Un musicista alla guida di Port-au-Prince

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Gabriella Saba (Inserto domenicale)

MONDO. Michel Martelly, più conosciuto con il nome d’arte da cantante di Sweet Micky, ha vinto le elezioni ed è stato eletto presidente di Haiti. «Con l’aiuto di tutti, riusciremo a fare di questo Paese un luogo bello e giusto», ha promesso ai suoi sostenitori. Ma la realtà è quella di un’isola poverissima, ulteriormente devastata dal terremoto del 2010 e da una recente epidemia di colera. E se si ripercorre la sua storia più recente è davvero difficile essere ottimisti.

«Cambiamento». Adesso che è stato eletto alla presidenza di Haiti, Michel Martelly dovrà fare onore alla parola che è stata, non solo il leitmotiv della sua campagna ma anche il motivo per cui gli haitiani lo hanno votato, preferendolo con circa il 68 per cento dei voti alla 71 enne Mirlande Manigat, ex fisrt lady e, al contrario di lui, evocativa della continuità. Martelly, non solo non ha parenti illustri al governo ma lui stesso sa poco di politica. Fino a qualche mese fa ha fatto il cantante, lo chiamavano Sweet Micky.

L’inferno dei campi senz’acqua né assistenza

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Alessia Maso da Port au Prince

REPORTAGE. Viaggio nelle tendopoli di Haiti, costruite sui cumuli di rifiuti o su fosse comuni.
Gli abitanti raccontano l’abbandono in cui sono stati lasciati. Hanno un unico desiderio: andarsene.

Oltre duemila persone senz’acqua da sette mesi. “Pa gen dlo potab” (non c’è acqua potabile), ma nemmeno quella per lavarsi. I recipienti sono vuoti. Ed è difficile raccogliere acqua piovana, perché siamo nella stagione secca.  Non è questo il primo problema che si presenta quando si arriva nella zona di Delmas 31, Hatt 4, ad Haiti.

Un anno per Haiti

Maurizio Regosa (Comunicare il sociale)

BILANCI. Agire presenta le attività svolte dalle ong dopo il devastante terremoto del 12 gennaio 2010. Raggiunte 900mila persone, investiti oltre 60 milioni di euro.

I numeri fotografano con chiarezza le dimensioni dell’impegno e i risultati raggiunti. Ma offrono anche lo spunto per riflettere sull’immenso lavoro che resta da fare ad Haiti, a un anno dal sisma. Coopi ha fornito 15 milioni di litri di acqua e distribuito materiale scolastico per 7mila alunni; ActionAid si è dedicata al ripristino ambientale (6mila persone coinvolte); Vis ha seguito un campo che ospitava oltre 10mila persone a Carrefour.

Così la crisi umanitaria espone le donne a continue violenze

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Dina Galano

HAITI. La denuncia di Amnesty international: «Gli stupri sull’isola sono all’ordine del giorno».
A raccontare i dettagli di ciò che avviene nei campi sono le stesse vittime, il più delle volte minori.

Dopo il tramonto le donne haitiane sono prese dal terrore. «Di notte non possiamo dormire a causa delle continue violenze. Perché gli aggressori non dormono, non smettono di sparare, per tutta la notte. Ieri abbiamo lasciato il campo raggiungendo la strada, senza avere un posto dove andare. E mi sono corsi dietro, colpendomi al piede. Noi non possiamo dormire, dobbiamo stare sveglie accanto ai nostri bambini».
 

Oggi arrivano altri 90 piccoli Natale a Parigi via da Haiti

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Susan Dabbous

FRANCIA «È la fine di un incubo». Il racconto dei genitori a Terra, in attesa dei bambini adottati prima del sisma. Intanto sull’isola si continua a morire di colera e per i linciaggi

Dall’inferno Haiti, ma anche qui è Natale

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Marco Sacchetti da Haiti

MONDO. Risultati elettorali in forse in attesa del secondo turno a gennaio, città come sempre ingovernabili e in preda alle bande organizzate o di sbandati che le attraversano, notizie imprecise sul colera che continua a infiltrarsi tra la popolazione senza particolari prevenzioni. Cronaca di vita quotidiana dall’isola più dannata dei Caraibi.

