Il conflitto di interesse che agita i no Ponte

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Vincenzo Mulè

GRANDI OPERE. Alcune delle più importanti associazioni ambientaliste scrivono a Monti: si chiuda per sempre il progetto dello Stretto. Ma il passato di alcuni membri del governo fa paura.

La bocciatura dell’Unione europea, che lo scorso ottobre lo aveva escluso dai progetti prioritari nel quadro delle grandi reti transeuropee sembrava avere decretato la parola fine al simbolo delle grandi opere italiane: il ponte sullo Stretto di Messina, «opera farsa» per gli ambientalisti del Wwf, «opera bandiera» per il governo Berlusconi. Sul progetto, però, ancora non è stata scritta l’ultima parola.

Ponte, da farsa a balletto. Ora il governo ci ripensa

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Vincenzo Mulè

GRANDI OPERE. Prima una mozione approvata alla Camera impegnava l’esecutivo alla soppressione dei finanziamenti per il mega progetto. Poi le critiche di Matteoli. Adesso il nuovo annuncio: «Si farà».

Se, come in maniera ossessiva il governo continua a affermare, il Ponte sullo stretto si farà, che cali il velo sulla provenienza dei finanziamenti privati. Perchè, come è ormai noto, soldi pubblici sull’opera non ne verranno. Né dall’Europa né dall’Italia. Due giorni fa, la Camera ha approvato una mozione dell’Idv che impegna l’esecutivo alla «soppressione dei finanziamenti» previsti per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

«Stop alle grandi opere. Sono inutili e costose»

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Rossella Anitori

IL CASO. Per l’Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni nelle infrastrutture e nei trasporti la linea Torino-Lione, il ponte sullo Stretto e il terzo valico Milano-Genova «vanno cancellati».

«Il traforo della Val Susa, il ponte sullo Stretto e il terzo valico Milano-Genova vanno cancellati». A dirlo stavolta non sono gli attivisti che da Nord a Sud del Paese si battono in difesa del territorio, ma l’Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni nelle infrastrutture e nei trasporti (Onlit).

No Tav:«Accerchieremo il cantiere che non c’è»

Rossella Anitori

MOBILITAZIONE. I comitati lanciano un presidio notturno per ribadire il no all’opera. Intanto tre attivisti iniziano lo sciopero della fame «per costringere i politici al confronto».

Notte di protesta in Val di Susa. I comitati che si battono contro l’Alta velocità hanno organizzato per oggi alle 23 una nuova manifestazione. «Accerchieremo il cantiere che non c’è» spiega Ermelinda, militante No-tav. I lavori per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione infatti non sono ancora partiti, ma gli uomini in divisa non smettono di arrivare. Questa settimana è stata la volta degli alpini della Taurinense di ritorno da Kabul.

La guerra di Bruxelles alle opere mai partite

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Alessandro De Pascale

INFRASTRUTTURE. La Commissione europea modifica il proprio Piano d’azione sui trasporti. Le risorse non utilizzate dagli Stati membri serviranno a collegare l’Europa con i Paesi limitrofi.

La Commissione europea modifica il proprio Piano d’azione per i trasporti. Nuove priorità, che indirettamente serviranno a rilanciare anche l’economia dell’Eurozona. L’obiettivo è «rafforzare le connessioni ad est»: con le aree vicine (quali i Balcani, i Paesi del Mediterraneo e dell’ex Unione Sovietica) per le merci da esportare, visto che l’Ue è «il principale partner commerciale», tra Europa ed Asia per quelle da importare.

Tav, scongiurata l’ipotesi di militarizzare i cantieri

Simone Bauducco

VAL DI SUSA. La scadenza per l’inizio dei lavori si avvicina e i contestatori presidiano ancora l’area. Il ministro Maroni: «Questione di ordine pubblico», il sindaco Fassino: «Tutto pur di rispettare i tempi».

Il progetto va avanti, ci sarà un presidio delle forze dell’ordine, ma non ci sarà l’utilizzo dei militari». Con queste parole il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha concluso il vertice sulla sicurezza di ieri mattina a Torino. Punto principale all’ordine del giorno la gestione dell’“affaire Tav”.

In marcia contro la Tav. Firenze oggi si mobilita

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Alessandro De Pascale

GRANDI OPERE - La città scende in piazza contro i cantieri dell’alta velocità. «Un progetto inutile e dannoso», attaccano i No Tav. «Già riportati i primi danni agli edifici», denunciano gli ambientalisti.

Partirà oggi alle 10 una “marcia verso i cantieri Tav” di Firenze del quartiere di Rifredi. Una manifestazione per sensibilizzare e informare i residenti della zona sull’impatto dei lavori della nuova stazione ferroviaria sotterranea dell’alta velocità e dei due tunnel con altrettanti binari che attraverserà la città da nord a sud. Con il cosiddetto «sottoattraversamento del centro urbano» che nella vicina Bologna ha già creato diversi problemi.
 

Grandi opere, il flop della Legge Obiettivo

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Diego Carmignani

TRASPORTI. Dieci anni dopo, il provvedimento che doveva accelerare la creazione di infrastrutture strategiche in Italia è in un pantano. La metà dei progetti è in fase di studio e mancano 262 miliardi.

E' datato 2001 uno dei maggiori flop dell’Italia berlusconiana. La legge 443, conosciuta come Legge Obiettivo, è lo strumento che stabilisce procedure e modalità per la realizzazione delle grandi infrastrutture strategiche nel nostro Paese nel decennio 2002-2013. Dieci anni dopo, Legambiente ha presentato un bilancio dei risultati ottenuti analizzando trasformazioni, modifiche delle priorità, aumenti dei costi e dei rischi legati ai cantieri aperti ma senza certezza di realizzazione.

Da Nord a Sud, NO grandi opere

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Ylenia Sina

PROTESTA. Una settimana di mobilitazione che parte dai No Ponte e finisce ai No Tav contro lo sperpero del denaro pubblico.

Con la manifestazione No Ponte di sabato pomeriggio a Messina si è aperta la settimana di opposizione alle grandi opere. Alla giornata di mobilitazione che ha visto migliaia di persone da tutta Italia scendere in piazza nella città dello Stretto seguiranno le manifestazioni No Tav della Val di Susa e No Tunnel di Firenze di sabato prossimo, 9 ottobre. 

Grandi opere, Fiumicino dice No

Assunta Gammardella

MOBILITAZIONE. Per la difesa dell’ambiente e delle spiagge del litorale laziale nasce un coordinamento dei comitati territoriali.

Un porto turistico privato; un porto commerciale; un interporto; il raddoppio dell’aeroporto; un inceneritore: sono alcune delle grandi opere che ben presto saranno realizzate nel comune di Fiumicino, e contro le quali si oppone Fiumicino resiste, il coordinamento dei comitati locali.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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