Assalto all’ambasciata israeliana a Il Cairo

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Joseph Zarlingo

EGITTO. Centinaia di manifestanti invadono la sede di rappresentanza, dura la reazione della polizia: 3 morti e mille feriti. Personale diplomatico in salvo. Netanyahu: «Evitato un disastro».

Tre morti, oltre mille feriti e una nuova scossa elettrica in Medio Oriente. È il bilancio della notte cairota, tra venerdì e sabato, iniziata con una manifestazione a piazza Tahrir, dove migliaia di persone hanno chiesto al governo e alla giunta militare che reggono provvisoriamente l’Egitto del dopo-Mubarak di accelerare il cammino verso le elezioni democratiche promesse a gennaio. Dopo la manifestazione nella piazza simbolo della Primavera araba, alcune centinaia di persone hanno assalito l’ambasciata israeliana.

Dittatori alla gogna, l’autunno difficile di Mubarak e Assad

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Susan Dabbous

ANALISI. Al Cairo si torna in Piazza Tahrir per chiedere un processo trasparente al raìs. In Siria le proteste dilagano. In due giorni l’esercito avrebbe ucciso più di 40 manifestanti.

ll vento della primavera araba soffia sull’autunno, alimentando la speranza di far cadere i leader in carica come «foglie morte». Per questo non si placano le proteste in Medio Oriente nonostante la vittoria in Egitto e la violenta repressione in Yemen e Siria.

Batterio killer, l’Egitto respinge le euro accuse

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Federico Tulli

IL CASO. Sdegno de Il Cairo dopo le ipotesi avanzate dalle agenzie continentali, Ecdc ed Efsa, secondo cui l’Escherichia coli è stata trasportata da semi di fieno greco prodotti nel Paese.

Non bastava uno stato d’allerta sanitario che da quasi due mesi tiene sotto scacco parte del Nord Europa. Ora il batterio killer rischia di originare anche una crisi diplomatica intercontinentale. Tutta colpa dell’estrema incertezza che riguarda l’origine dei due principali focolai di Escherichia coli in Germania e in Francia.

Gaza, strage in un tunnel. Hamas accusa Il Cairo

Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Quattro morti asfissiati e almeno dieci palestinesi feriti. Sono rimasti intossicati da gas nocivi in uno dei sottopassaggi che collegano la Striscia all’Egitto. Il governo di Mubarak nega ogni responsabilità.

A sentire le autorità egiziane se l’erano pure cercata: secondo le accuse di Hamas, i quattro palestinesi morti ieri sarebbero stati soffocati da esplosivi e gas nervini che i soldati del Cairo avevano soffiato all’interno di uno dei 1.300 tunnel che connettono la Rafah palestinese alla Rafah egiziana, Gaza all’Egitto, l’assedio e le bombe dal cielo al mondo libero dove pane, coperte, giocattoli e carburante ci sono per tutti.

Viaggio in Egitto, un mix di modernità e arretratezza

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Bruno Picozzi

MONDO. Si arriva a Il Cairo, 16 milioni di abitanti, e si rimane colpiti dal traffico che sembra indomabile e dalla presenza della polizia in ogni angolo di strada. Ma anche dal vivere metropolitano, da grattacieli e vetrine luccicanti. Poi si abbandona la capitale e si scopre un altro Paese. Avviandosi verso le piramidi di Saqqara ci si imbatte ad esempio nelle acque provenienti dal Nilo che diventano una fogna a cielo aperto, ricettacolo di tutte le immondizie frutto del progresso della nazione. Ma non è l’unica brutta scoperta”.

Se si viaggia in Egitto per capirne l’anima e non solo per fotografarne le rovine, bisogna necessariamente passare dal Cairo, megalopoli di circa 16 milioni di abitanti, col suo traffico indomabile e la presenza costante di polizia a ogni angolo di strada. Ci si sente al sicuro in città, fino alla prima volta che un uomo in divisa si offre sorridente di dare un’informazione o scattare una foto, in cambio ovviamente di una piccola mancia. Quanto costa, al Cairo, la distrazione di un poliziotto?

Nilo, Il Cairo blocca l’accordo di spartizione

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Bruno Picozzi

RISORSE
— L’Egitto rifiuta di firmare la cosiddetta Nbi, Nile basin iniziative, una bozza di trattato per la ripartizione delle acque tra tutti gli Stati del bacino idrografico. —

Chiedete a chiunque capiti: “Dove scorre il Nilo?”. La risposta sarà: “In Egitto”. Così pensano anche gli egiziani, la cui cultura millenaria è legata indissolubilmente alle piene stagionali, al limo fertilizzante e agli scambi commerciali assicurati dalle acque del fiume.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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