giustizia

L’economia poco etica è in crisi

Antonio De Simone (Terra Campania)
RIFLESSIONI. Lo sviluppo senza dignità personale e decoro umano è vettore di povertà, di iniquità, di ingiustizia

Avidità, incartata nel classico pacco alla napoletana: questa è la sintesi della causa, dei motivi e degli strumenti con cui la crisi finanziaria internazionale ha rimbombato nel mondo.

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«E' ancora tutto marcio»

Giuliano Rosciarelli
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GIUSTIZIA. Luca Magni, l’imprenditore che diede il via a Tangentopoli nel 1992 denunciando la corruzione nel Pio Albergo Trivulzio, commenta la relazione della Corte dei Conti: «Poco o niente è cambiato. Se non paghi non lavori».

Un paese affetto da una patologia grave nella pubblica amministrazione che si chiama corruzione. Questa è la penosa foto dell’Italia presentata dalla Corte dei Conti.

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«Mio padre non liberò Moro»

Dina Galano
GIUSTIZIA. Nel processo a carico del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, a sorpresa il pm Gatto chiede di ascoltare un nuovo teste. La parola tornerà a Massimo Ciancimino, che svela retroscena sul sequestro del presidente democristiano.

Il processo dove il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa (dopo la condanna a nove anni in primo grado) si fermerà per due settimane, tempo necessario alla difesa per prendere visione dei faldoni con cui il pm Nino Gatto ha motivato la richiesta di riapertura del processo.

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Gli altri due impediti

Giorgio Frasca Polara
GIUSTIZIA. Si cominciano a vedere i devastanti (e anticostituzionali) effetti della scandalosa legge varata la settimana scorsa dalla Camera, e che già domani va all’esame del Senato, in preventivo “esame” della commissione Giustizia.

Si cominciano a vedere i devastanti (e anticostituzionali) effetti della scandalosa legge varata la settimana scorsa dalla Camera, e che già domani va all’esame del Senato, in preventivo “esame” della commissione Giustizia. L’ancor più scandaloso allargamento dei benefici della fuga dai processi a tutti i membri del governo è oggi un ombrello anche per due ministri. Due sino a questo momento, ma a naso la lista si allungherà.

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Violenza e cattivi maestri

Gianpaolo Silvestri
SENTENZE. Apre inediti scenari la sentenza del tribunale civile di Milano in merito alla vicenda di una ragazzina di 12 anni violentata ripetutamente dal 2001 al 2003. La causa civile, intentata dopo la conclusione del processo penale, è finita con la condanna dei genitori dei violentatori al pagamento di 450mila euro alla vittima.

Apre inediti scenari la sentenza del tribunale civile di Milano in merito alla vicenda di una ragazzina di 12 anni violentata ripetutamente dal 2001 al 2003. La causa civile, intentata dopo la conclusione del processo penale, è finita con la condanna dei genitori dei violentatori al pagamento di 450mila euro alla vittima.

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Mafia, processi a rischio

Alessandro De Pascale
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GIUSTIZIA. Una norma del pacchetto sicurezza inasprisce le pene. Ma oltre il tetto dei 25 anni per la Cassazione è competente la Corte d’Assise. Rendendo nulle le attività svolte dai tribunali. Ferranti (Pd): «L’errore si trasforma in orrore».

E' uno dei soliti paradossi italiani. L’inasprimento delle pene per i mafiosi, rischia di far saltare parecchie decine di processi a Cosa Nostra. Il problema è una norma contenuta nel pacchetto sicurezza, approvato a luglio 2008 che modifica il codice penale. In presenza del reato di associazione mafiosa, il 416-bis, sono state elevate le pene. «Al secondo comma, le parole “da sette a dodici anni” sono sostituite dalle seguenti: “da nove a quattordici anni”».
 

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Condizioni di lavoro impossibili. Dipendenti giudiziari in sciopero

Sara Picardo
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PROTESTA. Cancellieri, impiegati, segretari. Persone che, in condizioni disastrose e regolarmente sotto organico, mandano avanti i processi nelle aule dei tribunali. Oggi incrociano le braccia e scendono in piazza a Roma.

Mentre i precari e gli esternalizzati della Sanità laziale scioperano in presidio di fronte la giunta regionale, assieme ai lavoratori socialmente utili e ai lavoratori di pubblica utilità (Lsu e Lpu), davanti a tutte le corti d’Appello d’Italia altri lavoratori incrociano le braccia, in uno sciopero nazionale proclamato dai sindacati Rdb, P.I., FpCgil, Uilpa e Flp.

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Padri (ir)responsabili

Federico Tulli
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GIUSTIZIA. I genitori dei ragazzi violentatori di una ragazzina di 12 anni sono stati condannati a pagare 450mila euro alla vittima. Il giudice del Tribunale civile di Milano: colpevoli di non aver educato ai sentimenti e alle emozioni.

«Una sentenza lungimirante, intelligente e profonda». Così la neonatologa e psicoterapeuta dell’Università di Siena, Maria Gabriella Gatti, commenta l’atto con cui il tribunale civile di Milano ha condannato i genitori di adolescenti che hanno ripetutamente violentato una ragazzina di 12 anni, al pagamento di 450mila euro alla vittima.
 

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La Camera approva il legittimo impedimento salva-premier

Giorgio Frasca Polara
GIUSTIZIA. Non senza momenti di tensione, nonostante la larga maggioranza, è stata approvata la misura che proteggerà i membri del governo dai processi per i prossimi 18 mesi. Ora la parola al Senato. Intanto si lavora al “Lodo Alfano bis”.

Impressionante l’arroganza del centrodestra: facendo strame non solo della Costituzione ma persino delle più elementari regole giuridiche, la maggioranza Pdl-Lega (con l’ondivago supporto dell’Udc) ha imposto ieri pomeriggio alla Camera l’approvazione di una nuova legge-vergogna questa volta ad personas: non solo il presidente del Consiglio ma anche tutti i ministri godranno dell’inaudito privilegio di fa

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Le ceneri di Forza Italia

Vincenzo Mulè
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GIUSTIZIA. Nuove rivelazioni di Massimo Ciancimino sul ruolo di Dell’Utri nel portare avanti la presunta trattativa tra Stato e Cosa nostra. Forgione: «Un quadro inquietante sulla permanenza di una interlocuzione tra mafia e politica».

Era Marcello Dell’Utri “l’amico senatore” citato in un pizzino del boss Provenzano. Lo ha rivelato Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito condannato per mafia, ieri nell’aula bunker dell’Ucciardone, nel processo in cui l’ex comandante dei Ros Mario Mori e il colonnello dei carabinieri Mauro Obinu sono imputati per favoreggiamento per la mancata cattura di Provenzano nel 1995.
 

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