Che impatto ha sul mondo il tuo carrello della spesa?

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Emanuele Bompan

CONSUMO ETICO. Daniele Pernigotti, autore di Carbon Footprint. Calcolare e comunicare l’impatto dei prodotti sul clima, spiega come un’etichetta possa cambiare la lotta al global warming.

Mentre si dovrà attendere il 2020 per un trattato legalmente vincolante per tagliare le emissioni di gas serra, la Terra non attende. Cosa fare quindi per poter promuovere un’azione dal basso per cercare di contenere le emissioni di anidride carbonica o di monossido di carbonio?

Cibo e clima. Le priorità ignorate dai G20

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Susan Dabbous

SUMMIT. Aumento delle riserve alimentari per abbassare i prezzi e fondi per la mitigazione del global warming i grandi assenti a Cannes.

Cannes, il giorno dopo. Tra gli orfani delle politiche ambientali e sociali la delusione è più forte delle altre volte. Non è il solito vertice in cui molto si promette e poco si fa, quello che si è concluso ieri è stato un summit dove le 20 economie più forti, che rappresentano insieme il l’80 per cento del Pil mondiale, sui disastri ambientali in corso non hanno speso una parola.

Tuvalu va giù nell’indifferenza. Il mare la sta inghiottendo

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Valentina Perugini

GLOBAL WARMING. Il punto più alto dell’isola nel Pacifico è soltanto cinque metri sopra il livello delle acque e la maggior parte del territorio è a meno di un metro. L’unica via resta la fuga.

A Funafuti e in tutta l’isola di Tuvalu, nell’Oceano Pacifico, in cui abitano poco più di 10.000 persone, non piove da novembre 2010. La siccità è attribuita principalmente a La Niña, il ciclone tropicale che colpisce ciclicamente la zona, ma il problema è connesso strettamente al cambiamento climatico e all’innalzamento del livello del mare, che provoca forti disagi e preoccupazioni fra gli abitanti.

Negli oceani il segreto del global warming

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Marco De Vidi

CLIMA. Una ricerca dimostra che le profondità marine assorbono parte del calore che entra nell’atmosfera, portando a brevi periodi di temperature stabili. Ma l’innalzamento complessivo dovuto all’effetto serra non è in discussione.

Le profondità oceaniche assorbono il calore e “nascondono” il riscaldamento globale. L’innalzamento delle temperature in atmosfera non appare infatti sempre lineare, ma si riscontrano dei momenti di “pausa”, in realtà solo apparente. Nei prossimi decenni si registreranno brevi periodi caratterizzati da temperature mediamente stabili, o addirittura in diminuzione, e ciò proprio a causa della presenza degli oceani.

Gli Usa e il climate change. Una difficile partita politica

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Emanuele Bompan

INCHIESTA. I tagli voluti dai Repubblicani al Dipartimento di Stato e alle agenzie Onu per il clima metterebbero a rischio la lotta al global warming. Ecco i protagonisti del braccio di ferro.

Gli Usa rivestono da sempre una posizione controversa all’interno dei negoziati sul clima, promossi all’interno dell’Unfccc, la convenzione quadro Onu sul cambiamento climatico. Bill Clinton non riuscì a firmare nessuna legge per diminuire il numero di emissioni climalteranti made in Usa, George W. Bush, per otto anni si oppose strenuamente ad ogni regolamentazione delle emissioni, evitando la ratifica del protocollo di Kyoto.

Siccità mondiale e guerre civili. Il ruolo del global warming

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Alessio Nannini

CLIMA. Uno studio della Columbia University ha evidenziato una stretta correlazione fra il ciclo di El Nino e la nascita di conflitti bellici. Una rapporto che però non comprende i paesi più ricchi.

I cambiamenti climatici tendono a minacciare la pace e la sicurezza mondiale. Lo afferma una recente ricerca della Columbia University, in un certo senso anticipata nei contenuti dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite giusto un mese fa. Allora il segretario Ban Ki-moon aveva definito il global warming una «miscela diabolica» perché capace di aggravare situazioni già ai limiti della sopravvivenza e di crearne altrettante altrove.

California, la misteriosa morte delle sequoie

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Emanuele Bompan

USA. Un albero secolare cade all’improvviso nel Bosco di Muir. Sul tronco nessun segno dell’uomo, di parassiti o fulmini. Todd Dawson, biologo della Università di Berkley: «Colpa del climate change».

Lo scorso 9 giugno un albero è caduto, senza che nessuno potesse udirne il tonfo, il suono secco del suo tronco spezzarsi. Era una sequoia della California, venuta giù lungo il sentiero di Chatedral grove nell’incantato Muir Wood, il Bosco di Muir, poche miglia al di là del Golden Gate bridge di San Francisco. Il suo peso ha frantumato il cemento del sentiero turistico, calcato ogni anno da centinaia di migliaia di turisti che vengono a visitare il Muir Woods National Monument.

Una metropoli fresca di bianco

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Pierpaolo De Lauro

INIZIATIVE. A New York gli attivisti di White Roof Project ridipingono
i tetti con colori chiari per diminuire il riscaldamento globale e i consumi.
 

Risparmiare l’equivalente dell’energia prodotta da 14 centrali può essere un gioco da ragazzi. Basta pennello e pittura, salire sul tetto di un palazzo e ridipingerlo di bianco. Sembra uno scherzo eppure può essere un’idea valida per salvare il Pianeta. Il White roof project (il “progetto tetti bianchi”, www.whiteroofproject.com) è stato lanciato a New York da un gruppo di attivisti, stanchi di subire la calda estate della Grande Mela.

Inutili negoziati a Bonn. «Dopo Kyoto, il vuoto»

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Diego Carmignani

CLIMA. Il climatologo Vincenzo Ferrara spiega quali siano le prospettive della lotta al global warming, alla luce del summit tedesco: «Si prevede un interregno alla scadenza del Protocollo».

Si sono appena conclusi a Bonn i negoziati ufficiali della Convenzione quadro dell’Onu sui cambiamenti climatici. Con quali risultati?

Ipcc: catastrofi naturali sempre più frequenti

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Susan Dabbous

GLOBAL WARMING. Cinquanta scienziati Onu concordano sull’aumento dei disastri. Poca la prevenzione. Solo un porto su 5 nel mondo costruisce argini contro l’incremento del livello del mare.

Proprio ora che il negazionismo stava iniziando a passare di moda, i cambiamenti climatici sono spariti dal dibattito pubblico internazionale. Eppure le prove scientifiche che collegano il climate change alla maggiore frequenza dei disastri naturali non fanno che aumentare. Incendi, inondazioni, frane e siccità, ne sono le prove più evidenti, ma ci sono anche molte catastrofi silenziose, come l’anticipazione delle stagioni che non permette a milioni di piccoli agricoltori di fare i giusti calcoli per la semina.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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