Quando la Regione discrimina

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Davide Carnemolla (Terra Nord Est)

IMMIGRAZIONE. Sei progetti di legge tengono lontano da servizi essenziali chi non è italiano e chi sta in Veneto da meno di 15 anni.

Dal 1876 al 1976 i veneti che hanno deciso di emigrare per fuggire dalla miseria e cercare una vita migliore sono stati quasi 3 milioni e mezzo. Molti sono andati in Nord e Sud America e tanti altri si sono spostati verso la Lombardia e il Piemonte. E dagli altri italiani erano chiamati i “terroni del Nord”. Questi veneti “terroni” sono riusciti a ricostruire le loro vite e a dare un futuro ai loro figli. Ed è proprio questo ciò che si sta cercando di impedire oggi agli immigrati stranieri che vivono in Veneto. Di cosa stiamo parlando?

Quel Cie non s’ha da fare. La Puglia contro Maroni

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Fulvio Colucci

IMMIGRAZIONE. La sede individuata per il nuovo centro è l’ex base dell’aeronautica militare Usa di San Vito dei Normanni (Brindisi). Ma per la giunta Vendola si tratta di «un’ipotesi insostenibile».

Si torna a parlare di un nuovo centro di espulsione in Puglia e si torna a farlo individuando la “sede ideale”: l’ex base dell’aeronautica militare americana di San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi. Ma la Regione esprime un no deciso. Sarebbe il terzo Cie per immigrati dopo quelli di Bari Palese e Restinco (Brindisi). Una contraddizione rispetto alla “politica dell’accoglienza” promossa dal governatore Vendola e che la Puglia sta cercando di perseguire in accordo con la Protezione civile.

«Pugno duro con i migranti»

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Alessandra Del Giudice (Terra Napoli)

IMMIGRAZIONE. Al primo contatto con la Questura il richiedente asilo si vede comminare il marchio di “clandestino”.

Saranno 5mila entro la fine dell’anno i migranti provenienti da Lampedusa accolti in Campania tra Napoli, Gricignano, Boscoreale, Quarto, Monteruscello, Pozzuoli e altre città. Attualmente sono 2500, quelli presenti sul territorio regionale e 800 distribuiti negli hotel della zona della stazione di Napoli. Questa la stima della Protezione Civile, delegata ad occuparsi dell’emergenza umanitaria dei profughi giunti in Italia quest’anno dall’altra sponda del Mediterraneo.

Migranti, quella risorsa dimenticata da Tremonti

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Dina Galano

PROPOSTE. Mezzo milione di stranieri lavora in nero. Se regolarizzati, porterebbero nelle casse dell’erario tre milardi di euro ogni anno. L’idea di Stranieriinitalia.it «da inserire nella manovra».

Mezzo milione di nuovi contribuenti salverebbe Regioni ed enti locali dalla tagliola di Tremonti. I nove miliardi in meno che la manovra anti-crisi toglierà ai bilanci locali da qui al 2013 potrebbero, infatti, essere velocemente recuperati soltanto se la componente straniera della forza lavoro del nostro Paese venisse tutta regolarizzata. Una sanatoria generalizzata che porterebbe all’erario tre miliardi di euro ogni anno.
 

Pantelleria, due minori nel centro della vergogna

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Dina Galano

MIGRANTI. Dopo il rogo di martedì, l’ex caserma è del tutto inagibile. Alcuni dei 57 “ospiti” erano stati già rimpatriati in Tunisia. Il sindaco Di Marzo: «Ci dicono “resistete”, come fossimo in guerra».

Spesso ritornano. La rotta lungo i 67 chilometri che separano Pantelleria dalle coste tunisine ormai è  ben tracciata. Si parte a gruppi di una dozzina, auto-organizzati, appena si riesce a procurarsi un’imbarcazione qualsiasi. Ogni volta che si può, si brucia la frontiera. Così sulla piccola isola dei dammusi, nell’ex caserma Barone si riconoscono i visi.
 