La situazione ad Haiti è più incasinata che mai. In tutto il Paese, e non solo nella capitale, la gente spara, lancia sassi alla polizia, alla base dell’Onu, incendia pneumatici ed erige barricate. Non si può andare da nessuna parte. I negozi sono sbarrati, come del resto tutti gli aeroporti che hanno dovuto sospendere i voli per motivi di sicurezza. Durante l’incendio della sede centrale di Inite (il partito dell’avvocato Jude Célestin) a Port-au-Prince una persona è stata ferita dai proiettili.

Sì della commissione elettorale. Al via il riconteggio dei voti

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Michele Vollaro da Port-au-Prince

HAITI. Dopo gli scontri degli ultimi giorni la Cep ha deciso di verificare le schede attribuite ai primi tre candidati. Ma nella capitale Port-au-Prince la tensione resta alta e continuano le violenze.

«Resteremo mobilitati fino a quando non sarà riconosciuta la vittoria di Martelly», ribadisce animatamente davanti a una barricata a Petionville, un giovane sostenitore del cantante escluso dal ballottaggio per le presidenziali. Nel quartiere di Port-au-Prince dove si trova la sede della Commissione elettorale provvisoria (Cep) proseguono le mobilitazioni di protesta, mentre nel resto del Paese la situazione sta tornando lentamente alla calma.

Hispaniola. La vita, il vodoo (e la morte) ai tempi del colera

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Marco Sacchetti

REPORTAGE. Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Marco Sacchetti, giornalista e fotografo italiano che da anni vive ad Haiti. «L’unione fa la forza» in una popolazione stremata dalle conseguenze del terremoto e da un’epidemia che non lascia scampo.

Il flagello pandemico si espande inesorabilmente contaminando le altre province haitiane. Oltre 150 persone sono morte negli ultimi giorni nella parte sud-ovest di Haiti (dipartimento di Grand Anse), presso comunità isolate in cui spesso la malattia viene associata alle pratiche di stregoneria. Le cronache riportano in questa zona il linciaggio di 12 o 14 persone, massacrate a colpi di machete e bruciate per strada perché accusate di aver propagato il virus. Altri casi registrati in Port-de-Paix, Les Cayes e nella cittadina portuale di Jeremie.
 

Cronache da Port au Prince, una giornata di ordinaria follia

Michele Vollaro da Port au Prince

REPORTAGE. Si è svegliata sotto la pioggia oggi Port-au-Prince. Una pioggia che ha spento i fumi dei copertoni e delle latrine usate come barricate durante gli scontri tra i sostenitori del popolare cantante Michel Martelly, il candidato escluso dal ballottaggio per le elezioni presidenziali, e la polizia e i Caschi blu dell’Onu.

Si è svegliata sotto la pioggia oggi Port-au-Prince. Una pioggia che ha spento i fumi dei copertoni e delle latrine usate come barricate durante gli scontri tra i sostenitori del popolare cantante Michel Martelly, il candidato escluso dal ballottaggio per le elezioni presidenziali, e la polizia e i Caschi blu dell’Onu. Il bilancio della giornata di ieri è di quattro morti e decine di feriti per colpi di arma da fuoco.

Elezioni farsa, scatta la protesta popolare

Michele Vollaro da Port au Prince

SCENARI. Cresce nella capitale e nelle maggiori città del Paese la tensione del dopo voto. Ieri è stata comunicata la data del ballottaggio tra i due candidati alla presidenza. Sarà il 16 gennaio prossimo.

E' stata una notte lunga a Port-au-Prince, dopo l’annuncio dei risultati preliminari delle elezioni dello scorso 28 novembre. Dalla mattina, invece, si sono verificati scontri in tutta la città, manifestazioni per chiedere l’annullamento delle consultazioni ritenute una farsa da gran parte degli haitiani. Jude Celestin, il candidato espressione del partito al potere, affronterà al ballottaggio, previsto il 16 gennaio, la costituzionalista Mirlande Manigat.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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