Giordania, l’equipe di archeologi dell’università di Firenze ha riportato alla luce un castello fortificato che nel medioevo faceva da cerniera fra Occidente e Oriente. Nella Limonaia del Giardino di Boboli a Palazzo Pitti una mostra ne racconta l’arte e la storia. —

Per secoli si è creduto che gli splendidi giardini e palazzi di Shawbak, di cui parlavano fonti arabe antiche, fossero un miraggio. E che il suo scrigno di tesori architettonici fosse leggenda. Ma quando, dopo lunghe campagne di scavi, il castello e il Crac de Montreal fondato da Baldovino I re di Gerusalemme sono riemersi dalle sabbie del deserto con lineamenti leggibili, la sorpresa è stata grande: si trattava di uno degli insediamenti medievali più spettacolari della Transgiordania medievale.

Medio Oriente diviso dall’arrivo del pastore

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Susan Dabbous

TERRA SANTA
— È iniziato ad Amman il pellegrinaggio del pontefice. Ad accoglierlo i reali giordani ma anche le polemiche dei gruppi oltranzisti musulmani e israeliani. —

Su una cosa ebrei e musulmani sono d’accordo: il papa Benedetto XVI deve delle scuse. Si è aperto ieri, tra polemiche e calorose accoglienze, il controverso viaggio del pontefice in Terra Santa che durerà fino al 15 maggio. All’arrivo all’aeroporto di Amman, prima tappa del pellegrinaggio, la coppia reale giordana, il re Abdallah II con sua moglie Rania, ha dato il benvenuto al pontefice insieme a un gruppo di fedeli cattolici.

Lungo il Giordano dove il turismo è verde

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Fabrizio Ardito

ITINERARI
Antiche città, oasi millenarie, capolavori della natura da difendere e prodotti biologici. In Giordania la protezione della natura è una realtà consolidata e i progetti per il futuro sempre più ambiziosi.

Dalle alture del Golan al nord est alla lunga valle del Giordano, dalle colline che circondano Amman no al paesaggio sempre più desertico man mano che si scende a sud verso Aqaba e il Mar Rosso, il paesaggio della Giordania è molto più vario di quel che si possa immaginare.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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