La rabbia degli antinuclearisti non smuove i politici francesi

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Susan Dabbous

ENERGIA. Il giorno dopo l’esplosione a Marcoulet, Greenpeace attacca: «Speriamo che non ci sia bisogno di un nuovo drammatico incidente per convincere il governo a uscire dall’atomo».

Mancanza di trasparenza e controlli inefficaci da parte dell’Autorità per la sicurezza nucleare. Sono queste le denunce dell’associazione Sortir du Nuclearie all’indomani del grave «incidente industriale» avvenuto nei pressi di una centrale atomica in cui è morto un operaio e atri quattro sono rimasti feriti. «Fortunatamente non ci sono state fughe radioattive e la popolazione intorno all’impianto nucleare di Marcoulet sta bene».

Scozia, pericolo marea nera. Ambientalisti contro la Shell

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Vittorio Cavi

INCIDENTE. Continua la fuoriuscita di idrocarburi dalla piattaforma Gannet Alpha, nel Mare del Nord. La multinazionale: «Perdita limitata». Già in acqua 1.300 barili. Ieri scoperta un’altra falla.

«Incidenti come questo sono delle piccole bombe ecologiche» per gli ecosistemi marini. Il biologo marino Silvio Greco commenta con preoccupazione la fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma Gannet Alpha, a 180 chilometri da Aberdeen, sulla costa orientale della Scozia. L’impianto è gestito dal colosso Shell che, peraltro, non ha precisato quando sarà in grado di bloccare lo sversamento.

A Fukushima cresce la paura delle radiazioni

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Paolo Tosatti

GIAPPONE. Gregory Jazcko, capo della Nuclear regulatory commission Usa, lancia l’allarme per gli elevati livelli di radioattività nell’impianto. Timori anche in Corea. Tokyo attiva controlli sul cibo
 

Immagini come quelle trasmesse ieri mattina dalle televisioni nipponiche non si vedevano dai tempi di Chernobyl. Elicotteri in volo sopra l’impianto di Fukushima che riversavano tonnellate di acqua (in Russia furono usati boro e silicati) sulle vasche di raffreddamento della struttura.

Disastro in Sardegna, marea nera fatta in casa

Diego Carmignani

AMBIENTE. Diecimila litri di petrolio spiaggiati a nord dell’isola per un incidente nello scarico di carburante a Porto Torres. Dove l’Eni vuole costruire il più grande deposito del Mediterraneo.

Archiviato l’anno nero 2010, con il disastro del Golfo del Messico come pagina più orrenda del calendario, ecco un’altra marea nera, fatta in casa, che non regge certo il paragone per i danni, ma che dovrebbe essere portata alla ribalta delle cronache nazionali per evidenziare quanto la leggerezza umana sia una costante minaccia per l’ambiente. E invece no, tanto tra cronaca, politica e dichiarazioni, giornali e tg hanno di che vivere senza troppi affanni. Il pezzo di territorio italiano di cui annunciare la triste sorte si trova stavolta in Sardegna.

Bretagna, incidente tra navi. Pericolo “marea nera”

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Simone Celli

AMBIENTE. Paura per lo scontro tra due imbarcazioni nelle acque del Canale d’Inghilterra: una aveva a bordo seimila tonnellate di solventi chimici. Si temono fuoriuscite, ma il governo rassicura: «Recupero esemplare».

ll mare di Bretagna di nuovo sotto scacco. Lo spauracchio di un altro disastro ambientale si è fatto largo anche in Europa, rimasta con il fiato sospeso per un’intera giornata dopo un incidente al largo della Manica. “Uranus”, un cargo carico di solventi chimici, ha rischiato di affondare dopo essersi scontrato con la nave panamense “Hanjin Richzad”.

La storia di Pietro Mirabelli, operaio calabrese della Tav

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Simone Arminio

MORTI BIANCHE. Lavorava in Svizzera al cantiere della Alptransit, per scavare il tunnel più lungo del mondo, per la Tav. E' morto schiacciato da un masso. Veniva da Pagliarelle, Calabria, il paese dei minatori.

Il percorso che separa il sottosuolo dal paradiso è molto più breve di quanto si possa immaginare. Sono solo sette metri, e Pietro Mirabelli, minatore calabrese di 54 anni, li ha percorsi in un attimo, a quasi un chilometro di profondità dal picco del Monte Cenere e più di mille da casa sua.

Napoli, tragedia sui binari

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Diego Carmignani

CRONACA. Incidente all’altezza di Gianturco: un treno della Circumvesuviana va al doppio della velocità consentita e deraglia. Un morto e decine di feriti gravi. I testimoni: «Il conducente parlava al cellulare».

Un brutto scherzo del destino quello che ha colpito il cuore di Napoli ieri mattina. Gli infermieri dell’ospedale Loreto Mare avevano iniziato da poco la loro protesta a causa del mancato pagamento degli stipendi, quando, verso le 11, un treno della Circumvesuviana, partito da San Giorgio a Cremano e diretto a Napoli, è improvvisamente uscito fuori dai binari all’altezza di Gianturco, nell’area orientale del capoluogo.
 

Incidente Cheonan, cresce la tensione tra Nord e Sud

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Paolo Tosatti

ASIA. Un team di investigatori di Seul ha presentato un dossier che accusa Pyongyang di aver affondato la corvetta. Scambio di accuse e minacce reciproche tra le due Coree. Per la gioia degli Stati Uniti.

Seul ormai non ha più dubbi. Ad affondare le corvetta Cheonan, colata a picco lo scorso 26 marzo insieme a 46 uomini dell’equipaggio, è stato un siluro nordcoreano.

Tragedia di Ventotene, il costone era a rischio

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Franco Ortolani (Ordinario di Geologia, Direttore del Dip. di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II)

L'ESPERTO. Il geologo della Federico II di Napoli, Franco Ortolani, spiega perché quella parete doveva già essere stata classificata come pericolosa. I documenti ufficiali, i rilievi, le fotografie prima e dopo il disastro.

Il costone tufaceo che delimita a sud la spiaggia di Cala Rossano che ieri mattina è stato interessato da un crollo di massi che ha causato due giovani vittime, anche se non era stato classificato a pericolo di frana, di fatto era instabile. In pratica i costoni che delimitano a nord e a sud la spiaggia di Cala Rossano sono instabili.

Tecnici al lavoro sull’isola

Alessandro De Pascale

INDAGINI. A Ventotene i tecnici della Regione, inviati dalla neo presidente Renata Polverini, sono arrivati alle 12:20 di ieri.

A Ventotene i tecnici della Regione, inviati dalla neo presidente Renata Polverini, sono arrivati alle 12:20 di ieri. Il giorno prima sull’isola dell’arcipelago pontino, durante una gita scolastica, erano morte due ragazzine di una scuola media della Capitale, Francesca Colonnello e Sara Panuccio. Uccise dai blocchi di tufo crollati da un costone di roccia, nella spiaggia di Cala Rossano, che per l’Autorità di Bacino pare non costituissero un pericolo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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