Petrolchimico di Gela. Una fabbrica di veleni

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Diego Carmignani

AMBIENTE. Idrocarburi sversati in mare e finiti nell’impianto antincendio. Indagati i vertici della raffineria siciliana, dove è stata inoltre messa sotto sequestro una vasca con 7 tonnellate di amianto.

Casualmente, durante una verifica effettuata nel 2010, nell’impianto antincendio del pontile principale della raffineria Eni di Gela, vennero trovate tracce di idrocarburi nell’acqua di mare utilizzata per le esercitazioni. In seguito, le indagini appurarono che l’evenienza era dovuta ad un incrocio tra la linea antincendio e i tubi utilizzati per caricare e scaricare il petrolio da e sulle navi cisterna.

La linea d’ombra dell’ammalato Chávez

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Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MONDO. Il presidente venezuelano, eletto per la prima volta nel 1998, è stato sottoposto a due interventi chirurgici a Cuba. È stato lui stesso a rivelare: «Sono malato di cancro». Ora l’incertezza politica pesa su Caracas e sui processi latinoamericani di integrazione.

L'America Latina ha gli occhi puntati su Caracas. Tre settimane trascorse dal presidente venezuelano Hugo Chávez a Cuba. Motivazione ufficiale: sottoporsi a una operazione clinica per un ascesso inguinale che lo tormentava da tempo. Le analisi propedeutiche all’intervento presso il prestigioso ospedale avanero Cimex scoprono però che Chávez è affetto da un cancro alla prostata. Si procede all’asportazione dell’ascesso e all’avvio della terapia anticancro.

Viaggio in Texas, l’impero americano dell’energia eolica

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Emanuele Bompan

REPORTAGE. Patria degli idrocarburi, il Paese che ha dato i natali a George W. Bush è uno degli Stati della federazione Usa che più di tutti ha investito i vecchi stantii petroldollari nell’industria del vento.

Le pale si muovono silenziose nella calura delle colline. Silenziose, innocue. Una, due poi a decine, senza fine, di collina in collina, fino alla piana. Un parco eolico senza fine, un paesaggio cinetico iper-reale, ipnotico. Vale la pena parcheggiare l’auto a bordo strada, quasi sciolta dal sole violento, per osservare questo spettacolo. Tra le pale quasi non si nota una vecchia pump jack, una pompa di petrolio, che scricchiolante prosciuga il sottosuolo.

Trivellazioni, i Comuni dicono no

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Lou Del Bello (Terra Emilia Romagna)

TERRITORIO. I sindaci dei paesi interessati al progetto di ricerca di idrocarburi tra Modena e Bologna sono sul piede di guerra.

I sindaci delle colline bolognesi lanciano un forte segnale per la tutela del territorio. Molti di loro sono in opposizione alle grandi compagnie petrolifere, che da qualche anno ormai guardano con interesse alla Pianura padana come possibile zona di estrazione. Nell’area di Modena e Bologna, in particolare, la texana Hunt Oil tenta di assicurarsi i diritti per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. Il progetto coinvolge alcune decine di piccoli comuni nelle due province, entro i bacini del Reno e del Panaro.

Un’estate anti-trivelle

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Diego Carmignani

MOBILITAZIONI. Amministrazioni locali e ambientalisti fanno ricorso al Tar contro le ricerche d’idrocarburi in Adriatico. Polemica sulla scelta della Regione Abruzzo di non seguire la stessa strada.

La minaccia nera che incombe sulla costa adriatica è sempre più preoccupante da che, nell’aprile scorso, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha rilasciato parere positivo circa la compatibilità ambientale di un programma di lavori per la ricerca di idrocarburi nel mare Adriatico da parte della società irlandese Petroceltic. Per scongiurare lo scempio del patrimonio costiero, la scorsa settimana è stato avviato il ricorso al Tar contro le ispezioni sismiche.

La Valle del Reno a rischio trivelle

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Gabriele Bollini (Terra Emilia Romagna)

IL CASO. Una società Usa vuole effettuare ricerche di idrocarburi nell’Appennino, tra Modena e Bologna. L’appello degli ambientalisti.

Ci mancava solo questo nella Valle del Reno, dopo la variante di valico dell’autostrada A1, i progetti di bretelle stradali intervallive, lo scampato pericolo di una centrale turbogas nella media valle (voluta dall’ex assessore regionale all’industria e all’energia), ora un bel progetto di ricerca di idrocarburi nel suo sottosuolo.
 

Continua la corsa alle estrazioni ad alto rischio

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Emanuele Bompan

PETROLIO. Proseguono gli investimenti e le perforazioni ultra profonde nel Golfo del Messico e a largo di Cuba, nonostante la moratoria Usa. Gli ambientalisti: «L’unica trivellazione buona è quella non eseguita».

«Un nuovo pozzo in acque ultra profonde sta per essere trivellato nel mare del Golfo del Messico». A dare l’annuncio è il governo di Cuba, che assegnerà l’appalto alla compagnia spagnola Repsol, che già aveva svolto gli scavi esplorativi nel 2004.

La speranza dei Parchi

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Mario Tozzi

L'INTERVENTO. Se accadesse nel Mediterraneo un disastro come quello della Louisiana saremo in grado di reagire meglio. Grazie al progetto Argo-Marine, in sperimentazione nell’area protetta dell’arcipelago toscano.

In Italia il problema maggiore di inquinamento da idrocarburi non è quello delle piattaforme (che da noi sono soprattutto gassifere), ma degli incidenti o degli sversamenti dalle petroliere, con conseguenze gravissime, come nel Mar Ligure nel 1991 per colpa della Haven. Ma se accadesse qualcosa di simile nel Mediterraneo, saremo in grado di reagire prima e meglio?

Petrolio coast to coast

Diego Carmignani

BUSINESS. Dopo le Tremiti, nuovo via libera ministeriale per le ricerche di idrocarburi al largo della Puglia. Cresce il fronte politico e ambientalista favorevole a una moratoria che blocchi le piattaforme nell’Adriatico.

La marea nera fa paura. Evidentemente solo quella che sta devastando l’America. Dalle nostre parti sembra proprio di no. La sostanza scura a largo delle coste italiane forse è un composto di innocua liquirizia purissima, visto che non passa giorno senza un via libera per le golose trivelle straniere.

Competenze e depuratori intasati. Per il Lambro è ancora emergenza

Diego Carmignani

AMBIENTE. Tonnellate di idrocarburi circolano ancora tra il fiume e il Delta del Po. La quantità e l’identità di queste sostanze non sono note. E il Wwf chiede al ministero di affidare all’Autorità di bacino il coordinamento della bonifica.

Niente question time ieri alla Camera, quindi niente risposte della Prestigiacomo alle interrogazioni sulla costituzione di una cabina di regia per gli interventi di bonifica del Po, sulle iniziative per la realizzazione di un sistema di governo del bacino del fiume e sulle misure per la definizione di un piano organico della sua tutela e valorizzazione. Il voto di fiducia sugli enti locali ha tolto da un potenziale impaccio il ministro, che deve spiegare come dare seguito alla “passata emergenza”, ora che la Protezione civile ha fatto il suo.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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