Usa, dopo la marea nera è l’ora del turismo povero

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Emanuele Bompan

REPORTAGE. Il governo della Louisiana corteggia i giornalisti con degustazioni e pacchetti organizzati. Ovunque gli albergatori offrono sconti per riempire le stanze rimaste vuote.

Negli ultimi mesi l’account Twitter di Bp America ha trasmesso un unico messaggio dopo la tragica fuoriuscita di petrolio della Deepwater Horizon: la situazione migliora ogni giorno. «A Biloxi (Mississippi ndr) si torna alla normalità, dice Mary Mahoneys, proprietaria del ristorante Bob Mahoney», recita un tweet del 17 luglio. «Di nuovo in acqua! I pescatori ritornano per la stagione della pesca». E ancora «Boom di nascite in Alabama sulla costa. Oltre 50.000 uccelli hanno nidificato a Gaillard Island».

Toxic Europe, le rotte di un business sporco

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Remo Fusco

VISIONI. Un team internazionale di giornalisti, insignito del Premio Ilaria Alpi, racconta lo smaltimento dei rifiuti nel Vecchio continente.

Toxic Europe è un documentario di inchiesta che indaga e racconta il traffico di rifiuti intra-europeo, e che al Premio Ilaria Alpi ha vinto il “Best International Organised Crime Report”, un premio alla sua prima edizione organizzato dall’Associazione Ilaria Alpi in collaborazione con Flare Network e Novaya Gazeta. Il premio prevedeva la coproduzione di quattro inchieste - selezionate tra 20 progetti scritti - e la successiva premiazione di uno dei quattro documentari finiti.

Intimidazioni e violenze Cronisti sotto tiro

Gaetano Liardo

INFORMAZIONE. Il caso di Daniele Camilli, giornalista di Viterbo, che denuncia le infiltrazioni mafiose. E quello di Fabio Cosma Colombo, picchiato in Campania. Si moltiplicano gli episodi.

Gli ultimi, in ordine di tempo, sono stati Michele Santoro, Marco Travaglio, Peter Gomez e Gianni Barbacetto, destinatari di una busta con proiettili recapitata nella sede Rai di via Teulada. Ma sono sempre più numerosi i giornalisti che ricevono minacce nel nostro Paese. E spesso sono cronisti locali, che lavorano anche in territori “insospettabili”. Come Daniele Camilli, giornalista de L’Opinione di Viterbo e Lazio Nord e attivista del Centro per i diritti del cittadino di Vetralla.

Giornalisti a rischio. Aumentano le denunce

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Roberto D’Amico

INFORMAZIONE. Presentato a Roma il rapporto “Ossigeno 2010”. Sono 78 i casi d’intimidazione censiti in Italia nel 2010, tra intere redazioni e singoli cronisti. Numeri raddoppiati rispetto al 2009.

Praticare la libertà di stampa in Italia è sempre più pericoloso, dalla Sicilia alla Lombardia E basta scorrere i numeri contenuti nel rapporto “Ossigeno 2010”, realizzato dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa, per avere un’idea della gravità del fenomeno. Sono oltre i 400 giornalisti coinvolti in episodi d’intimidazione nel nostro Paese. Esattamente il doppio di quelli censiti nel precedente rapporto, presentato nel 2009.

Bavaglio, le critiche dell’Onu

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Piero Capponi

DIRITTI Le Nazioni Unite bocciano il disegno di legge sulle intercettazioni e invitano al ritiro o alla modifica:«Nella sua forma attuale può minare la libertà di espressione». Frattini: «Sono profondamente sconcertato»

 

Berlusconi a ruota libera

Antonio Barone

POLITICA. Intercettazioni, giornalisti, magistrati e Rai. Il premier ne ha per tutti. E arriva a minacciare di non firmare il contratto di servizio dell’azienda radiotelevisiva, «se non cambia». Dure reazioni di Pd, Idv e Verdi.

Dopo lungo silenzio ricompare sulla scena politica Silvio Berlusconi e le sue sono affermazioni che lasciano il segno, come nella migliore tradizione del Cavaliere. L’occasione è l’ufficio di presidenza del Pdl a Palazzo Grazioli in cui Berlusconi non usa mezzi termini per «blindare» il ddl sulle intercettazioni. Insomma non c’è tempo per trattative o per schermaglie interne su una decisione che il premier definisce «vincolante» per il Pdl.

Hrant Dink, colomba pacifista

Annalena Di Giovanni

ANNIVERSARIO. Tre anni fa veniva ucciso il giornalista armeno e cittadino di Ankara, fondatore della testata bilingue “Agos”. In una Turchia sempre più violenta e nazionalista, aveva scelto di lottare per i diritti politici e culturali di tutte le minoranze.

Quel giorno, mentre usciva dalla redazione del suo giornale, Agos, Hrant Dink credeva ancora che in Turchia nessuno avrebbe ucciso una colomba. Era il 19 gennaio del 2007, tre anni fa, Istanbul. Lui, giornalista armeno e cittadino turco, aveva appena scritto di avere paura. «Ricevo minacce ogni giorno. Come le colombe - raccontava - anch’io non faccio che guardare alla mia destra e alla mia sinistra, davanti a me e alle mie spalle. Ma so anche che, in questo Paese, la gente non spara alle colombe».

Quanti reporter tra le vittime

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Adele Parrillo

URANIO IMPOVERITO - IL VELENO INVISIBILE. Fare l’inviato di guerra è molto affascinante, ma pericoloso perchè la guerra non risparmia nessuno e un giornalista lo mette in conto. Quello che un reporter però non può prevedere, oggi, in una zona di guerra, è un nemico invisibile: l'uranio impoverito.

 

Quattro gatti sempre a favore di telecamera. E l’Ordine tace

Andrea Boraschi

DEONTOLOGIE I media rilanciano quel che impone il Vaticano. I giornalisti si lasciano dettare i contenuti da un capo di Stato straniero che agisce come attore politico nazionale senza batter ciglio. E l’associazione di categoria nicchia.

Ieri, nell’editoriale di Terra, scrivevamo come il Vaticano eserciti da tempo una campagna d’intervento nel dibattito pubblico fortemente condizionante degli orientamenti e delle scelte politiche. Testamento biologico, fecondazione artificiale, aborto, contraccezione, coppie di fatto, matrimoni e adozioni gay, politiche sulle droghe, ora di religione a scuola: sono le battaglie che la curia di Ratzinger, e la Cei in primis, conducono quotidianamente.

Giornalisti con fioretto, clava e cannone. Ma non in silenzio

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Mario Guarino

EDITORIA «Stampa bugiarda, poveri noi». E adesso l’Italia deve fare i conti anche con quest’ennesimo tentativo d’intimidazione. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi vuole imbavagliarci. Senza toccare tutti i suoi amici.

Non sorridete, Vittorio Feltri è così. Dovreste vederlo quando scende in pista (categoria: gentleman) con i suoi trottatori. Tutto compito, sorridente, s’inchina spesso (non si sa se più per sussiego o per accattivarsi gli avversari). In genere, fa gare d’attesa, ma vince assai poco. Sarà anche per questa frustrazione che giunto nell’ufficio di via Negri ripone nel cassetto il frustino, tira fuori il cannone e spara: sempre, però, in una direzione (deve avere il paraocchi).

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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