L’incubo della recessione

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Tommaso Antonucci (Terra L'Inkontro)

ANALISI. Al via una serie di punti di vista sul rischio default dell’Italia. «Riforma fiscale e green economy le priorità».

Il percorso di default pilotato non corrisponderebbe ad una via di uscita dalla crisi, ma ad una delle possibili soluzioni alle pressanti richieste del mondo finanziario. Nello scenario post default, per quanto pilotato possa essere, con tutta probabilità il PIL decrescerebbe, l’Italia tornerebbe ai margini dell’Europa e non ci sarebbero, per molti anni, le condizioni per nuovi investimenti pubblici.

Cgil “verde”: «Insieme ambiente e lavoro»

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Dina Galano

L'INTERVENTO. La segretaria Camusso contro il governo: «Nessuna idea su dove ci sta portando». La green economy, invece, «è una strada importante». La Fiat? «Ottocentesca».

«La Fiat torna a ricette ottocentesche». Sintentica ma eloquente, ecco la risposta che il segretario generale della Cgil Susanna Camusso inoltra all’indomani dell’uscita di Marchionne da Confindustria. «Continuiamo a non capire cosa vuole produrre in Italia perché Fabbrica Italia, il famoso piano annunciato, sembra sempre più una chimera». Di sicuro, l’azienda ripropone da tempo il lancio di un fantomatico Suv quando «molti produttori nel mondo investono nell’auto elettrica considerandola l’unica prospettiva».

New Deal ecologico e sociale

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Angelo Bonelli*

SPECIALE VERDI. La relazione Al Consiglio Federale Nazionale «Diritto al futuro, ricambio generazionale, accesso alla casa, al credito e al mondo del lavoro, una fiscalità più equa, green economy e green jobs, stop al consumo del territorio, sì alle rinnovabili, difesa diritti umani».

Come Verdi e insieme agli amici della costituente ecologista abbiamo promosso alcuni giorni fa  una contromanovra da 68 miliardi di euro dimostrando come è possibile effettuare tagli per rilanciare l’economia attraverso i tagli alle spese per armamenti, portando la tassazione dello scudo fiscale da 5% al 15%, rinunciando ad opere inutili come la Tav in Val di Susa e il Ponte sullo stretto di Messina per rilanciare  le piccole e diffuse opere sul territorio a partire dal trasporto pubblico.

La deforestazione selvaggia non dà tregua all’Amazzonia

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Marco De Vidi

BRASILE. Il sistema di immagini satellitari documenta la diminuzione di superficie boschiva. Un rapporto Unep indica come la gestione delle foreste sia una risorsa per la green economy.

La deforestazione nell’Amazzonia brasiliana prosegue a ritmi elevati. Nonostante gli impegni assunti dal governo Lula alla Conferenza sui cambiamenti climatici svoltasi a Copenaghen nel 2009, anche quest’anno un’ampia superficie di foresta è andata perduta.

«C’è poca trasparenza, così richio di chiudere»

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Giorgio Mottola

LA TESTIMONIANZA. Vito Catauro, giovane imprenditore nel settore delle rinnovabili, è stato escluso dal Registro del gestore dei servizi elettrici: «Viene incentivato chi non ne ha diritto».
 

Quando gli è venuto in mente di costruire una centrale a energia solare, Vito Catauro aveva in tasca una laurea in ingegneria, appena conseguita, e tanta fiducia nelle sorti della Green economy. A soli 27 anni, in un piccolo paese della Campania, ha messo in piedi un’impresa nel settore del fotovoltaico, la Iws projects srl. Ma dopo appena un anno e diverse decine di migliaia di euro investite, rischia di dover già chiudere i battenti.

La città che vogliamo

Pinuccia Montanari

L’eclisse dei diritti umani durante i giorni del G8 è una ferita aperta. Con la cittadinanza onoraria a Mark Covell abbiamo voluto ribadire il valore della democrazia fondata sulla libertà di stampa. Capire cosa sia realmente successo consente di affermare non solo un principio di giustizia, ma il diritto alla legittima difesa. L’avvio in questa settimana di Terra Liguria è di buon auspicio per l’affermazione del diritto della verità di parola. Genova deve essere conosciuta però anche per le sue bellezze e la sua storia.

La sfida di Rubalcaba, nuovo leader del Psoe

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Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MONDO. In Spagna è iniziata la campagna elettorale. Il candidato socialista, che parte sfavorito, ha tenuto il suo primo discorso programmatico che ha ruotato su occupazione, green economy, welfare e qualità della democrazia. Lo ha chiuso con una frase a effetto: «Se non vivi come pensi, finisci per pensare come vivi».

Alfredo Pérez Rubalcaba è da dieci giorni il candidato ufficiale del Partito socialista spagnolo (Psoe) per le elezioni politiche del marzo 2012. L’8 luglio si è dimesso dagli incarichi di ministro dell’Interno e di vicepresidente del Consiglio per impostare una campagna elettorale che per i socialisti assomiglia alla scalata dei Pirenei a bordo di una bicicletta. I sondaggi continuano infatti a dare Mariano Rajoy, candidato premier del Pp (Partito popolare), in testa di ben 10 punti su Rubalcaba.

Il governo rende più cara l’energia di importazione

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Giorgio Mottola

GREEN ECONOMY. D’ora in poi sarà obbligatorio pagare i certificati verdi su tutta l’elettricità comprata all’estero. L’associazione degli imprenditori: «In questo modo aumenteranno le tariffe».

Il governo vara il protezionismo energetico. D’ora in poi l’elettricità importata potrebbe costare molto di più. Ma l’aumento dei prezzi, come al solito, dovranno accollarselo gli utenti. Su tutta l’energia importata si dovranno infatti pagare i certificati verdi. E non solo se la corrente proviene da centrali nucleari transfrontaliere, ma anche nel caso in cui sia stata prodotta da fonti rinnovabili. Il provvedimento è stato inserito nel decreto legislativo 28 del 2011 per rimediare alla disfatta dei certificati di origine.

Ecologia e debito pubblico

Luca Bonaccorsi

Dopo tanto ciarlare governativo, su quanto l’Italia fosse al di fuori e oltre ogni difficoltà finanziaria, Standard & Poor’s ieri è tornata a ricordarci chi siamo veramente: un Paese con tanti debiti, che cresce poco. L’irrilevante decisione di S&P, screditata e inutile agenzia di rating, può almeno servire ad alimentare il dibattito in corso a Roma in questi giorni.

Un vino biodinamico che rispetta la natura

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Donatella Pavan

GREEN ECONOMY. A Magrè (Bz), sul lago di Caldaro, l’azienda vinicola sostenibile Alois Lageder da tempo ha messo al bando i concimi chimici e usa animali da traino al posto dei mezzi meccanici.

Una storia antica, antichissima. Alois Lageder (www.aloislageder.eu) è il nome dell’azienda, ma anche quello dei proprietari, da cinque generazioni. Grazie alla conversione di tutti i 50 ettari che avevano a disposizione, dal 2004 producono vino biodinamico. Artefice di quest’ultima rivoluzione, e non solo, è Alois Lageder 5° (tutti i primogeniti si chiamano Alois), 61 anni, presidente dell’Ecoistituto di Bolzano, centro studi per lo sviluppo ecologico e sociale nato nel 1989 (www.ecoistituto.it).

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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