Napolitano agli operai: «Vi aiuterò»

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Federica Seneghini (Terra Liguria)

VERTENZE. In visita a Genova, il Capo dello Stato incontra i lavoratori di Fincantieri e avverte: «Il Paese torni a fare politica industriale».

«So benissimo che cosa sia il lavoro per voi, so benissimo cosa significhi la cantieristica a Genova». Giorgio Napolitano ha rassicurato così le centinaia di operai di Sestri Ponente che ieri lo attendevano davanti alla Prefettura del capoluogo ligure, dove il Capo dello Stato ha incontrato una delegazione sindacale unitaria di Fincantieri.

Miracolo referendum: oltre il milione di firme

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Eloisa Covelli

LEGGE ELETTORALE. Probabile voto la prossima primavera per abolire il “porcellum” e tornare al “mattarellum”. Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, plaude al risultato.

«Una diversa legge elettorale può facilitare il ritorno della fiducia nelle istituzioni. Il sistema elettorale vigente ha rotto il rapporto di responsabilità tra elettore ed eletto», anche Giorgio Napolitano plaude al risultato dei referendari, che ieri hanno consegnato in tre furgoni le firme per modificare il “porcellum”. Come avevano preannunciato i promotori, le adesioni hanno superato il milione.

Caro Presidente Napolitano, a cosa serve rischiare la vita?

Marilena Natale

L'APPELLO. Noi cronisti di provincia uomini morti che camminano.

Illustrissimo signor Presidente,

Cemento e soldi al clan di Renata

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Andrea Palladino

REAZIONI. L’opposizione all’attacco del bilancio approvato dalla giunta Polverini. «Troppe sovvenzioni ingiustificate ai privati».
 

Uun vero pozzo senza fondo il collegato all’assestamento di bilancio. Un unico articolo, con 172 commi, dove la maggioranza di centrodestra della Regione Lazio ha infilato tutti i desiderata dei grandi elettori. Non solo Fondi: si va dagli asili nido privati, alla modifica del piano Casa approvato due giorni prima: «Un vero e proprio elenco di commi ad personam – commenta il Presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio – che ci pone di fronte ad una emergenza democratica, con una procedura che ha calpestato ogni confronto».

Investitori in fuga. Prosegue l’emorragia

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Luca Bonaccorsi

MERCATI. Milano -2,5%, banche -5%, spread sulla Germania verso i 400 pb. Napolitano incontra Draghi e Tremonti vola da Juncker. Ormai chiara la ricetta: intervento Bce e dimissioni del governo.

E' una emorragia che non si ferma quella che sta mettendo ko i mercati italiani. Anche ieri la borsa di Milano ha perso oltre il 2%, le grandi banche italiane quasi il 5% e, soprattutto, i titoli di Stato hanno segnato nuovi record negativi arrivando a toccare i 400 punti base sulla Germania, ben oltre il 6% di rendimento a 6,23. Ormai è allarme rosso. L’Italia, per le dimensioni del suo debito, può reggere tassi a questo livello per un periodo di tempo limitato, seppur non brevissimo.

L’esempio del Quirinale. «Taglio di 15 milioni»

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Aldo Garzia

COSTI DELLA POLITICA. Il Capo dello Stato Napolitano rinuncia all’incremento di stipendio e annuncia lo stop agli aumenti di produttività. Le somme risparmiate saranno restituite al Tesoro.

Una breve nota ne ha dato l’annuncio ieri sul sito internet del Quirinale: «Il Presidente della Repubblica ha comunicato al ministro dell’Economia e delle Finanze di rinunciare, dal corrente anno e fino alla scadenza del suo mandato, all’adeguamento all’indice dei prezzi al consumo - stabilito dalla legge 23 luglio 1985, n. 372 – dell’assegno attribuitogli dalla stessa legge ai sensi dell’art. 84 della Costituzione».

Napolitano: «Carceri, emergenza assillante»

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Alessandro De Pascale

GIUSTIZIA. Al convegno organizzato dai Radicali tutti d’accordo per intervenire «con urgenza e nello spirito di coesione nazionale». Ma il governo ora cerca solo di realizzare il “processo lungo”.

Nel giorno in cui il governo pone al Senato la questione di fiducia per il disegno di legge sul cosidetto “processo lungo”, che consente di allungare a dismisura i testimoni della difesa e quindi i dibattimenti, in un’altra sala si discuteva di come «evitare di sprecare risorse e tempo in processi che andranno prescritti», per usare le parole di Marco Pannella. Il convegno in questione è “Giustizia!

I dubbi di Napolitano sul sostituto di Alfano

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Aldo Garzia

POLITICA. Il capo dello Stato chiede che il nuovo Guardasigilli non sia scelto tra gli attuali ministri: «Si eviti l’effetto domino». Berlusconi: «Le nostre proposte al Colle settimana prossima».

A differenza di quelle del settennato di Francesco Cossiga, alias “il picconatore”, le esternazioni di Giorgio Napolitano - che potrebbe essere ribattezzato “il puntellatore” - hanno l’obiettivo di tentare mediazioni ed elargire buonsenso.

Lega, Papa e rimpasto. Quante spine per il Cav

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Berlusconi ieri si è recato al Quirinale: al centro del colloquio con il Presidente Napolitano manovra ed economia. Ma sui nuovi ingressi al governo è ancora buio.

È durato un’ora il colloquio di ieri al Quirinale tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente Giorgio Napolitano. Un secco comunicato precisa che all’incontro era presente anche il sottosegretario Gianni Letta. Niente di più. L’esito è top secret, date le difficoltà economiche del momento. Il presidente del Consiglio e il presidente della Repubblica hanno di sicuro discusso della situazione economica e di quella politica dopo il varo della manovra approvata la settimana scorsa a tempo di record.

«Stop ostruzionismo Ma no alla fiducia»

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Giuliano Rosciarelli

MANOVRA. Per Fassina, responsabile economico del Pd, «l’esecutivo ha minato la credibilità del Paese». Intanto, dopo l’appello del presidente Napolitano l’opposizione ridurrà gli emendamenti.

Il giorno dopo il nuovo appello del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ad una condivisione di responsabilità politica a fronte della crisi finanziaria, le opposizioni rispondono, tagliando gli emendamenti e facendo propria l’esigenza di una rapida approvazione della manovra. Il giudizio sul governo però rimane severo, così come quello sulla finaziaria considerata «iniqua e dannosa». Ne abbiamo parlato con il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, che conferma: «Nel merito rimane la nostra totale bocciatura a questo provvedimento.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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