giustizia

Toghe, medici e prof

Dina Galano
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PROTESTE. I maggiori comparti del pubblico insorgono contro i tagli previsti in manovra. Dalla piazza l’allarme dei medici: «A rischio il diritto alla salute». Da stamane il settore giustizia inizia la sospensione delle udienze.

Dopo l’agitazione dei professori che ha portato a occupazioni di piazza e allo sciopero degli scrutini, il testimone è passato ieri ai camici bianchi, oggi alle toghe rosse. Come in una staffetta olimpica, le maggiori categorie del comparto pubblico sono in disperato affanno a causa dell’incombente approvazione della manovra. Contro i tagli al welfare che costringeranno a ridurre sensibilmente i servizi e gli organici. I primi a saltare saranno i dipendenti con contratti precari, ma per tutti sono garantite contrazioni sulla busta paga e blocco del turn over.

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La protesta è in bianco e nero

Dina Galano
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INTERCETTAZIONI. Il giorno successivo al sì del Senato al disegno di legge, partiti e piazza sono in agitazione. Pagine vuote sui quotidiani, braccia fasciate in segno di lutto. Mentre si prepara una mobilitazione unitaria.

Invocato il dovere alla disobbedienza civile, si allarga la mobilitazione. L’approvazione del disegno di legge sulle intercettazioni da parte del Senato ha riacceso gli animi di tutte le categorie colpite aprendo una stagione di opposizione che coinvolgerà la piazza, assicurano tutti. L’obiettivo è mantenere alta la guardia, almeno fino alla discussione a Montecitorio del provvedimento che ora giace in commissione Giustizia alla Camera per un nuovo esame.

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Fiducia numero trentatré

Dina Galano
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INTERCETTAZIONI. Il lavoro in commissione Giustizia si chiude senza il voto degli emendamenti. L’atto estremo del governo, per il Pdl, «è giustificato dall’ostruzionismo dell’opposizione». Che, compatta, conferma il no al ddl.

Prende la parola il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito: «Il governo, apprezzate le circostanze, pone la fiducia su un emendamento interamente sostitutivo del testo, che tiene in considerazione l’approfondito lavoro che è stato svolto dalla commissione Giustizia».

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Riforma della giustizia

Stefano Anastasia
DIFENSORE CIVICO. La riforma delle intercettazioni è tornata in Commissione. Cercheranno il modo di far quadrare il cerchio, tra le motivazioni manifeste e quelle latenti, tra gli intendimenti degli uni e quelli degli altri.

La riforma delle intercettazioni è tornata in Commissione. Cercheranno il modo di far quadrare il cerchio, tra le motivazioni manifeste e quelle latenti, tra gli intendimenti degli uni e quelli degli altri. Vedremo cosa ne uscirà, se servirà a qualcosa, e a chi.
 

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Quanta ipocrisia sul ddl “Svuota carceri”

Alessandro Gerardi (membro del Comitato radicale per la Giustizia Piero Calamandrei)
COMMENTI. Dopo una dura battaglia dei Radicali il ministro Alfano ha presentato un disegno di legge per l’esecuzione domiciliare delle pene detentive inferiori a un anno. Contro il quale si è scatenato il fuoco incrociato di Lega, Idv e Pd.

In Italia, tra i detenuti che stanno scontando una condanna definitiva, il 32,4% ha un residuo pena inferiore ad un anno, addirittura il 64,9% inferiore a tre anni, soglia che rappresenta il limite di pena per l’accesso alle misure alternative della semilibertà e dell’affidamento in prova al servizio sociale.

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Quale risarcimento?

Stefano Anastasia (L'inkontro.info)
DIFENSORE CIVICO. Quale risarcimento sarà mai possibile dare a una madre che ha perso un figlio, a una moglie che ha perso un marito, a una figlia che ha perso il padre?

Quale risarcimento sarà mai possibile dare a una madre che ha perso un figlio, a una moglie che ha perso un marito, a una figlia che ha perso il padre? Quale risarcimento economico, morale, materiale, simbolico? Non c’è nulla nella vita umana che possa risarcire una simile perdita e certo non lo si può chiedere a quella prosaica forma di giustizia che si raggiunge allo stato degli atti in un’aula di tribunale e si affida, come possibile, all’esecuzione di una pena comminata in nome della legge.
 

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Cooperare per i diritti

Patrizio Gonnella (L'inkontro.info)
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INIZIATIVE. Fernando Gutiérrez Vera, defensor del pueblo dell’Ecuador, è in Italia per siglare accordi istituzionali.

ll diritto umano all’acqua è un diritto fondamentale.” Così recita l’articolo 12 della nuova Costituzione della Repubblica dell’Ecuador. Il successivo articolo 51 si occupa di prigionieri.

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Un appello contro tutti i Cie in Italia

Rossella Anitori
IMMIGRAZIONE. «Nella tua città c’è un lager». È questo lo slogan che accompagna l’appello lanciato dalla Rete Antirazzista per chiedere la chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione che sono in Italia.

"Nella tua città c’è un lager". È questo lo slogan che accompagna l’appello lanciato dalla Rete Antirazzista per chiedere la chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione che sono in Italia. La rete punta il dito contro i Cie, definendoli «un’istituzione illegale, risultato di abusi giuridici e leggi razziali», e aggiungendo che rappresentano «buchi neri del diritto nazionale e internazionale».
 

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Il Colle bacchetta Alfano

Dina Galano
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CARCERE. Il presidente Napolitano interviene durante l’anniversario della Polizia penitenziaria: «Ineludibili gli interventi per il superamento delle criticità». E il governo ripropone la soluzione del “Piano edilizio”.

Quasi duecento anni di servizio penitenziario, e gli agenti italiani mostrano esplicito disappunto per le condizioni di estrema difficoltà in cui sono costretti a lavorare. In sottorganico loro, sovraffollate come mai nella storia della Repubblica le celle su cui devono vigilare.

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Gli ispettori a Catania

Vincenzo Mulè
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SICILIA. Nella procura è in atto una guerra tra magistrati. Un gruppo spinge per l’arresto del presidente della Regione Raffaele Lombardo. E va contro il volere del procuratore capo D’Agata. Alfano vuole vederci chiaro.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano vuole vederci chiaro. E, dopo averlo minacciato, ha deciso di inviare gli ispettori del ministero presso la procura di Catania. Al centro nei giorni scorsi di una serie di polemiche dopo la fuga di notizie circa un imminente arresto del presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo. La notizia era nell’aria da giorni, da quando era divenuto evidente lo scontro tutto interno che si sta consumando nel palazzo di giustizia siciliano.
 

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