Indonesia, braccia incrociate nelle miniere di Papua

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Andrea Pira

FREEPORT MCMORAN. Un mese di sciopero per chiedere aumenti salariali in uno dei più grandi giacimenti di rame e oro del mondo. Sotto accusa lo strapotere della società americana.

Essere tra i maggiori contribuenti per l’erario dell’Indonesia non è servito al colosso minerario statunitense Freeport McMoran a conquistare il cuore della gente. Tanto più quello degli operai nel giacimento di Gransberg, che hanno proclamato un mese di sciopero. Colpo basso che arriva da questa regione nella provincia orientale di Papua, che è la terza a mondo per l’estrazione di rame e tra le più grandi per l’oro. Alla protesta per chiedere un aumento del salario ha aderito il 95% dei 12mila dipendenti.

Tra gli ultimi balenieri di Lamalera

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Riccardo Bottazzo

REPORTAGE. In Indonesia nel villaggio dove la popolazione caccia ogni anno 10-15 grandi cetacei su piroghe di legno con arpioni di bambù. Un’attività che anche Greenpeace considera ininfluente per la tutela della specie.

Dall’altra parte del mondo, lontano, nel sud dell’Indonesia, c’è un villaggio di balenieri che si chiama Lamalera. Arrivarci è tutta un’avventura. Dall’isola di Bali bisogna salire in uno di quei piccoli aerei che, dopo qualche inevitabile scalo intermedio come neanche un autobus di linea, atterra a Maumere, nell’isola di Flores, a poche miglia marine a nord di Timor. Da qui, dovete cercare di infilarvi in uno dei coloratissimi bemo, sorta di pulmini taxi, e raggiungere il porto di Larantuka, dall’altra parte dell’isola.

Olio di palma in Romagna

Luciano Lama* (Terra Emilia Romagna)

IL CASO. La centrale elettrica Unigrà di Conselice utilizza per il 50% combustibile importato dall’Indonesia.

La centrale elettrica Unigrà (49,6 MW elettrici) realizzata a Conselice (RA), è un esempio illuminante di ciò che non si deve fare nel campo delle rinnovabili, un esempio di incompetenze e colpe. La centrale, autorizzata nel dicembre 2006, utilizza, per il 50%, olio di palma importato dall’Indonesia. L’olio viene ottenuto dalla coltivazione delle palme previo abbattimento delle foreste tropicali.

Islam, Obama rilancia e gioca la carta dei ricordi

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Annalena Di Giovanni

INDONESIA. Il presidente Usa torna a Jakarta, dove ha trascorso gli anni dell’infanzia. Nel Paese asiatico con il maggior numero di musulmani parla di «comune progresso». Anche per i rapporti tra Israele e Palestina.

«Non credo che allora, durante i miei anni in Indonesia, qualcuno avrebbe mai potuto prevedere il mio ritorno a Jakarta, oggi, da presidente degli Stati uniti», ha dichiarato ieri di fronte a una folla di semila studenti Barack Obama, nella sua prima visita ufficiale nel paese asiatico con la più vasta popolazione mussulmana al mondo.

Alla riconquista dell’islam

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Susan Dabbous

DIALOGO. In visita ufficiale in Indonesia, Obama approfitta della sua popolarità nel Paese in cui ha vissuto da bambino, per lanciare un appello di pace ai musulmani. Oggi il discorso alla moschea Istiqlal.

Ricostruire un rapporto pacifico e costruttivo con i musulmani nel mondo. Il presidente americano Barack Obama dopo il Cairo ci riprova dall’Indonesia, dove si trova in visita ufficiale da ieri, scegliendo Giacarta come luogo simbolo per lanciare un nuovo messaggio di pace. Oggi visiterà con sua moglie Michelle la moschea Istiqlal, la più grande del sud-est asiatico, da dove pronuncerà il suo attesissimo discorso.

Indonesia, dopo lo tsunami erutta il vulcano Merapi

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Paolo Tosatti

DISASTRI. A Sumatra sale di ora in ora il bilancio delle vittime. I soccorsi faticano a intervenire a causa del maltempo. Intanto a Giava le polveri uscite dal cratere hanno causato la morte di una neonata di tre mesi.

Un violento terremoto seguito da uno tsunami, un’eruzione vulcanica e un’ondata di piogge torrenziali. Mentre nella memoria dei suoi abitanti è ancora viva la tragedia causata dalla gigantesca onda anomala che sei anni fa si abbatté sulle coste dell’Oceano Indiano, causando oltre 220mila morti, l’arcipelago indonesiano si trova ancora una volta a fare i conti con una serie di disastri naturali di grandi proporzioni.
 

La nuova onda dell’arte è asiatica

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Simona Maggiorelli

EMERGENTI. Sono tutti under 40 e in Thailandia, Malesia, Indonesia e nei Paesi vicini hanno dato vita a una nuova stagione creativa. Mescolando generi e stili. Con fotografia, pittura, video e installazioni raccontano lo slancio con cui questa area del mondo ha saputo reagire alla tragedia dello tsunami e progettare un nuovo futuro.

Quando a dicembre nel 2004 lo tsunami colpì con la massima vilenza la costa tahilandese e Sumatra facendo migliaia di morti, in Occidente era Natale e si celebreva uno dei periodi clou del consumismo e del benessere economico.

Appunti di viaggio nel cuore islamico delle Filippine

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Luciano Del Sette

REPORTAGE. Sul mare delle isole Sulu, dove i Badjao trascorrono tutta la loro vita. La presenza dei militari, lasciando il porto e inoltrandosi nella città, diviene una costante. In questi luoghi si svolge da anni uno dei tanti conflitti dimenticati. Qui il 26 dicembre 2004 arrivò l’onda impazzita dello tsunami che sconvolse Thailandia, Indonesia, Sri Lanka.

 A Manila, il giorno del Signore non cade il venerdì. A Manila, come a Baguio, Cebu City, Panay, Puerto Galera, si prega la domenica, recitando «Padre nostro che sei nei cieli» inginocchiati sui banchi di una chiesa che profuma di incenso ed esibisce il crocifisso e le immagini dei santi. Si prega, si fa la comunione, si esce sul sagrato, congedati dal suono delle campane.

Terremoto in Indonesia. Ancora morti in Asia

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Gloria Ravidà

CALAMITÀ Un sisma sconvolge l’isola di Sumatra. Dal Vietnam il tifone Ketsana raggiunge Cambogia e Laos, mentre si aggrava il tragico bilancio dello tsunami nel Pacifico.

La terra trema a Sumatra. Poco dopo le 12, ora italiana, una scossa d’intensità pari a 7,9 gradi della scala Richter è stata registrata al largo delle coste occidentali della più grande isola indonesiana. Le prime informazioni che giungono dal ministero della Salute, riferiscono di migliaia di persone intrappolate sotto le macerie, mentre il vicepresidente Jusuf Kalla ha parlato di almeno 75 morti. L’unità di crisi indonesiana sostiene invece che i morti potrebbero essere più di mille.

La foresta di Wallacea sta sparendo. E con essa rarissime specie animali

Assunta Gammardella

NATURA Pericolo estinzione per fauna e flora in Indonesia. Colpa delle piantagioni di palma da olio.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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