Fukushima fuori pericolo. Ma per i verdi è una bugia

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Emanuele Milanese

SOL LEVANTE. Il governo di Tokio annuncia la fine dell’emergenza, l’arresto a freddo della centrale e la messa in sicurezza entro la fine dell’anno. Ma Greenpeace attacca: «Bluff mediatico».

Il primo ministro giapponese Yoshihiko Noda ha annunciato l’arresto a freddo della centrale nucleare danneggiata dal terremoto che provocò lo tsunami dello scorso marzo. Dopo nove mesi la centrale di Fukushima è stata messa in sicurezza, non vi sono più reazioni nucleari nell’impianto, è minima la fuoriuscita di radiazioni nell’ambiente. Ma Greenpeace Giappone non ci sta e contesta i dati di governo e Tepco.

Francia, blitz di Greenpeace in una centrale nucleare

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redazione

GREENPEACE. "Il nucleare sicuro non esiste", questo lo stricione esposto da un gruppo di attivisti che si è introdotto all'alba nell'impianto di Nogent-su-Seine a 95 chilometri da Parigi.

«Semplici militanti, con intenzioni pacifiche, sono riusciti con pochi mezzi a raggiungere il cuore di una centrale nucleare». L’annuncio si trova sul sito francese di Greenpeace ed è stato pubblicato dopo che un gruppo di ambientalisti è riuscito a introdursi nella centrale nucleare di Nogent-su-Seine, a 95 chilometri da Parigi. L'intrusione è stata confermata dalla gendarmeria, secondo la quale i militanti sono otto e alcuni di loro sono stati fermati.

Greenpeace boccia le analisi dell’Ue sulla sicurezza atomica

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Susan Dabbous

DOSSIER. Gli stress test sui reattori voluti da Bruxelles sono «incompleti e approssimativi». La Ong presenta un mappa con le criticità delle centrali. In Svizzera ce n’è una uguale a quella di Fukushima.

"Clicca la tua centrale”. Tra le tante funzioni di google maps da ieri ce n’è una nuova che permette di vedere quanto vecchi e insicuri siano i 143 reattori nucleari europei. Dopo mesi di analisi, Greenpeace ha presentato una cartina che restituisce agli utenti i risultati degli stress test effettuati sulle centrali del Vecchio continente imposti da Bruxelles all’indomani del disastro di Fukushima. La mappa è consultabile su www.greenpeace.org/eu-unit/en/stress-tests-map.

Greenpeace ai conciatori: «Stop allo sfruttamento»

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Silvia Toscano

PROTESTA. Gli ecologisti manifestano contro l’industria della pelle che continua ad alimentare deforestazione e violazioni di diritti. Ieri attivisti in piazza a Bologna durante la Fiera internazionale.

Un avvertimento all’industria delle pelle che continua a minacciare la foresta amazzonica. Lo ha lanciato Greenpeace, scendendo in piazza con una protesta non convenzionale, proprio in occasione della fiera internazionale Linea Pelle di Bologna perché tra la distruzione in Amazzonia e i prodotti in pelle c’è un legame molto stretto: i due terzi delle aree deforestate sono occupati da pascoli e allevamenti.

Svolta H&M, stop alle forniture tossiche

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Marco De Vidi

CAMPAGNE. L’azienda svedese, dopo Nike, Puma e Adidas, aderisce a “Detox”, iniziativa di Greenpeace per ridurre le produzioni inquinanti.

Anche H&M ha aderito alla campagna “Detox”, iniziativa di Greenpeace che ha come obiettivo l’eliminazione delle sostanze tossiche dai sistemi di produzione di alcuni grandi marchi del settore dell’abbigliamento. La multinazionale svedese si è dichiarata infatti intenzionata a ripulire l’intera catena di fornitura e ad adottare processi produttivi sostenibili entro il 2020.

Buon viaggio maestra di vita. Da oggi il pianeta è più solo

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Marco Gisotti

PROTAGONISTI. Si è spenta a Nairobi Wangari Maathai, prima donna africana a ottenere il Nobel per la pace. Straordinaria attivista per la difesa dei diritti civili, dell’ambiente e delle donne.

Nel 1977, quando cominciai con questo lavoro – racconta Waangari Maathai nell’autobiografico “La religione della Terra” (Sperling & Kupfer, 2011) – non ero spinta dalla fede o dalla religione, pensavo solo a come risolvere concretamente i problemi.

La rabbia degli antinuclearisti non smuove i politici francesi

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Susan Dabbous

ENERGIA. Il giorno dopo l’esplosione a Marcoulet, Greenpeace attacca: «Speriamo che non ci sia bisogno di un nuovo drammatico incidente per convincere il governo a uscire dall’atomo».

Mancanza di trasparenza e controlli inefficaci da parte dell’Autorità per la sicurezza nucleare. Sono queste le denunce dell’associazione Sortir du Nuclearie all’indomani del grave «incidente industriale» avvenuto nei pressi di una centrale atomica in cui è morto un operaio e atri quattro sono rimasti feriti. «Fortunatamente non ci sono state fughe radioattive e la popolazione intorno all’impianto nucleare di Marcoulet sta bene».

La discarica sommersa del Giglio

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Alice Morrosini

AMBIENTE. Rifiuti di ogni tipo sono stati ritrovati ieri nei fondali del Santuario dei Cetacei dell’isola. Greenpeace, che ne ha curato il recupero, denuncia: «Da dieci anni si attendono regole per la tutela di quel mare».

Scarpe, bottiglie, perfino una lavatrice. I fondali del Tirreno, proprio in corrispondenza del Santuario dei Cetacei dell’isola del Giglio sono ormai ridotti così. «L’Isola del Giglio rischia di diventare una discarica», ha denunciato Greenpeace dopo aver monitorato le condizioni dei fondali dell’isola nella mattinata del 5 settembre. Rinvenuti rifiuti di tutti tipi nella zona di Cala Cupa, l’associazione ambientalista pone un’unica domanda «Di chi sono?».

Cina, il cromo avvelena le acque dello Yunnan

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Marco De Vidi

INQUINAMENTO Le analisi di Greenpeace evidenziano i livelli troppo alti del metallo tossico. Le autorità prima negano, poi arrestano i responsabili dei recenti scarichi abusivi nel fiume Nanpan.

Per mesi le autorità cinesi hanno negato. Ma finalmente sta venendo alla luce il caso di inquinamento da cromo che riguarda il fiume delle Perle. La denuncia arriva da Greenpeace China, divisione dell’organizzazione ambientalista che ha deciso di analizzare le acque e i terreni dello Yunnan, una provincia della Cina meridionale. I livelli di cromo sono troppo alti e la responsabilità ricade tutta sulla Luliang Chemical Industry.
 

I petrolieri “fantasma” nel Canale di Sicilia

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Diego Carmignani

TRIVELLAZIONI L’australiana Audax Energy, in cerca di oro nero al largo di Pantelleria, è solo l’ultima delle compagnie straniere interessate ai giacimenti nei nostri mari. L’allarme di Greenpeace

Finite le vacanze, tutti a casa e spiagge incontaminate alle spalle, certi che resteranno lì per sempre, con le loro bellezze ad accogliere i turisti, ma soprattutto ad ospitare fauna e flora. Errore: dalla Puglia alla Sicilia, sullo scrigno mediterraneo incombono le compagnie petrolifere straniere. Prospettive molteplici e sempre più concrete che Terra, e con continuità le maggiori associazioni ambientaliste e i comitati locali, stanno sottolineando ad ogni richiesta e ad ogni concessione che viene rilasciata.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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