Scatta la rabbia al centro “fantasma” di Pantelleria

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Dina Galano

MIGRANTI. Sulla piccola isola 90 profughi, in maggioranza tunisini, hanno incendiato la struttura dopo settimane di reclusione. Trattenuti in una ex caserma, non hanno assistenza legale e sanitaria.

Da aprile scorso l’emergenza sbarchi non riguarda soltanto Lampedusa. La meta più vicina alla Tunisia resta l’isola di Pantelleria, dove da settimane sono trattenuti una novantina di migranti, in maggior parte fuggiti dal Paese nordafricano. Martedì scorso, la protesta che ha rotto il silenzio. I profughi hanno dato fuoco alla struttura ospitante, un limbo giuridico nato all’interno dell’ex caserma “Barone”, da tempo dismessa. Materassi bruciati, i pochi arredi distrutti.

«Carceri? Depenalizzare droga e immigrazione»

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Eloisa Covelli

GIUSTIZIA. Il garante dei detenuti, Franco Corleone, e il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, rispondono alle proposte del ministro Nitto Palma per affrontare il sovraffollamento.

Ha intenzione di procedere velocemente il neoministro della Giustizia, Nitto Palma. Già dopo l’estate sarà pronta una ristretta commissione di esperti che dovrà indicare al parlamento i reati da depenalizzare. La maggioranza sembra non aver risposto all’appello di Marco Pannella che chiedeva un’amnistia per svuotare le carceri. Anche l’indulto è secondo Gasparri un’ipotesi non praticabile. La commissione sarà composta da giudici segnalati dall’Anm, assieme ai consulenti nominati dal ministero.

Profughi, accoglienza e polemiche

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Federica Seneghini (Terra Liguria)

IMMIGRAZIONE. Sono 1.367 in totale le persone ospitate dalla Regione. Furiosa la Lega, che ha istituito un presidio a Busalla.

1.367 profughi ospitati tra le varie province della Regione: 760 a Genova, 184 a Imperia, 185 a Spezia e 238 a Savona. Sono questi i numeri di “solidarietà” e “responsabilità” della Liguria, come li ha definiti l’assessore ligure all’Immigrazione Lorena Rambaudi, stabiliti secondo il piano concordato nella conferenza Stato-Regioni.

Dopo la rivolta, gli arresti. Cala il sipario su Crotone

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Dina Galano

IMMIGRAZIONE. Dodici nigeriani ospiti del Cara sono stati fermati per gli scontri del primo agosto. Scatta il giallo sull’onorevole del Pd, Lo Moro: «La mia visita al centro rinviata perché sconveniente».

Il primo agosto il Centro per richiedenti asilo di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto si infiamma, la statale 106 jonica viene occupata per molte ore, alcuni agenti restano feriti negli scontri. La protesta, si scoprirà nella tarda serata di mercoledì, era guidata da un gruppo di nigeriani. Ieri, la procura di Crotone ha disposto il fermo per dodici di loro con l’accusa di devastazione, saccheggio, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Preso in Grecia il boss della tratta dei migranti

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Dina Galano

CRIMINALITA'. Cefi Noyri gestiva l’intero traffico di profughi dal Medio Oriente verso l’Europa. Ricercato da marzo «dovrà rispondere di numerosissimi episodi». Sgominata la sua rete in Italia.

Bari e Lecce, ma anche Milano, Venezia, Bolzano, Vercelli e Torino. Eccolo il reticolo capillare che gestiva in Italia la tratta di migranti dal Medio Oriente verso il Nord Europa, vera destinazione dei flussi. Chi parte dall’Afghanistan, dal Pakistan o dall’Iran intraprende un lungo viaggio dai costi esorbitanti, ma non punta all’Italia. La mente dell’organizzazione transnazionale che si occupava di trasferimenti e compensi è stato arrestato ieri ad Atene, base logistica del traffico e porta di ingresso in Europa.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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