Acerra e la strana alleanza Fai-A2a

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Francesco Servino (Terra Napoli)

INCENERITORE. La società di gestione invita le scuole a visitare l’impianto. Con il pieno sostegno del Fondo per l’ambiente italiano.

Da un paio di settimane è partito il “Progetto Scuola A2A”: 1.400 istituti scolastici sono stati invitati a fare visita agli impianti gestiti dalla società controllata al 27,5% dai Comuni di Milano e di Brescia, tra cui termovalorizzatori e discariche per i rifiuti. Il rapporto consolidato tra scuole e A2A va avanti da oltre venti anni: gli impianti di A2A, Ecodeco, Amsa, Aprica e Aspem, sono stati visitati, lo scorso anno, da 20mila studenti.

Melfi, ambientalisti contro l’inceneritore

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Fulvio Colucci

IL CASO. I dati dell’agenzia regionale per l’ambiente in Basilicata indicano che l’impianto Edf Fenice opera in un contesto molto inquinato.

Nell’intricata vicenda dell’inceneritore Edf Fenice di Melfi piomba la politica. Il 3 ottobre è in programma la riunione del Consiglio comunale in seduta straordinaria. A convocare l’assemblea il sindaco Livio Valvano che ha chiesto alla società Edf di sospendere l’attività dell’impianto. Il giorno dopo toccherà all’assemblea regionale e il 5 ottobre è fissato il Consiglio provinciale a Potenza. Tre tappe importanti per una vicenda delicata, che coinvolge le comunità lucane dell’area Vulture-Melfese.

Inceneritore, è polemica

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Francesco Iacotucci (Terra Napoli)

RIFIUTI. Comune e Regione divisi sull’impianto di Napoli est. Sodano: «Bisogna puntare sul compostaggio».

Il bando per l’inceneritore di Napoli Est, scaduto il 20 settembre, è stato prorogato per ancora due mesi. Il Comune di Napoli attraverso il vicesindaco Tommaso Sodano dice che è perché non ci sono state richieste; la Regione Campania per voce dell’assessore Romano replica che il motivo è perché di richieste ce ne sono tante. Vista così sembra una polemica estiva, eppure a leggere il comunicato del Comune si accertano altri due elementi.

Rifiuti, nel Lazio torna lo stato di emergenza

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Alessandro De Pascale

AMBIENTE. Lo ha decretato il Consiglio dei ministri di ieri. Commissario sarà il prefetto Giuseppe Pecoraro che dovrà chiudere la discarica di Malagrotta e individuare nuovi siti.

Da ieri il Lazio è di nuovo in emergenza immondizia. Il Consiglio dei ministri ha preso questa decisione per «accelerare le procedure necessarie all’individuazione di un sito per lo smaltimento dei rifiuti dell’area romana, in vista della chiusura programmata della discarica di Malagrotta»: l’invaso più grande d’Europa. L’orologio sembra quindi tornare indietro al 19 febbraio 1999, quando un decreto del presidente del Consiglio dei ministri (allora Massimo D’Alema), dichiarò lo stato di emergenza sui rifiuti.

Napoli estromessa dall’inceneritore

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Francesco Iacotucci (Terra Napoli)

RIFIUTI. In barba all’accordo tra l’Asia e il commissariato, l’azienda comunale è fuori dal bando per la realizzazione dell’impianto.

Alla discussione elettorale sull’inceneritore di Napoli Est si è aggiunta la polemica sul bando da parte della società Asia. Lo scontro tra De Magistris e Lettieri si estenderà anche a questo tema, i cui dettagli non sono molto conosciuti al grande pubblico. Asia contesta che non è stata coinvolta nel bando dell’inceneritore, da poco pubblicato, in particolare contesta l’esser venuti meno i patti con il commissariato.

Valpolicella. Le vigne minacciate dal cemento. Stop dal Tar veneto

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Silvia Lanzarotto (Ecoradio)

TERRITORIO. Tra le vigne, nella patria dell’Amarone, comitati di cittadini e ambientalisti denunciano i problemi causati dall'impianto che utilizza scarti da inceneritori. E ricorrono al Tar, che ne blocca l’ampliamento.
 

Fumane (VR). Due punti e una parentesi rivolta verso il basso. E' la faccina triste sul pannello elettronico installato sul Municipio di Fumane, provincia di Verona. Significa che oggi l'aria non è buona. E' questo lo strumento che il sindaco usa per comunicare ai cittadini quando respirare fa bene e quando, invece, fa male. Siamo nel cuore della Valpolicella, la patria dell'Amarone, dove nascono alcuni dei vini più pregiati del nostro paese.

Albano e gli appetiti degli imprenditori

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Rossella Anitori

RIFIUTI Domani il Consiglio comunale dovrà decidere se convertire oltre 60 ettari di terreno agricolo ad uso industriale. Un’operazione che potrebbe dare il via libera alla speculazione

Simonetta e l’inceneritore

Nic Perle (Terra Nordest)

TRENTO. Dopo 33 giorni la presidente di Nimby trentino ha interrotto lo sciopero della fame contro l’impianto.

Dopo 33 giorni e sei chili di peso in meno  Simonetta Gabrielli ha interrotto lo sciopero della fame. Ce lo comunica al telefono. «Perché, dice oggi, la forza delle idee deve continuare. Ed il digiuno, come forma di protesta, ha comunque raggiunto lo scopo: tenere alta l’attenzione contro la costruzione, alle porte di Trento, di un inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti». Simonetta Gabrielli che è presidente di Nimby trentino, racconta  di come la sua estrema protesta sia in realtà una strada già praticata da altri.

Melfi tra i veleni Fiat e l’impianto francese

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Pietro Dommarco

INQUINAMENTO. Nella valle dell’Ofanto sorge una delle più grandi strutture per lo smaltimento
di rifiuti industriali automobilistici. I tumori aumentano ma i Comuni e la Regione temporeggiano.

ll mio ultimo viaggio nella “rifiuti connection” lucana, dalle industrie chimiche abbandonate della malata Valle del Basento ai fosfogessi interrati di Tito scalo, si è fermato alle porte del Vulture. È qui che sorge - nella piana industriale di San Nicola di Melfi - l’inceneritore Fenice spa (con sede legale in Cascine Vica Rivoli, in provincia di Torino), controllato dall’Electricité de France (EDF). Un impianto che da oltre due anni continua ad inquinare la falda acquifera del fiume Ofanto e l’area occupata.

Trento e l’inceneritore imposto oltre la logica

Aldo Pompermaier*

IL CASO. Domani scade il bando di gara per la costruzione dell’impianto. Fortemente voluto anche dal Pd nonostante le alternative non manchino. Verdi e comitato Nimby digiunano per protesta.

Una tappa importantissima è alle porte: il 20 dicembre 2010. Si tratta della scadenza del bando di gara che il comune di Trento ha indetto per la costruzione dell’inceneritore ad Ischia Podetti. A due passi dalla città, in una posizione infelice a ridosso della montagna e confinante con il fiume Adige, dentro l’area della discarica del comune di Trento, un tempo sede di un magnifico biotopo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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