Governo

Verdini attacca e rompe

Vincenzo Mulè
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INCHIESTE. Sfogo del coordinatore del Pdl: «Mai stato in una rete segreta e mai toccato un soldo. Dell’Utri amico fraterno, mai scaricato». A Fini: «Sgarbato, non mi ha tutelato». Su Caldoro: «Sostenuto lealmente».

Avrebbe voluto prendere di petto uno per uno tutti i giornalisti che aveva di fronte. Pilotarne le domande. Urlare loro la sua «verità. Sola la mia è la verità». Avrebbe voluto andarci giù pesante con tutti, perchè quello che «mi ha investito non è robetta, siamo sul penale». E, invece no.

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Pdl alla resa dei conti

Aldo Garzia
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DAL TRANSATLANTICO. Nel Popolo delle libertà la componente finiana continua ad essere messa sotto accusa dai berluscones. E ora i seguaci di Gianfranco Fini temono imboscate nel voto sul ddl intercettazioni.

Gianni Alemanno, sindaco di Roma, ha convocato nel fine settimana i Circoli di Nuova Italia a Orvieto. Da lì sono partiti molti siluri contro il deputato Fabio Granata, finiano, vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, che aveva criticato la politica di alcuni esponenti del governo nella lotta alla mafia.

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Nessuna ragione alle Regioni

Aldo Garzia
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POLITICA. Fumata nera dall’incontro tra governatori e ministri. L’asse Berlusconi-Tremonti sulla manovra ha respinto le richieste della Conferenza guidata da Errani. Che torna a minacciare: «Riconsegneremo le deleghe».

Facce buie nella sala stampa della presidenza del Consiglio, quando - terminato il previsto incontro con Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, ministro dell’Economia - è toccato ai presidenti delle Regioni spiegare il flop del negoziato con il governo sulla manovra economica. I più affranti erano Roberto Formigoni e Renata Polverini, presidenti di centrodestra di Lombardia e Lazio.
 

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Non può durare

Enrico Fontana
IN FONDO. Il governo Berlusconi, quando si tratta di scegliere con chi trattare e chi lasciare fuori dalla porta, ritrova la sua vera identità. Forte con i deboli e debole con i forti.

Emma Marcegaglia se l’è cavata con un colpo di telefono. Per i rappresentanti dei Cocer, i “sindacati” delle forze armate, è stata sufficiente una conferenza stampa. I cittadini de L’Aquila, invece, hanno dovuto invadere il

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Gianfranco Fini e la debole restaurazione conservatrice

Alessio Postiglione
COMMENTI. Gianfranco Fini ha, forse, un progetto politico molto affascinante: ma anche antico e, probabilmente, perdente. Il nostro presidente della Camera logora al fianco Berlusconi perché ha intenzione di proporre una grande restaurazione conservatrice che in Italia, paradossalmente, sia in grado di accendere le speranze più diverse.

Gianfranco Fini ha, forse, un progetto politico molto affascinante: ma anche antico e, probabilmente, perdente. Il nostro presidente della Camera logora al fianco Berlusconi perché ha intenzione di proporre una grande restaurazione conservatrice che in Italia, paradossalmente, sia in grado di accendere le speranze più diverse.

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Testo unico del disastro

Erasmo Venosi
NORME. Il nuovo “Codice ambientale”, approvato dal governo con la scusa della semplificazione normativa, compromette ulteriormente la difesa dell’ambiente e delle persone. Italia sempre peggio.
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«Seduti su una polveriera»

Valerio Ceva Grimaldi
INTERVISTA. Il leader degli industriali di Napoli, Gianni Lettieri: «Il governo dimentica il Sud. Una visione strategica per queste zone ancora non s’è vista». Gli aumenti dell’Irap? «Meriterebbero una rivoluzione».

Gianni Lettieri, classe 1956, imprenditore nei settori tessile e abbigliamento, è il presidente dell’Unione industriali di Napoli da 6 anni. Cordiale e deciso quanto basta in una regione frontiera come la Campania, assediata da emergenze ormai incancrenite, ha vissuto l’ascesa e la rovina del bassolinismo.

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Il Nepal cerca ancora la sua strada verso la democrazia

Paolo Tosatti
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ASIA. Le dimissioni del primo ministro Madhav Kumar Nepal potrebbero portare alla formazione di un governo di unità nazionale e al ritorno dei maoisti. Il rischio però è quello di una nuova paralisi istituzionale.

Una lenta agonia che si è conclusa con un’inevitabile resa. Dopo 13 mesi alla guida di un esecutivo formato da una coalizione di 22 partiti il primo ministro nepalese Madhav Kumar Nepal ha rassegnato le dimissioni, cedendo alle continue richieste dei maoisti e del loro storico leader Pushpa Kamal Dahal, meglio conosciuto come Prachanda, “il fiero”.

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Il premier richiama all’unità

Dina Galano
INTERCETTAZIONI. Il giorno dopo il richiamo alla rapidità del premier durante il vertice di Palazzo Grazioli, ad essere posta a verifica è la coesione della maggioranza.

Il giorno dopo il richiamo alla rapidità del premier durante il vertice di Palazzo Grazioli, ad essere posta a verifica è la coesione della maggioranza. Il ddl intercettazioni, ha intimato il premier, può anche essere modificato ma va licenziato entro l’estate, insieme alla manovra e alla riforma dell’università.

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La resa di Berlusconi

Aldo Garzia
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INTERCETTAZIONI. «Cambiamola, emendiamola, rivediamola, ma approviamola: è nell’interesse di tutti, altro che casta». Sul ddl più discusso il Cavaliere viene a patti con la realtà. Facendo i conti con i finiani.

«Cambiamola, emendiamola, rivediamola, ma approviamola: è nell’interesse di tutti, altro che casta». Questo tono di Berlusconi sarebbe stato impensabile fino a qualche giorno fa, quando il premier aveva impugnato il diktat: o intercettazioni subito o elezioni. Qualche volta anche lui deve venire a patti con la realtà. Ma non è detto che nei prossimi giorni torni a scalciare.

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