Il secolo delle pandemie, riparte la corsa ai vaccini

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Federico Tulli

SALUTE Un team di ricercatori statunitensi lancia l’allarme su Nature: dopo 50 anni potrebbe ripresentarsi un virus che uccise oltre un milione di persone passando dagli animali all’uomo

L'ultima influenza stagionale si sta oramai esaurendo, ma è vietato abbassare la guardia. Il virus H2N2 che circa mezzo secolo fa tra il 1957 e il 1968 ha ucciso oltre un milione di persone, potrebbe ripresentarsi con tutte le sue insidie passando di nuovo da alcune specie volatili e dai maiali, fra i quali sta attualmente circolando, all’uomo. L’allarme è stato lanciato ieri su Nature da Gary Nabel del National institute of allergy and infectious diseases di Bethesda (Stati Uniti).

Vaccino a tutti i costi

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Beniamino Bonardi

SALUTE. Per il viceministro Fazio non ci sono dubbi: chi contesta l’antivirale per l’influenza A ha «delle motivazioni politiche e non scientifiche». Eppure negli organismi di controllo c’è commistione tra produttori e regolatori pubblici.

Intervenendo a proposito dell’influenza A, il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, ha manifestato la sua scarsa fiducia nei confronti dei politici che mettono in discussione l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Agenzia europea del farmaco. L’occasione gli è stata offerta recentemente dal ministro polacco alla Salute, Ewa Kopacz, che, come Fazio, è un medico.

I lettori non si influenzano

Beniamino Bonardi

VACCINO. La conta dei morti è patetica, stupisce che il Corriere segua mode pericolose. Da giornalismo come bene pubblico a promoter delle case farmaceutiche. Non è una pandemia ma l’allergia per la stampa ha già contagiato la Rete.

I cittadini-lettori-influenzati sono imbufaliti per come i media stanno dando le informazioni sull’influenza A. Basta fare un giro sui siti web di Corriere della Sera, Stampa e Repubblica per accorgersi che questa conta, tipo “tutti i morti minuto per minuto”, come l’ha definita Eugenia Tognotti sulla Stampa, sta creando un moto di ripulsa.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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