«Niente velo e sì al bikini». Scelta moderata di Ennahadha

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Francesca Gnetti

TUNISIA. Dichiarazione a sorpresa del leader islamista Ghannouchi: «Non faremo fare passi indietro alla condizione femminile». Incidenti a Sidi Bouzid, epicentro della rivolta che cacciò Ben Ali.

All’indomani della conferma da parte delle Commissione elettorale tunisina della vittoria del partito islamico moderato Ennahadha alle elezioni, il leader Rachid Ghannouchi manda un messaggio chiaro. E promette di rafforzare il ruolo delle donne in politica e di non voler contrastare i passi avanti compiuti nell’emancipazione femminile. A dimostrazione della sua buona volontà ha ricordato che 42 delle 49 donne elette nell’Assemblea costituente sono esponenti del suo partito e ha assicurato che nessuna di loro sarà costretta a indossare il velo.

Maroni insiste: nuove leggi per la piazza

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Pietro Battistella

CAMERA. Il ministro degli Interni ieri in Parlamento ha riferito sugli incidenti di Roma. Le opposizioni rispondono: basta tagli alla sicurezza.

Condanna del «terrorismo urbano» scatenato dai tremila violenti lo scorso 15 ottobre a Roma, difesa dell’operato delle forze dell’ordine che hanno evitato il peggio e rilancio delle nuove misure per la sicurezza: il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, torna a riferire sugli scontri durante la manifestazione degli Indignati. Lo fa questa volta alla Camera, confermando la linea della scorsa settimana al Senato.

Crolla palazzo a Barletta. Doveva essere evacuato

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Viola Cremaschi

INCIDENTI. Una costruzione di tre piani con sotto un laboratorio si sgretola provocando almeno una vittima. Nell’edificio lavoravano diverse operaie. I residenti: «Sapevamo che era rischio».

Stavolta non sarà possibile prendersela con la natura matrigna. Non è stato né un terremoto né una frana a provocare la morte di Maria Cinquepalmi, 14 anni, figlia dei proprietari del laboratorio tessile che si trovava nell’edificio polverizzato. È venuto giù poco dopo mezzogiorno, come una twin tower, il palezzetto pericolante di via Roma nel centro di Barletta, e la cosa non ha stupito nessuno. Anzi ha acceso tanta rabbia. Oltre alla ragazzina si trovavano dentro altre operaie.

Lavoratori e studenti in piazza. Arresti e scontri a Santiago

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Marco De Vidi

PROTESTE. Quarantotto ore di sciopero indette dai sindacati per chiedere una grande riforma del sistema Paese. Nella capitale del Cile barricate lungo le strade e ancora incidenti.

Anche i lavoratori scendono in piazza con gli studenti. I principali sindacati del Cile hanno indetto uno sciopero di 48 ore per mercoledì e giovedì per dimostrare solidarietà alla Confech (Confederazione degli studenti cileni) e per chiedere cambiamenti del sistema delle pensioni, della sanità e nel settore fiscale. Gli studenti scendono in piazza da mesi per ottenere maggiori finanziamenti alla scuola pubblica e una radicale riforma dell’istruzione, ma nelle ultime settimane le proteste si sono inasprite.

Scontri a piazza Tahrir. I feriti sono oltre mille

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Susan Dabbous

EGITTO. Sono continuati fino a ieri mattina gli incidenti tra polizia e manifestanti. All’origine delle violenze, il divieto di un sit in ai familiari delle vittime delle rivolte anti Mubarak.

Scorre di nuovo il sangue a piazza Tahrir: più di mille manifestanti sono stati feriti alle forze dell’ordine ordine con lacrimogeni e proiettili di gomma. Gli scontri sono iniziati martedì sera e si sono conclusi solo ieri in tarda mattinata. L’origine delle violenze, secondo al Jazeera, è da attribuirsi all’intervento della polizia durante un sit-in organizzato dalle famiglie delle persone uccise durante le rivolte di gennaio.

Una stazione per ricordare

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Marco Piccinelli (Terra Lazio)

MORTI BIANCHE. Polemica dopo la tragedia di Bruno Montaldi. I sindacati chiedono sia onorata la memoria.

Bruno Montaldi, operaio abruzzese sposato e con figli, è morto domenica 22 Maggio cadendo in un pozzo profondo 35 metri scavato nel cantiere per la realizzazione della metro B1 a Piazza Santa Emerenziana, nel quartiere Africano. Lavorava per la “Icotekne” di Napoli, società subappaltatrice il cui responsabile della sicurezza è stato indagato dalla procura di Roma per omicidio colposo.

Tutta la verità contro i modelli precostituiti

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IL LIBRO. Nel volume “Scram” tecnici ed epidemiologi raccontano come i modelli di previsione degli incidenti siano fallaci. E come la scienza medica troppo spesso tenda a rassicurare.

Il punto cruciale nella valutazione della sicurezza è che le disfunzioni, le instabilità, le cause incidentali di ogni tipo che possono prodursi in un sistema così complesso quale è un reattore nucleare non possono ricondursi a semplice calcolo di probabilità, ma devono venire considerate realisticamente per l’assoluta imprevedibilità dei meccanismi specifici. […] L’aspetto più delicato resta comunque quello del controllo dei processi non solo per il loro rapido evolversi, ma anche per la loro pericolosità.

Quanti punti deboli nelle centrali nucleari

Erasmo Venosi, fisico nucleare

L'ANALISI. Blocco dei reattori, incendi e sistemi informatici di controllo non perfetti. Ecco come, in caso di forte terremoto o inondazione, questi impianti diventano vulnerabili

L'acuirsi dei terremoti nel mondo, congiuntamente a quella che è definita una “guerra informatica”, getta un’ulteriore fosca ombra sul nucleare nel mondo e in Italia. Negli ultimi 2500 anni ci sono stati nel nostro Paese 2500 sismi di cui 560 tra l’ottavo e l’undicesimo grado della scala Mercalli. Anche nella tranquilla pianura padana, sismicamente parlando, Il Petrarca in una lettera del 1348 ricorda del terremoto che fu percepito nella sua casa dei Colli Euganei.

Anche in Svizzera si vota contando gli incidenti

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Diego Carmignani

NUCLEARE. Durante lo scorso anno si sono moltiplicati gli “inconvenienti” nelle cinque centrali presenti nella confederazione elvetica: 42 in totale, la maggior parte nell’impianto di Mühleberg.

Nel cadenzare l’attesa per il referendum italiano sul ritorno o meno nell’abisso nucleare, può essere di estrema utilità dare un’occhiata a quanto accade negli altri Paesi europei, specie in quelli a noi più vicini per distanza, più che per modello socio-culturale.

Stop alle tragedie in mare

Pierluigi Schiano Moriello (Terra Campania)

POSILLIPO. Martedì un sub è morto travolto da un gommone. Il conducente era drogato. I Verdi: più controlli.

Tragedia in mare al largo di Posillipo, non distante dal tratto di costa su cui affaccia la celebre Villa Rosebery: uno scenario da cartolina dove martedì scorso un gommone di sette metri ha travolto a tutta velocità un giovane subacqueo di 32 anni, Luca Testa, deceduto quasi sul colpo dopo l’impatto con le eliche del veicolo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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