La ’ndrangheta stava ricostruendo L’Aquila

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Alessandro De Pascale

INCHIESTE. Quattro imprenditori edili arrestati e sequestri per un milione di euro. Le cosche si erano infiltrate nei lavori post sisma delle case private che non richiedono gare e certificati antimafia.

Per decidere come mettere le mani sugli appalti per la ricostruzione post sisma, gli imprenditori locali e i boss si erano incontrati nel maggio 2010 in un albergo de L’Aquila. Lo dimostrano le foto scattate dagli investigatori. Dalle intercettazioni e dagli accertamenti societari, emerge invece che i referenti della ’ndrina Caridi-Zincato-Borgetto di Reggio Calabria, avevano messo gli occhi su quello che è diventato il cantiere più grande d’Europa già nei mesi successivi al terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009.

Con 50mila euro si parte per uccidere i pirati

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Alessandro De Pascale

INCHIESTA. Un faccendiere russo sostiene di organizzare viaggi per chi vuole sparare ai bucanieri somali: «Volo privato da Mosca per 10 persone. Userete armi automatiche».

Destinazione, Oceano Indiano. Obiettivo della missione, andare a sparare ai pirati somali. Costo, 50mila euro a persona, posti limitati. «Si parte da Mosca, con un jet privato», spiega subito l’uomo, che chiameremo Gavril. Anche perché non dice mai il suo vero nome, meno che mai il cognome. Con lui parliamo al telefono, un numero di cellulare russo che ci ha fornito una fonte militare. È un faccendiere che sostiene di essere un ex membro delle forze speciali russe. È lui che assicura di organizzare questi viaggi molto particolari.

Fermata la guerra rivoluzionaria di Militia

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Vincenzo Mulè

L'INCHIESTA. Arrestati ieri a Roma cinque militanti dell’organizzazione di estrema destra. Progettavano un attacco alle istituzioni e alla comunità ebraica. A colpi di attentati.

L'ultima azione l’avevano compiuta lo scorso 11 settembre, quando uno striscione era apparso nella notte sul Muro Torto, a Roma, con la scritta ‘’11 settembre 2001 - 11 settembre 2011. Vi auguriamo 6 milioni di questi giorni’’.

«Proclamiamo la liberazione». Oggi Tripoli cambia pagina

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Susan Dabbous

LIBIA. Il Consiglio nazionale di transizione si prepara al dopo raìs. Sulla sua morte la moglie chiede l’apertura di un’inchiesta Onu. La Nato si prepara alla chiusura della missione militare.

La quiete dopo i festeggiamenti. Tripoli si è svegliata in un surreale silenzio nel primo venerdì senza il Colonnello Muammar Gheddafi da 42 anni, mentre dal resto Paese iniziavano a confluire i ribelli verso la capitale venuti a rivendicare gli onori che gli spettano come eroi nazionali.

Inchiesta sulla Costa d’Avorio. Luce verde ai giudici dell’Aja

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Francesca Gnetti

GIUSTIZIA. Il Tpi indagherà Laurent Gbabo e Alassane Ouattara per il conflitto che seguì alle elezioni presidenziali. Furono 3mila i morti e migliaia gli sfollati nel Paese famoso per il cacao.

Luce verde dai giudici dell’Aja al procuratore del Tribunale Penale internazionale (Tpi), per aprire un’inchiesta sui crimini commessi in Costa d’Avorio a seguito delle contestate elezioni dello scorso novembre. Si apre così la settima indagine del Tribunale dell’Aja e anche questa, come le precedenti, riguarda uno Stato africano.

Lavitola, Silvio e quel socio impresentabile

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Andrea Palladino

IL CASO., L’ex editore de L’Avanti! e i suoi viaggi “ufficiali” in Brasile e a Panama. Nella società di pesca c’è un “amico” con grattacapi giudiziari.

Due foto galeotte. Due istantanee che racchiudono una rete sommersa, invisibile, ancora da chiarire. Valter Lavitola, al secolo direttore dell’Avanti e pescivendolo, è l’uomo che fa capolino dietro le spalle del premier nei viaggi latinoamericani. Prima Sao Paulo, al Forum Italia Brasil, con la serata resa celebre dalle lapdancer contrattate appositamente per il “Drago”.

Boom di tumori a Malagrotta. La Procura avvia un’inchiesta

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Alessandro De Pascale

RIFIUTI. I magistrati della Capitale aprono un fascicolo per stabilire se l’invaso più grande d’Europa abbia provocato la morte di 4 persone per neoplasie. Bonelli, Verdi: «Un atto opportuno».

La procura di Roma ha aperto un’inchiesta per stabilire se l’inquinamento provocato dalla discarica di Malagrotta abbia provocato la morte per tumore di quattro persone. In realtà i fascicoli sul tavolo procuratore aggiunto Roberto Cucchiari e del pubblico ministero Alberto Galanti che indagano sulla discarica più grande d’Europa (240 ettari) sono due.

Beffa Giovanardi, arrestato un suo collaboratore

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Vincenzo Mulè

TERREMOTO. ”Attenti a quei due” è il nome dell’inchiesta che ha svelato il tentativo di truffa sui fondi stanziati dal sottosegretario.

Nuova tegola sulla presidenza del Consiglio. Ieri, i carabinieri del Noe dell’Aquila hanno arrestato Fabrizio Traversi, 62 anni, e Gianfranco Cavaliere, 36, per un tentativo di truffa consumato riguardo i 12 milioni di euro messi a disposizione dal dipartimento delle Politiche della famiglia per le aree del “cratere” del terremoto, i cosiddetti “fondi Giovanardi”. Traversi, romano, è infatti un dipendente della presidenza del Consiglio dei ministri.

Riparte l’inchiesta Borsellino. Ora si cerca chi ha depistato

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Andrea Palladino

COSA NOSTRA. La procura di Caltanissetta ha presentato ieri una memoria di oltre mille pagine ricostruendo il depistaggio nel processo per la strage di via D’Amelio. Si va verso la revisione.

Inizia ora la vera inchiesta sulla morte di Paolo Borsellino. La scoperta di un possibile depistaggio, attuato utilizzando le dichiarazioni di Vincenzo Scarantino - che si autoaccusò di aver rubato l’automobile utilizzata nell’attentato, indicando nomi e circostanze oggi smentite dalla nuova inchiesta dei magistrati di Caltanisetta - riporta l’orologio al 19 luglio del 1992. Le indagini ripartono da lì, ma con il peso di una per ora ipotetica regia occulta che avrebbe suggerito la versione falsa dei fatti riferiti da tre testimoni nel corso del processo.

Ustica, tutte le prove dimenticate dallo Stato

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Vincenzo Mulè

INCHIESTA. «I generali dell’Aeronautica furono assolti» afferma Giovanardi. Quello che non dice è che intervenì la prescrizione. Lo ricorda l’atto alla base della sentenza di Palermo.

Esiste una giustizia buona ed è quella che sentenzia quello che piace ai diretti interessati. Però, esiste anche una giustizia cattiva, ossia quella che va contro le nostre convinzioni. Nella ricerca della verità sulla strage di Ustica, sembrerebbe essere questa la regola vigente.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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