La guerra dei narcos colpisce gli indios

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Andrea Palladino

AMAZZONIA. Un antropologo della Fondazione indigenista del Brasile lancia l’allarme. Coinvolti alcuni villaggi di etnie isolate nello Stato dell’Acre, nella zona al confine con il Perù.

Alla fine lo hanno catturato, con un sacco sulle spalle, qualche spiccio in tasca e un po’ di frutta tra le mani. Joaquim Antonio Custodio Fadista, un portoghese cinquantenne - noto narcotrafficante che gironzola da anni nell’Amazzonia, tra il Brasile e il Perù - da qualche mese terrorizzava un gruppo di indigeni isolati, sulle sponde del fiume Xixane, stato dell’Acre, la terra di Chico Mendes.

Royalty agli indios sulle patate. Storica sentenza dell’Onu

Paolo Tosatti

RISORSE. Il tribunale per la proprietà intellettuale delle Nazioni Unite ha riconosciuto che i tuberi «sono una creazione indigena». L’1% dei profitti spetta agli autoctoni sudamericani.

L'un per cento dei profitti ricavati dalla vendita delle patate in tutto il mondo spetta agli indios sudamericani, che grazie alla loro brillante inventiva hanno regalato al mondo un dono prezioso e di impareggiabile valore come il più famoso dei tuberi commestibili.

La foresta amazzonica in diretta sulla Rete

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Andrea Alicandro

INDIGENI. A Suruaca, un villaggio di 500 abitanti su una riva del Rio Tapajos, usano internet per difendere la propria terra. La seconda e ultima puntata del nostro viaggio tra gli abitanti dello Stato del Parà in Brasile.

«Scusa posso collegarmi un attimo? Certo». Una conversazione piuttosto banale all’interno di una casetta di legno con postazioni internet alimentate da pannelli solari. Ovviamente non sarebbe una gran notizia, se non ci trovassimo nella foresta amazzonica, dove la modernità serve a difendere l’identità dei popoli e la vita stessa. Precisamente siamo a Suruaca, un villaggio su una riva del Rio Tapajos.

Indios, una lotta per la terra, una lotta per la vita

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Andrea Alicandro

REPORTAGE. Brasile, Stato del Parà, zona di Marò. Un ecosistema quasi vergine che i madereiros, i tagliatori di legname, stanno distruggendo ettaro dopo ettaro. Ma la popolazione autoctona si ribella e dice no.

Amazzonia burning. L’Amazzonia brucia, e sono fuochi di rivolta. Quella degli indios e dei popoli della foresta che difendono la loro terra e la loro identità. Non hanno paura, hanno già dato fuoco a una nave carica di legname “illegale”. E non hanno intenzione di arrendersi. Ci troviamo nell’Amazzonia brasiliana, Stato del Parà, nella zona di Marò.

Il “bien vivir” di Morales che rilancia il secondo mandato

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Enrico Campofreda

BOLIVIA. Quelle del 6 dicembre sono state elezioni «tra le più partecipate al mondo». L’analisi di Luciano Vasapollo, docente di Economia applicata alla Sapienza di Roma: «E' in atto una transizione al socialismo, basata sul rispetto degli umili»

Luciano Vasapollo, docente di Economia applicata della facoltà di Filosofia presso la Sapienza di Roma e direttore scientifico del Centro studi di trasformazione economico-sociale, ha partecipato nella veste di osservatore internazionale alle verifiche sulle elezioni boliviane del 6 dicembre scorso che hanno ribadito la fiducia popolare a Evo Morales con un plebiscitario 63 per cento dei suffragi.

A Copenaghen la rivolta degli indios contro il piano foreste

Susan Dabbous

MOBILITAZIONE. Nella città del summit spazio alle minoranze che bocciano il Redd delle Nazioni unite. Il programma per gli incentivi alla deforestazione rischia di cacciarli via dalla loro terre. Anche perché molti governi non riconoscono i loro diritti.

«Può un documento per la lotta alla deforestazione prescindere dai diritti dei popoli indigeni?», si chiede scioccata Mina Setra portavoce di Awan, l’associazione indonesiana degli indigeni Ardupekyo. All’interno del Bella center, nella giornata di ieri, i media erano completamente assorti dalla consegna del premio Nobel a Barack Obama e dalle rimostranze delle G77.

Cile, ore di tensione con gli indios per il diritto alla terra

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Paolo Hutter

IL RACCONTO. Cronaca del sequestro del botanico italo-cileno Cuvertino che, assieme a 5 colleghi, è stato trattenuto da un gruppo di mapuche a Futrono. Obiettivo: interrompere gli studi per la costruzione di un impianto idroelettrico.

Il botanico italo-cileno Jorge Cuvertino, insieme a 5 colleghi, è stato sequestrato per alcune ore una decina di giorni fa da un gruppo di furenti indios mapuche della zona di Futrono, nel Cile centromeridionale. Per interrompere il sondaggio botanico, propedeutico a un impianto idroelettrico della norvegese Trayenco Sp, i comuneros mapuche li hanno circondati, costretti a fuggire e infine li hanno maledetti con un’apposita cerimonia sacra.

Il popolo delle nubi

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Edoardo Tomaselli

REPORTAGE Viaggio tra i “pueblos mancomunados” del Messico, indios di etnia zapoteca che vivono grazie a una gestione collettiva del territorio.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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