«La metà dei boschi italiani è abbandonata»

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Michele Fiorito

AMBIENTE. Fedagri denuncia che oltre il 50% delle nostre foreste versa nel degrado. In aumento il rischio d’incendi e di dissesto idrogeologico.

La superficie boschiva italiana è in costante aumento. Ormai siamo a quota 10,6 milioni di ettari, con un crescita negli ultimi 25 anni del 19 per cento.

Incendi e ozono, i nemici del patrimonio boschivo

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Valentina Perugini

AMBIENTE. Un nuovo centro di ricerca per monitorare i roghi nell’Ue: in Italia è allarme rosso. E la Forestale denuncia: l’inquinamento della nostra vegetazione 10 volte sopra gli standard europei.

La Commissione europea ha istituito il centro di ricerca Effis (European forest fire information system), con previsioni di rischio nell’arco di sei giorni in base al meteo. Il sito web permette il monitoraggio minuto per minuto degli incendi boschivi in tutta l’area europea. L’Italia da giugno a settembre appare costantemente di colore rosso, cioè ad alto rischio incendi. La stagione estiva infatti non è soltanto sinonimo di vacanze. Boschi e foreste con le alte temperature sono sotto il pericolo di siccità, inquinamento ed incendi.

«Così ci avvelenano ogni giorno». Il dramma di “Diossina Land”

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Daniela Scodellaro

DENUNCIA. Nell’immenso hinterland a nord di Napoli da anni continua la pratica criminale dell’incendiare i depositi abusivi di rifiuti tossici. Una lettrice ci scrive: «Non ce la facciamo più».

Pomigliano d’Arco (Napoli), 27 luglio 2011, sono le 7 del mattino. Mi sveglio di soprassalto. Come ogni giorno, spero che a svegliarmi sia l’odore di un buon caffè. Invece è tutt’altro. è invece la puzza acre e velenosa di pneumatici bruciati, che fa da sveglia non solo a me ma alla gran parte dei cittadini campani che vivono questo trauma da molti anni. Ti affacci al balcone, solita scena: una cappa di diossina, una coltre di colore scuro. è il cielo che copre la mia terra.

Effetto serra e incendi. Il caso dell’Anaktuvuk

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Alessio Nannini

AMBIENTE. Nel settembre 2007 in Alaska un fulmine causò la perdita di 1.000 chilometri quadrati di vegetazione e il rilascio nell’aria di 2,3 milioni di tonnellate di carbonio. Secondo uno studio americano, il disastro fu causato dal cambiamento climatico.

Il primo studio sulle conseguenze del grande incendio del settembre 2007 nella tundra lungo il fiume Anaktuvuk, nel nord dell’Alaska, riporta la data dell’ottobre scorso. Allora sul Journal of Geophysical Research apparve una ricerca dell’Università dell’Illinois che, attraverso l’analisi di carote di sedimenti dell’area bruciata, rivelava come quello fosse stato il più distruttivo in almeno cinquemila anni.

Vacanze responsabili, contro roghi e inciviltà

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Marco Giordani

INIZIATIVE. Incendi in un aumento del 200 per cento, incidenti stradali in crescita durante l’estate. I Verdi ambiente e società chiedono «la collaborazione di tutti e maggiore prudenza».

L'estate 2011 si è purtroppo aperta all’insegna di un notevole aumento degli incendi. I dati provvisori del Corpo forestale dello Stato relativi al primo semestre di quest’anno fanno registrare un aumento di circa il 200 per cento del numero dei roghi e di oltre il 300 per cento delle superfici totali andate in fumo, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Peggio che andare di notte a fari spenti, gli incidenti stradali. Nel corso del 2010 hanno provocato in media 11 morti e 811 feriti, con una preoccupante crescita durante le festività.

L’Arizona è in fiamme Bruciati 300mila ettari

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Emanuele Bompan da Dallas

USA. Da 13 giorni un incendio, probabilmente il più grave di sempre per lo Stato del sud-est, avanza senza controllo. Duemila persone e 22 elicotteri lottano per fermare la linea di fuoco.

 

Franosa e desertificata. Benvenuti in Italia

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Diego Carmignani

TERRITORIO. L’Ispra presenta l’annuario dei dati ambientali del nostro Paese. Diminuiscono gas serra e incendi, ma aumentano polveri sottili, gradi centigradi e dissesto idrogeologico.

Qual è lo stato di salute del nostro territorio? Una bella domanda, alla luce di numerose minacce di oggi, dal nucleare alle trivellazioni petrolifere, alla cementificazione delle coste, che trova mille e più risposte nell’Annuario dei dati ambientali redatto dall’Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale e presentato ieri a Roma.

Rifiuti, i fuochi della mala

Fabio Abati

Inchiesta. I quattro incendi dello scorso anno sono un chiaro segnale: sul settore c’è la criminalità

Un signore sulla sessantina fa azionare un cancello scorrevole in acciaio satinato, che si apre. Esce e si lamenta perché capisce subito di trovarsi di fronte al solito rompiscatole. Il complesso di capannoni che dice essere di sua proprietà e che dichiara di abitare una decina d’ore al giorno per «tenerli sotto controllo», confina con gli spazi che un tempo erano dalla Lodigiana Ambiente Srl e che oggi mostrano uno scheletro annerito e un sacco di detriti e rimasugli di spazzatura.

Australia, dopo Yasi arrivano gli incendi

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Paolo Tosatti

EMERGENZA. Le fiamme sono divampate ieri nella zona intorno a Perth, capitale dello Stato federale che occupa la parte occidentale del continente. Centinaia gli ettari di foresta andati distrutti.

Dopo l’acqua e il vento ora tocca al fuoco. La furia degli elementi non cessa di accanirsi contro l’Australia, dove un devastante incendio è scoppiato ieri nelle colline intorno a Perth, capitale dello Stato federale che occupa la parte occidentale del continente.

Libano e Israele colpiti da siccità e incendi

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Quaranta morti nello Stato ebraico, centoventi in quello dei Cedri e una staffetta di elicotteri turchi e giordani per soccorrere entrambi i Paesi. L’inverno è in ritardo e l’acqua scarseggia.

«Se continua così, la prossima guerra civile la faremo per l’acqua». L’aveva dichiarato nei giorni scorsi il ministro dell’Acqua libanese Jibran Bassil e, se non fosse per la pioggia finalmente scesa ieri a calmare gli spiriti, forse a Beirut qualche vicino di casa avrebbe finito davvero con l’aggredirsi per l’ultima tanica d’acqua ancora in vendita.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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