La guerra ai qaedisti e la svolta di Karzai

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Emanuele Giordana

AFGHANISTAN. La Nato mette a segno un duro colpo contro la fazione filo Al Qaeda dei talebani. E il presidente afgano fa un passo indietro nel negoziato: «Tratterò solo col Pakistan». L’uccisione del negoziatore Rabbani modifica la strategia. Il nodo si sblocca o si complica?

La notizia del giorno è la cattura di Haji Mali Khan, un religioso fondamentalista che fa parte della cosiddetta Rete Haqqani, una delle fazioni più crudeli e brutali della galassia talebana e l’organizzazione più vicina, ideologicamente ad Al Qaeda. Ma il colpo della Nato/isaf alla Rete, nel mirino degli americani soprattutto dopo l’ultimo attacco a Kabul del mese scorso, si lega inevitabilmente alla scelta resa nota venerdi dal presidente afgano Karzai di non voler più trattare coi talebani ma di voler negoziare direttamente col Pakistan.

Afghanistan, entro il 2014 sicurezza in mano a Kabul

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Paolo Tosatti

VERTICI Incontro dei Paesi donatori nella capitale afgana. Pieno consenso al programma di pacificazione del presidente Hamid Karzai, che prevede di affidare la gestione del Paese alle forze interne tra quattro anni

 

Kabul, Gates rassicura Karzai «Il nostro ritiro durerà anni»

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Paolo Tosatti

AFGHANISTAN Il leader asiatico ha chiesto altri 5 anni per strappare il controllo del territorio dalle mani dei talebani. Il segretario alla Difesa Usa garantisce una exit strategy graduale. Pronto l’invio dei primi 16mila uomini di rinforzo.

 

Obama: «L’impegno Usa non è a tempo indeterminato»

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Gloria Ravidà

AFGHANISTAN Washington manda un monito a Karzai: «La governance deve migliorare entro un ragionevole lasso di tempo». Partito ieri per l’Asia, al suo ritorno l’inquilino della Casa Bianca dovrà decidere se aumentare o no i soldati

Che Barack Obama avesse bisogno di tempo per decidere se aumentare le truppe in Afghanistan era da mettere in conto. A pochi giorni dall’insediamento di Hamid Karazi, e innanzi a un’America sempre più contraria alla guerra, il presidente ha ovviamente necessità di riflettere sulla nuova strategia da adottare nel Paese asiatico.

Brown: «Se resta la corruzione in Afghanistan ce ne andiamo»

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Susan Dabbous

Inghilterra- Il primo ministro britannico lancia un ultimatum al presidente Karzai: «Non continueremo a mettere
a rischio la vita dei nostri soldati se non cambia la situazione». L’opinione pubblica inglese è sempre più contraria alla guerra

Non è facile essere Gordon Brown in questi giorni. Nonostante la presenza di numerosi franchi tiratori nel Regno Unito e nei Labour, l’Afghanistan resta il suo principale problema.

Se Abdullah non ci sta

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Paolo Tosatti

AFGHANISTAN. L’ex ministro degli Esteri di Kabul, sfidante del presidente uscente Hamid Karzai, potrebbe boicottare il ballottaggio del 7 novembre. Una decisione non sostenuta dagli Stati Uniti. Hillary Clinton: «Il voto sarà comunque valido».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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