Rifiuti, il Lazio si ribella alla dittatura di Cerroni

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Michele Fiorito

PROTESTE. Alla manifestazione indetta dal coordinamento “Rifiuti zero” hanno preso parte i residenti di Riano, Corcolle e Fiumicino ribadendo il loro no a discariche e inceneritori.

Dentro la Pisana, il consiglio straordinario sulla crisi dell’immondizia nel Lazio chiesto dall’opposizione. Fuori, la manifestazione indetta dal coordinamento “Rifiuti zero” a cui hanno preso parte centinaia di residenti di Riano, Corcolle e Fiumicino, per ribadire la loro opposizione ad ospitare sul proprio territorio discariche o inceneritori, temporanei o definitivi che siano. Fin da ieri mattina gli abitanti dei siti “a rischio” sono scesi in piazza davanti alla sede del Consiglio regionale del Lazio.

A Monselice un impianto per le ceneri degli inceneritori

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Gian Luca Baldrati (Terra Emilia Romagna)

IL CASO. Al posto di un colorificio potrebbe sorgere una struttura per il riciclaggio dei residui. Una scelta che fa discutere.

E' stato presentato in Regione un progetto per il recupero delle scorie degli inceneritori di rifiuti da parte di Officina dell’Ambiente S.p.A., che prevede la costruzione di un impianto di trattamento a Conselice (RA), nell’area oggi occupata dal colorificio ceramico Endeka S.p.A. L’impianto, identico a quello già avviato da Officina dell’Ambiente a Lomello (PV), dovrà trattare le ceneri degli inceneritori di Hera, per trasformarle in Matrix, un prodotto utilizzabile nella produzione di cemento e altri prodotti per l’edilizia.

Il piano per il dopo Malagrotta targato Manlio Cerroni

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Andrea Palladino

RIFIUTI. Ancora discariche e inceneritori, in un incubo senza fine. Neanche una parola sulla differenziata, sul riuso e sul riciclo. L’avvocato più potente di Roma presenta il suo progetto.

Rischio emergenza rifiuti nel Lazio? Nessun problema, assicura il monopolista delle discariche Manlio Cerroni, ci sono qui io, pronto a salvare Roma. E’ un intervento decisamente inusuale quello pubblicato dal giornale di Confidustria Il Sole 24 ore lo scorso mercoledì, firmato in prima persona dal padrone di Malagrotta, l’enorme discarica della capitale destinata a chiudere i portoni ai compattatori entro la fine di quest’anno, dopo una serie infinita di proroghe.

«Addio al binomio discariche e inceneritori»

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Andrea Palladino

INTERVISTA. Secondo Nando Bonessio, presidente dei Verdi alla Regione Lazio, il piano è «l’occasione per cambiare pagina».

Bonessio, qual è stato l’iter della legge?

La rotta dei rifiuti napoletani porta verso l’Europa dell’Est

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Andrea Palladino

INCHIESTA. Secondo alcune indiscrezioni l’idea sarebbe quella di spedire l’immondizia tritata dagli Stir negli inceneritori della Romania. Ma non c’è certezza sul contenuto di quelle scorie, che potrebbero essere contaminate.

Da giorni se ne parla in riunioni di vertice riservate, vero motore del mondo che gira attorno ai rifiuti. Sul tavolo delle trattative c’è - ancora una volta - l’eterna emergenza campana, complessa e delicata. Il tema è chiaro per tutti i soggetti, dalle imprese private in grado di portare i contatti giusti, ai politici regionali che devono fare i conti con un sistema imploso, farraginoso, che appare senza speranza. Il cuore della filiera, gli Stir (Stabilimenti di tritovagliatura) che devono trattare la monnezza che arriva da Napoli, sono saturi.

I due inceneritori di troppo

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Francesco Iacotucci (Terra Napoli)

RIFIUTI. La Campania conta di arrivare al 50 per cento di differenziata che renderebbe inutile costruire i due nuovi termovalorizzatori.

Quanti inceneritori servono in Campania? Tutti gli esperti in materia non possono che convenire sul fatto che se la raccolta differenziata nella regione arrivasse al 50 per cento l’impianto di Acerra, da solo, sarebbe già sufficiente. Anche l’assessore all’Ambiente di Napoli Paolo Giacomelli ha ribadito questa posizione dichiarando che al massimo si potrebbe prevedere un’ulteriore linea per Salerno ed Avellino. Oggi in Campania si producono 7.400 tonnellate di rifiuti al giorno che con il 50 per cento di differenziata scenderebbero a 3.700 tonnellate.

Quello strano amore per le biomasse

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Antonio Marfella* (Terra Napoli)

IL CASO. L’ex assessore Cozzolino finanziò una lunga serie di impianti di incenerimento. L’esperto: «Totalmente sovradimensionati».

L'esito delle Primarie del centrosinistra per la candidatura a Sindaco della città di Napoli, più che inquinato da veri brogli elettorali, appare ennesima dimostrazione del ferreo controllo del territorio sempre al limite della legalità ma certamente ben oltre la dovuta correttezza della dialettica politica con l’intero elettorato, da parte di ben identificabili “lobbies di affari bipartisan”, che di fatto condizionano da tempo la Democrazia in Campania e a Napoli.

Dietro il sipario, vecchie discariche e nuovi inceneritori

Rossella Anitori

LAZIO. Il progetto della giunta Polverini arriva a Bruxelles. Il presidente regionale dei Verdi Bonessio: «È un piano tattico e non tecnico. Nessuna inversione di rotta rispetto al passato».

ll piano dei rifiuti della Regione Lazio approvato lo scorso 19 novembre dalla giunta Polverini verrà presentato oggi a Bruxelles. L’obiettivo è quello di chiudere le infrazioni comunitarie. Lo ha detto ieri l’assessore ai rifiuti della Regione Lazio Pietro Di Paolo durante l’audizione dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti. «Nel piano - ha assicurato Di Paolo - verrà affrontato il programma per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti che la Regione prevede di varare tra febbraio e marzo.

Incenerimento dei rifiuti. Dai medici un chiaro “no”

Ernesto Burgio*

COMMENTI. Questi impianti, voluti dalle grandi multinazionali, hanno un impatto distruttivo su organismi e biosfera. Ecco con quali conseguenze sulla salute.

E' difficile negare che gli inceneritori (il termine “termovalorizzatore” essendo frutto di un escamotage ipocrita e illegittimo, volto a convincere i cittadini circa un’inesistente resa energetica di questi impianti) sono essenzialmente grandi acceleratori entropici, che trasformano ogni giorno in cenere e gas:
 

La Campania punta sugli inceneritori

Alessandro De Pascale

RIFIUTI. Trasmesso all’Ue il nuovo Piano regionale. L’emergenza si risolve con due nuovi impianti, altre tre discariche e una singolare immondizia trattata nei sette Stir. Differenziata nell’angolo.

La prima bozza del nuovo Piano rifiuti della Campania è stata spedita a Bruxelles, con una raccomandata, giovedì pomeriggio. Frutto di una trattativa col governo, rischia di gettare benzina sul fuoco delle proteste. Al via i due nuovi termovalorizzatori, l’apertura di altre tre discariche, la trasformazione degli stabilimenti Stir e la realizzazione di 10 impianti di compostaggio. L’accordo con l’Europa prevedeva l’invio del testo entro la fine del 2010. La Regione l’ha protocollato l’ultimo giorno utile, il 31 dicembre.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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