La casta dell’acqua minerale

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Marco Incagnola (L'Inkontro)

IL CASO. Ottengono concessioni pubbliche da pochi euro e guadagnano milioni. Mentre i cittadini “pagano” la crisi.

Il risultato del referendum di giugno ha sancito uno stop importante al processo di privatizzazione della gestione del servizio idrico. Un verdetto che ha dimostrato, in modo inequivocabile la contrarietà di buona parte della popolazione italiana alla privatizzazione di un bene comune, indispensabile e prezioso, come l’acqua. Eppure, da anni, esiste un’altra forma di privatizzazione delle risorse idriche. Si tratta della concessione delle sorgenti alle società che imbottigliano acqua minerale a scopo di lucro, che fanno affari d’oro.

Bruxelles vara un nuovo piano di aiuti per salvare l’euro

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Luca Bonaccorsi

ECONOMIA. Nel primo semestre dell’anno il 20 per cento delle famiglie ha speso più di quanto ha guadagnato. È quanto emerge dal Rapporto Censis-Confcommercio, presentato ieri a Roma.

In Grecia era nata, e in Grecia rischiava di morire, Europa. Rapita dal toro (l’orso in termini borsistici) dei mercati finanziari, abbandonata completamente dagli investitori, il suo destino in mano alle lente, riottose, diplomazie del Vecchio continente. E invece l’Europa ieri ha dato segni di vita e ha mandato un messaggio forte e chiaro: la Grecia non è sola, l’Ue esiste e interverrà in tutti i modi possibili. E i modi studiati sono davvero tanti.

Stipendio da Dr. House

Giorgio Mottola

LA STORIA. Michele Verrioli, direttore del laboratorio di patologia dell’ospedale di Eboli, lo scorso anno ha guadagnato oltre 650mila euro. L’Rdb attacca: «È assurdo». Il direttore sanitario lo difende: «Se li è meritati»

Otto milioni in più per Berlusconi

Giuliano Rosciarelli

REDDITI. Il “presidente operaio” nel 2008 ha dichiarato 23.057.981 euro. Tremonti è il più povero: solo 39.672.

Guadagnando otto milioni in più rispetto all’anno precedente Silvio Berlusconi rimane il parlamentare più ricco d’Italia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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