Il disastro Expo 2015

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Alessandro De Pascale

MILANO. Per la Corte dei Conti le «incertezze» del governo, che sull’esposizione universale ha cambiato idea troppe volte, «potrebbero determinare il mancato raggiungimento dell’obiettivo».

Una «fitta rete», praticamente «un susseguirsi di provvedimenti governativi» hanno cambiato più volte «progetti, soggetti attuatori e piano di investimento delle opere», determinando una «poco lineare dinamica dei finanziamenti e della loro ripartizione». C’è poi la «complessità derivante dalla struttura operativa», data dalla creazione di «una pluralità di centri decisionali».

Monti incassa la fiducia «Via con la fase due»

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Vincenzo Mulè

POLITICA. Sì del Senato alla manovra con 257 voti a favore e 41 voti contrari. I risultati segnano un calo rispetto ai 281 sì e 25 no che a novembre hanno consentito la nascita del nuovo esecutivo.

«La fase due è già cominciata». Lo ha detto il presidente del Consiglio Monti lasciando il Senato dopo avere ricevuto il via libera dall’aula di Palazzo Madama alla fiducia posta dal governo sul decreto legge sulla manovra economica. I sì sono stati 257, 41 i no. Il decreto «salva-Italia» passerà ora alla firma del capo dello Stato per poi diventare legge con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Una manovra complessiva di 34,9 miliardi nel 2014, di cui 21,4 di correzione dei conti.

Il conflitto di interesse che agita i no Ponte

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Vincenzo Mulè

GRANDI OPERE. Alcune delle più importanti associazioni ambientaliste scrivono a Monti: si chiuda per sempre il progetto dello Stretto. Ma il passato di alcuni membri del governo fa paura.

La bocciatura dell’Unione europea, che lo scorso ottobre lo aveva escluso dai progetti prioritari nel quadro delle grandi reti transeuropee sembrava avere decretato la parola fine al simbolo delle grandi opere italiane: il ponte sullo Stretto di Messina, «opera farsa» per gli ambientalisti del Wwf, «opera bandiera» per il governo Berlusconi. Sul progetto, però, ancora non è stata scritta l’ultima parola.

Dalla Camera sì a Monti. Ma i poli sono a pezzi

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Valentino Corvi

POLITICA. L’Aula approva la fiducia alla manovra varata dall’esecutivo. Dopo il voto, però, scoppia la polemica negli schieramenti. Nel centrodestra la Lega dice no, mentre Idv e Pd sono ai ferri corti.

Il governo Monti ottiene la fiducia sulla manovra economica, ma ha visto assottigliarsi la sua maggioranza “bipartisan”: nel primo pomeriggio di ieri, infatti, ha visto 495 voti (sulla questione di fiducia) a favore, 88 contrari e quattro astenuti. Non hanno votato 23 deputati del Pdl, 3 di Fli e 2 del Pd, più 5 del Misto e 2 di Popolo e Territorio. Quattro gli astenuti, tutti del Pdl. Sei i parlamentari in missione.

Manovra: lo slalom del professor Monti

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Emanuele Milanese

GOVERNO. Aumento del prelievo sui patrimoni scudati, tassa sugli estratti conto e sulle case all’estero, prelievo sulle pensioni d’oro, sconto sull’Imu per chi ha figli, farmaci liberalizzati.

Il governo di Mario Monti ha presentato ieri sera alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera i suoi emendamenti alla manovra economica mentre il voto in Aula è intanto slittato al 21 dicembre. Queste le principali voci della manovra. Un aumento dall’1,6 al 2% del prelievo sui patrimoni «scudati». Arriva la tassa dello 0,76% per gli immobili detenuti all’estero L’imposta, si spiega, «è dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso.

Ambiente e agricoltura. I nuovi ministri

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Alessandro De Pascale

IL NUOVO GOVERNO. Ecco chi sono Corrado Clini, il nuovo ministro dell'Ambiente e Mauro Catania, il nuovo ministro dell'Agricoltura.

Il nuovo ministro dell’Ambiente, che sostituisce l’inefficace lavoro condotto da Stefania Prestigiacomo, si chiama Corrado Clini. Le sue prime parole, pochi minuti dopo l’annuncio della nomina fatto dal premier Monti, sono state: «Mi preparo a un impegno che onorerò nel modo migliore. I primi passi saranno gli ultimi che ci ha lasciato l’altro governo. C’è un calendario di impegni, obblighi derivanti da direttive europee su cui lavorare».

E' nato il governo monti. Oggi la fiducia

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Alessandro De Pascale

GOVERNO. Nessun politico nell'esecutivo, solo accademici, professionisti e banchieri. Si avvicina il momento della prova dei mercati.

L’Attesa è sembrata infinita. Oltre 2 ore e mezza di colloquio con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Subito dopo pranzo, nella giornata di oggi (16 novembre), il nuovo presidente del consiglio, il cattolico, liberale, ex rettore dell’università Bocconi di Milano e neo senatore a vita, Mario Monti, ha presentato il suo nuovo attesissimo governo.

Il Pdl si spacca su Monti

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Vincenzo Mulé

POLITICA. Nell’ormai ex maggioranza è scontro totale. Insulti tra Frattini e La Russa. La Lega insiste: Dini o saremo all’opposizione. Via libera del Senato al ddl di stabilità. Ieri primo giorno a Palazzo Madama per l’ex commissario Ue. Il presidente della Repubblica Napolitano ribadisce: «Serve un’azione condivisa». “Indignati” di nuovo in piazza.

Appoggiare o meno un governo tecnico guidato da Mario Monti. È questo il dilemma che sta finendo di spaccare il già disastrato Pdl. Secondo quanto riportato da fonti parlamentari della maggioranza, Silvio Berlusconi non ha nulla di contrario verso Mario Monti, né contesta la formula delle larghe intese, ma deve fare i conti con un Pdl a rischio balcanizzazione e spaccato in due, dove tanti esprimono perplessità sul nome dell’ex commissario Ue.

Cav e dimissioni, è giallo. Maggioranza sul filo

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Monica Cataldo

POLITICA. Dal sito del Foglio Giuliano Ferrara ha preannunciato il passo indietro del presidente del Consiglio. Poi la smentita dello stesso Berlusconi. E ora c’è attesa per il voto sul rendiconto in Aula.

«Voglio vedere in faccia i traditori. Porrò la fiducia sulla lettera all’Ue». Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, smentisce così le dichiarazioni di chi, da ieri mattina, dà per certe le sue dimissioni. Una lenta agonia quella del governo Berlusconi quater che, a detta dello stesso ministro Roberto Maroni «non ha più la maggioranza». Continua, infatti, la fuga dal Pdl con la fedelissima Gabriella Carlucci approdata da ieri nell’Udc di Pierferdinando Casini.

Abbattuto dagli “scilipoti” e dai mercati

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Luca Bonaccorsi

ECONOMIA. Il 2012 è un'anno molto delicato per l'Italia. Per la politica, ma non solo.

Per ironico o surreale che sia, saranno gli “scilipoti” (nell’accezione “crozziana”) e i mercati a cacciare Berlusconi la prossima settimana. Ovvero due “categorie” della politica tra le più detestate nel centrosinistra. Il popolo degli scilipoti, ma anche qualcuno dentro il Pdl, ha capito che stante la predisposizione del Quirinale a evitare le elezioni nel 2012, l’investimento migliore è quello verso il “governo tecnico”.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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